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Capire le soglie del fumatore

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  • Capire le soglie del fumatore

    Non si fumano tutte le sigarette con uguale motivazione, lo sappiamo. Solo alcune sono veramente desiderate, ma la maggior parte scattano automaticamente in determinati momenti. Questi momenti sono spesso delle soglie, cioè dei cambiamenti di stato del fumatore.
    Fasi come:
    uscire da casa/ufficio o rientrare
    alla fine di un lavoro
    alla fine di uno sforzo
    alla fine di una situazione costrittiva (bus, treno, cinema, ecc.)
    L'ultima sigaretta prima di...
    Sono tutte fasi che esigono con prepotenza la sigaretta.
    Succede che accendi una sigaretta, giusto prima che arrivi il bus e di accenderne un'altra perché scendi (dopo tre fermate!).
    Non può essere dipendenza fisica e neanche psicologica. Si tratta di un automatismo di ferro, che genera senso di dovere, di urgenza e d'indifferibilità.
    Per esempio, puoi sopportare di stare 4 ore senza fumare, ma è insopportabile non fumare all'uscita del cinema, dopo neanche 2 ore.
    Non ho ancora capito perché si produce quest'associazione e neanche la natura.
    Certo però che capire questi step obbligati sarebbe un bel vantaggio strategico.

  • #2
    Re: Capire le soglie del fumatore

    Ciao Mandorlo, benvenuto nel forum.
    Questo tuo esercizio mi sembra molto pericoloso oltre che demotivante per chi cerca di smettere, mi spiego meglio, non esistono sigarette necessarie e sigarette di troppo. I due livelli che descrivi te sono le sigarette necessarie per alleviare la crisi Fisica di nicotina (tossicodipendenza) e le sigarette fumate per noia/abitudine (che sono quelle che fumi anche se il tuo corpo non ti chiede nicotina). Poi che siano più facili da sconfiggere le prime (quelle da dipendenza fisica) che le seconde (noia/abitudine/rituale) questo è un altro paio di maniche.

    Saluti Alert

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    • #3
      Re: Capire le soglie del fumatore

      Grazie Alert

      Le obiezioni assottigliano un argomento. Non pensavo alla noia, in cui non cambia niente, ma a quando le cose cambiano e magari ti stai anche divertendo. Per esempio, tanti fanno l'amore e poi si accendono una sigaretta, proprio quando sono più felici e soddisfatti. Anche a fine pranzo, in compagnia sembra un must.
      Se sei in un bel locale pubblico, all'uscita la mano scatta alla ricerca del pacchetto, anche se quella prima l'avevi fumata prima di entrare, 15 minuti prima. Non c'entra la noia.

      La dipendenza non è l'unica a dettare legge. È molto più forte la mattina, ma in una serata tra amici, si finisce per fumare una sigaretta dietro l'altra, ben oltre il normale ritmo.
      Il fumo è un fenomeno : va capito.
      Cordialmente M.

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      • #4
        Re: Capire le soglie del fumatore

        Il pilastro del mio sistema è questo:
        a tutti piacerebbe un metodo indolore per smettere per sempre di fumare, come ingerire una pillola e poi mai più.
        Ci dev'essere invece una certa dose di sofferenza e con questa bisogna fare i conti, quale che sia il metodo per smettere che uno sceglie. Tolleriamo tutti in modo diverso le privazioni.

        L'origine della sofferenza è certamente l'astinenza da nicotina, che però dura pochi giorni, mentre la lotta va avanti a lungo. Perché le abitudini, gli stili e alcune circostanze durano molto più a lungo degli effetti della nicotina ed è meglio capirli.
        Se non fosse così, per assumere la stessa dose di nicotina e non fumare, basterebbe applicare i cerotti della farmacia.
        E poi anche molti che passano all'elettronica, finiscono per tornare alle sigarette. Cos'è che fa la differenza?

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        • #5
          Re: Capire le soglie del fumatore

          Mandorlo non so quanti anni di fumo hai alle spalle, facciamo 20 anni come i miei quando ho deciso di smettere.
          Bene, sono 20 anni di abitudini/associazioni mentali che il tuo cervello ha acquisito in merito alle sigarette che sono la vera montagna da scalare che ci porta a non smettere/fallire.
          Come conseguenza il tuo cervello ti porta a rimandare in primis accampando mille scuse, poi dopo aver trovato il coraggio ti pone davanti alle mille tentazioni (possibili ricadute).
          Ultimo step che mi ha riguardato verso il 4/5 mese un punta di tristezza/depressione quando il mio cervello ha metabolizzato l’addio ad una compagna/amico di un lungo periodo della nostra vita.

          Mandorlo perdonami la sincerità ma mi sembri che sei più nella fase delle scuse per non smetter piuttosto che nella fase di motivazioni/decisione.

          Saluti Alert

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          • #6
            Re: Capire le soglie del fumatore

            Gentile Alert,

            La motivazione c'è l'ho: dopo 40 anni , me so' stufato! Fumare mi comincia a pesare: certe volte dico: ma che sto a fa'?
            Ma serve comunque un metodo, non tanto per smettere, ma soprattutto per non ricascarci.

            Le soglie di cui parlo, si trattano anche nel metodo dell'Asl che ho fatto, perché devi scrivere per ogni siga dove sei/con chi sei/ cosa fai.
            Cosa fai appena esci di casa, caro Alert?

            Cordialmente
            M.

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            • #7
              Re: Capire le soglie del fumatore

              Mandorlo non capisco la domanda “Cosa fai appena esci di casa, caro Alert?”

              Commenta


              • #8
                Re: Capire le soglie del fumatore

                Non so se hai smesso. Ma qualsiasi fumatore si accende una sigaretta. È uno dei tanti cambiamenti di situazione. Perché ci rifletto?

                Noi proviamo molti desideri e molti impulsi, ma sembrano simili, li confondiamo. I desideri sono un flusso: ne scorrono a centinaia. Ci fanno sentire bene, anche quando non li realizziamo. Gli impulsi, invece, generano una certa spinta ad agire e generano intenzioni e propositi. In questo siamo attivi, sentiamo il corpo pronto all'azione, anche se siamo fermi, anche se non siamo del tutto certi che attueremo un certo proposito.
                Ecco, ho capito che la maggioranza delle sigarette non è nel desiderio, ma nella pulsione: cioè siamo attivi, sotto una pressione. Il corpo concorre dunque alla decisione di accendere: non è solo il tratto respiratorio. Fumiamo con tutto il corpo.
                Nei cambiamenti di situazione , anche emotiva, registriamo impulsi anche molto forti (es. l'uscita dal lavoro). E sono questi a generare un'induzione irresistibile. Il desiderio è più raro e blando.

                Chi ha smesso da tempo di fumare non resiste realmente a un desiderio (ormai abbandonato), ma a un impulso. Non si possono eliminare gli impulsi dalla vita, ma dobbiamo riconoscerli e non confonderli coi desideri, che non fanno pressione. Io desidero sempre di andare a Roma, Firenze, New York, in India. Vorrei vedere tanti amici, mangiare tanti cibi. Ma sto bene, anche se non muovo un dito. Diverso è se vado in biglietteria.

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                • #9
                  Re: Capire le soglie del fumatore

                  Si può misurare il piacere di una sigaretta? Si, a patto che ci rendiamo conto di quanto l'ambiente concorre al piacere. Se fumiamo davanti a un panorama, il piacere deriva più dal panorama, ma noi lo attribuiamo tutto alla sigaretta.
                  Uno dice: ho bisogno di una siga a causa della nicotina. Bene, si sieda e se la fumi a occhi chiusi. La dose l'assume, ma il piacere di annulla. Fumare così sembra inutile e fastidioso. Da smettere di fumare.
                  Un po' più sopportabile è fumare stando seduti contro un muro: non è divertente. Così si isola la sigaretta e si vede cosa realmente è.

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                  • #10
                    Re: Capire le soglie del fumatore

                    Le soglie sono una variazione rapida di una condizione. Può essere alla fine della giornata di lavoro o una lite al telefono con un rompiscatole o il congedo da un caro amico. Siamo attivi, ma in questi momenti siamo più attivi e in questi casi fumare è un'attività, più che il frutto di un desiderio. Ma si vivono anche fasi in cui siamo più attivi del necessario e questo fa agire, fa scattare la mano sul pacchetto.
                    Questo sarà il maggior rischio per chi ha smesso di fumare, che non è più dipendente da nicotina , ma può attivare una latenza, in qualche particolare circostanza, perché cede a un impulso, non a una voglia.

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                    • #11
                      Re: Capire le soglie del fumatore

                      Nell'abitudine al fumo, questo punto è chiaro che esiste una grossa parte compulsiva. Non è diverso dal fatto di attaccarsi allo smartphone, ai videogiochi o alle slot, dove non c'è una sostanza.
                      Converrà auto valutare questo aspetto proprio nella vita, perché il solo nemico non è la nicotina.

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                      • #12
                        Re: Capire le soglie del fumatore

                        Ciao Mandorlo,
                        ti consiglio di leggere se non lo hai già fatto il libro “È facile smettere di fumare se sai come farlo” di Allen Carr.
                        Ti potrebbe aiutare a rafforzare le motivazione per smettere ed aumentare la resistenza alle ricadute.

                        Saluti

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                        • #13
                          Re: Capire le soglie del fumatore

                          Grazie Alert.
                          Lo lessi anni fa. Lui era un fumatore mostruoso.
                          Il nucleo del libro è la dipendenza, che l'autore definisce come un mostro che è forte solo se lo nutri.
                          Poi parla di quelli che fumano una sola sigaretta al giorno. La quale è attesa e irresistibile, irrinunciabile. Questo è più nel discorso mio, cioè la parte non dipendente, ma compulsiva.

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                          • #14
                            Re: Capire le soglie del fumatore

                            Perdonami, non riesco proprio a seguire i tuoi ragionamenti, dove vuoi arrivare? Forse sono solo sfoghi?

                            Commenta


                            • #15
                              Re: Capire le soglie del fumatore

                              Direi alla dipendenza psicologica. Pensiamo a un giocatore di slot: si gioca lo stipendio, ma non assume alcuna sostanza. Se il giocatore non capisce i suoi meccanismi, andrà in rovina.
                              Nel fumo c'è una sostanza e dei comportamenti. Forse conviene capirli.

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