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I sandali di Caracas

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  • I sandali di Caracas

    I sandali di Caracas

    Sono affezionato ad un paio di sandali che comprai per tre dollari a Caracas qualche anno fa. Non che siano belli, anzi sono di un kitch impensabile, in plastica dall'odore di plastica, e di un marrone scandaloso. Purtuttavia li custodisco come fossero una reliquia. Il miracolo si compie quando li indosso. Vado un po' indietro con la memoria, in un passato recente. E subito mi ritrovo in un locale d'altri tempi, in buona compagnia, con cibi dal gusto intenso, vino cileno, orchestrina e cantante nero di sapore retro', con ritmi sudamericani che ti obbligano a ticchettare con la forchetta sul tavolo. E poi in volo sull'oceano con uno squassato trabiccolo a nove posti che sembra atterrare sul mare, e ancora tra le mangrovie della laguna della Restinga a Margarita, e a fare snorkeling nelle magiche barriere coralline di Los Roques, e i tramonti dai colori impressionanti.... Tutto cio' avverrebbe nei quindici secondi che servono ad allacciare le fibbie. Tra me e i sandali di Caracas esiste ormai un rapporto affettivo consolidato, un esempio di come l'oggetto si possa caricare di significati a forte contenuto emozionale, che producono legame, relazione. Altro esempio tipico e' il collezionismo. Tra le frange di scienza "sovversiva" che propongo a studenti e tirocinanti in ambito di dipendenze, vi e' lo stage al museo Mario Praz di Roma. Non e' per visitare il museo in se', ma per studiare la personalita' di Mario Praz, compianto professore di Storia all'universita' La Sapienza, uno dei massimi esperti di storia napoleonica e di antiquariato. Gli antiquari di Roma valutano la loro merce rapportandola ai pezzi conservati nella sua casa, divenuta oggi museo, a due passi da piazza Navona. Ma qual e' prezzo di una vita spesa in tale modo? Questo tipo di valutazione e' oggetto di studio e di analisi, in quanto rientra nei comportamenti di dipendenza. Non e' prerogativa degli umani stabilire rapporti con le cose. Gli animali hanno rapporti precisi con gli oggetti, come il criceto e la sua ruota, il cane e la palla, il polpo e i gusci delle conchiglie che dispone in bella mostra intorno alla tana. L'attribuzione di significati e' pero' diversa nelle diverse specie. Per il criceto la ruota e' uno strumento di movimento indispensabile a migliorare e prolungare la vita. Nel cane prevale l'aspetto ludico, ma non solo. Buck, cane poliziotto ormai in pensione, tende ad aggredire qualsiasi persona si azzardi ad avvicinarsi alla sua palla, che e' divenuto oggetto simbolo da custodire fino alla morte. Per il polpo sono i "trofei" delle sue vittime, o forse l'ennesimo arcaico tranello, un invito "amichevole" ad altri molluschi ad accostarsi, in ogni caso comportamento funzionale, legato alla sopravvivenza. Tutto questo rientra nella normalita' dei comportamenti delle specie animali. Ma per l'uomo le cose sono ben diverse. L'attribuzione, il carico di significati puo' diventare proiezione di contenuti dell'inconscio, una risposta ad un disagio interiore, un tentativo di sopperire ad una forma di simbiosi non risolta. E dunque la normalita' del rapporto oggettuale sconfina nel patologico. So perfettamente che i sandali di Caracas finiranno un giorno in fondo ad un cassonetto della spazzatura, e faro' vivere i miei ricordi in altro modo. Non battero' ciglio. Come quel giorno in cui la mia splendida pendola parigina in marmo dell'800 ando' in mille pezzi cadendo durante un trasloco. Mi limitai a pensare che aveva vissuto con onore i suoi 150 anni. La difficolta' a separarsi e' la regola nei rapporti oggettuali patologici. Percio' li curiamo. Come il Fumo.

    dall'editoriale di geanews

  • #2
    complimenti

    dott.Mangiaracina, complimenti,oltre che essere un medico impegnato con grande competenza professionale e ideatore di un metodo per la disassuefazione dal tabagismo, lei scrive anche molto bene.
    grazie

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    • #3
      poeta

      Non spaventatevi:sono un poeta, perso in un forum su questo pianeta;alla ricerca di un'ispirazione che accenda il fuoco dell'emozione Qua dove albergano prosa e poesia nutro di amore la mia fantasia...

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      • #4
        basta che l'ispirazione non voglia accendere il fuoco di una sigaretta!!!!
        lg

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        • #5
          la metafora dell vita

          ...fuoco, e non fumo. Nel fuoco, che arde alimentandosi di ricco ossigeno, c'è l'origine della vita e l'amore...nel fumo, che torpidamente si sviluppa sotto la cenere,c'è il destino finale della materia, che spogliatasi della sua energia, rallenta le sue funzioni fino alla morte.Il fuoco che guardi ti scalda e ti rallegra;il fumo non scalda, ti porta via l'aria, crea angoscia e sgomento.Nel breve spazio di una sigaretta, c'e tutto il senso della vita e della morte.

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          • #6
            beh, complimenti, citerò la frase nel mio prossimo libro...
            scherzi a parte, le tue sono ottime riflessioni. grazie.
            lg

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            • #7
              bisogna sape' pperdere...

              quanto casino per un paio de ciabatte, anzi de sandali: se continui a fregna', te posso regala' un ber paio de pantofole, che forse ce stai più accorto...

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              • #8
                per ciabattino

                t'invito ad essere serio, civile, non infantile, cioè, maturo, nello sprimere un concetto o dare una risposta, altrimenti ti suggerisco di cambiare forum, per comunicare con persone che la pensino in maniera superficiale come te, o a rassegnarti al fatto che un tuo altro messaggio come questo sarà da me cancellato per direttissima, visto che è inutile e sterile ai fini di questo forum, fatto di persone serie, che sanno però scherzare, perche' serietà non e' nè deve'essere sinonimo di noia.
                riflettici
                liliana gimenez
                Ultima modifica di gimenez; 27/03/2004, 22:18.

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