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Vedi: Come diventare moderatore?


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Per essere un moderatore è necessario innanzitutto condividere a pieno il regolamento del forum e aderire ai principi e linee guida del moderatore.
Per diventare moderatore si deve inoltrare una richiesta all'amministratore tramite messaggio privato, tale richiesta deve essere circostanziata a una sezione o a un forum in particolare e motivata.
La richiesta di diventare moderatore sarà valutata dall'amministrazione in base alla necessità del forum.
La moderazione è un lavoro di squadra. Il moderatore o i moderatori della sezione che si desidera moderare devono accettare la proposta.

Il compito dei moderatori è:
- animare le discussioni
- facilitare lo scambio di opinioni tutelando la pluralità dei punti di vista
- accogliere i nuovi arrivati
- far rispettare il regolamento

I moderatori:
- rispettano il regolamento (che vale per i moderatori esattamente come per gli utenti)
- sono liberi di esprimersi nei forum seguendo le stesse linee guida degli utenti (post cordiali, non aggressivi, no flames, no attacchi personali, non mettono in dubbio identità o realtà di un utente, ecc)
- NON possono segnalare messaggi in NESSUN forum (solo gli utenti possono segnalare)
- possono moderare solo le sezioni loro assegnate



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Il caposaldo del regolamento è l'auto-moderazione.
L'intervento dei moderatori deve essere quindi, in ordine di priorità:

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- Mantenere la rotta: il moderatore deve far si che le discussioni siano sempre on topic, è lecito chiuderle se si esce fuori tema.
- Moderare: (... e far moderare) i toni
- Mantenere la forma: è importante come si scrive, come si fa un titolo, come si imposta una domanda.

I moderatori di sezione lavorano in squadra e tutte le decisioni devono essere condivise, tutte le discussioni tecniche o inerenti la moderazioni devono avvenire via MP o nella sezione del forum privata e dedicata esclusivamente ai moderatori. Il moderatore non deve mai discuterne pubblicamente.

Il moderatore deve animare e pacificare, quindi non deve essere MAI causare volontariamente problemi e dissidi con gli altri moderatori.
Nel caso in cui un moderatore attacchi pubblicamente un altro moderatore per il suo operato, sarà sospeso per una settimana.
Nel caso in cui un moderatore violi il regolamento e/o agisca contro l'interesse del forum e della moderazione, gli altri moderatori possono segnalarlo nel forum moderatori.
Alla terza segnalazione l'amministrazione risponderà entro 5 giorni alla segnalazione e potrà agire con un richiamo formale, con un ban o con la rimozione dall'incarico.

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La richiesta di diventare moderatore sarà valutata dall'amministrazione in base alla necessità del forum.
La moderazione è un lavoro di squadra. Il moderatore o i moderatori della sezione che si desidera moderare devono accettare la proposta.

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Batteri sempre più resistenti agli antibiotici

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  • Batteri sempre più resistenti agli antibiotici

    Sos antibiotici. I batteri stanno diventando invincibili
    Sotto accusa non solo gli abusi terapeutici, ma quelli nell’agricoltura e negli allevamenti


    (Tratto da: lastampa.it - Valentina Arcovia 20/02/2014)


    Siamo entrati nell’era post-antibiotica e senza nuovi alleati si prospetta un futuro apocalittico.
    I farmaci che ci hanno permesso di sopravvivere a malattie infettive in passato devastanti, come la tubercolosi o la setticemia, non funzionano più.
    Gli antibiotici che hanno salvato la vita di milioni di persone sono così diffusi che i batteri hanno trovato un modo per resistere al loro attacco.
    Sono ormai dappertutto: vengono spruzzati sui raccolti, scaricati nei fiumi e persino, come è emerso al meeting dei ministri della scienza del G8 lo scorso anno, inseriti nelle vernici delle barche per tenere lontani i crostacei. Per non parlare dell’assunzione inappropriata di questi farmaci senza prescrizione medica.

    Si stima, in particolare, che nel mondo la maggioranza delle 100-200mila tonnellate di antibiotici prodotte vengano usate in modo disinvolto sia in agricoltura sia nel settore veterinario per mantenere sani gli animali negli allevamenti industriali.
    «La situazione sta peggiorando», ha ammonito sul «Daily Telegraph» Zac Goldsmith, tesoriere del gruppo bipartisan nato in Gran Bretagna sul tema.

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    sito sanihelp

  • #2
    Re: Batteri sempre più resistenti agli antibiotici

    ]Sos antibiotici. I batteri stanno diventando invincibili
    Sotto accusa non solo gli abusi terapeutici, ma quelli nell’agricoltura e negli allevamenti


    (Tratto da: lastampa.it - Valentina Arcovia 20/02/2014)


    «Quando si concentra un gran numero di animali, soprattutto maiali, in situazioni di stress si crea ogni genere di problema. La storia - continua - ci insegna che non si possono tenere gli animali in questo modo senza usare quotidianamente gli antibiotici, ma si tratta di un modello che non può più funzionare». Il risultato, infatti, è la creazione di un esercito di batteri resistenti che ogni anno reclama la vita di 25mila persone in Europa, più o meno quante sono le vittime della strada.

    Abbiamo usato, o stiamo usando, tutti i farmaci «di ultima speranza» e, oltre a non esserci più nulla nell’arsenale medico, non ci sono molti nuovi prodotti in via di sviluppo.
    E intanto il 70% dei batteri ha sviluppato resistenze specifiche, comprese contro i farmaci considerati più potenti. Così il pericolo si allarga: da locale sta raggiungendo proporzioni globali.
    I «superbatteri», per esempio quelli che nascono in un ospedale cinese o in un fiume inquinato in Pakistan, possono attraversare i continenti più velocemente di quanto si riesca a scoprirli.

    Uno studio condotto su 100 svedesi che hanno viaggiato in Paesi al di fuori dell’Europa del Nord ha rivelato che uno su quattro aveva qualche batterio resistente presente nello stomaco. D’altra parte, solo nel 2011, ci sono stati almeno 35mila casi di infezioni da batteri resistenti in tutta Europa: è un aumento di sei volte in pochi anni.

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    sito sanihelp

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    • #3
      Re: Batteri sempre più resistenti agli antibiotici

      Sos antibiotici. I batteri stanno diventando invincibili
      Sotto accusa non solo gli abusi terapeutici, ma quelli nell’agricoltura e negli allevamenti


      (Tratto da: lastampa.it - Valentina Arcovia 20/02/2014)


      I dati sottolineano l’aumento della resistenza in due specie di batteri: Escherichia coli e Klebsiella pneumoniae. Queste due specie - responsabili di infezioni urinarie, sepsi ed altre infezioni nosocomiali - mostrano un significativo aumento nelle percentuali di resistenza ad antibiotici come le cefalosporine di terza generazione, i fluorochinoloni e gli aminoglicosidi.
      Resistenze, queste, che sono spesso combinate tra loro, generando di conseguenza batteri multi-resistenti, causa di infezioni sempre più difficilmente trattabili.
      Negli ultimi anni, poi, tra le resistenze si è aggiunta quella ai carbapenemi, antibiotici considerati di «ultima risorsa», rendendo le infezioni praticamente intrattabili.

      La situazione è ancora più grave in Italia, uno dei Paesi europei con i più alti livelli di allarme. «A fronte di una sorveglianza al fenomeno che descrive puntualmente, ogni anno, una situazione problematica - spiega l’Istituto Superiore di Sanità - gli interventi che sono stati messi in atto sono scarsi e parcellizzati».

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      sito sanihelp

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      • #4
        Re: Batteri sempre più resistenti agli antibiotici

        Sos antibiotici. I batteri stanno diventando invincibili
        Sotto accusa non solo gli abusi terapeutici, ma quelli nell’agricoltura e negli allevamenti


        (Tratto da: lastampa.it - Valentina Arcovia 20/02/2014)


        La crisi che incombe è facilmente descritta da altri due dati: se tra il 1935 e il 1968 sono state scoperte 14 nuove classi di antibiotici, da allora ne sono emerse soltanto cinque.
        Il problema - spiegano gli esperti - è che le aziende farmaceutiche si sono ritirate da questo tipo di ricerca, preferendo concentrarsi sulle malattie croniche, per le quali è necessario assumere farmaci per tempi molto lunghi, piuttosto che sulle infezioni che, invece, guariscono in pochi giorni.

        La conferma che l’industria sta abbandonando questo settore-chiave arriva anche da uno studio italiano, condotto all’Ospedale Santa Maria Misericordia di Udine e pubblicato lo scorso agosto sugli «Annals of Clinical Microbiology and Antimicrobials».
        Si dimostra come, mentre all’inizio degli Anni 90 c’erano 18 aziende impegnate nello sviluppo di nuovi antibiotici, nel 2011 ne erano rimaste quattro e come da 10 nuovi antibiotici approvati nello stesso arco di tempo si sia passati a due soltanto.

        Allo stesso tempo sono pochi i governi che stanno prendendo parte attiva alla ricerca, come gli Usa, che hanno investito 200 milioni di dollari in una unità della GlaxoSmithKline (una delle quattro aziende rimaste a fare ricerca in questo campo) per lo studio di nuovi antibiotici da usare in caso di un attacco bioterroristico.
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        • #5
          Allarme per i batteri resistenti agli antibiotici

          (Tratto da: lastampa.it - 06/04/2015)


          Nel Regno Unito Potrebbe costare la vita fino a 80 mila persone la diffusione di una nuova generazione di batteri resistenti agli antibiotici: più o meno tanti morti quanti sono stati quelli a Londra della «Grande peste» del 1665, che uccise un quinto della popolazione della città di allora.
          Il dato emerge da un allarmante rapporto del governo britannico, che per la prima volta rivela le stime delle possibili vittime dell’infezione da «super batteri», il cui contagio è diffuso soprattutto negli ospedali.
          La prospettiva viene presa seriamente dal governo britannico, con il primo ministro David Cameron che teme «un ritorno agli anni bui della medicina».

          Il rapporto sui batteri resistenti agli antibiotici in uso è stato elaborato dal Dipartimento per la gestione delle emergenze nazionali di Downing Street, equivalente al Dipartimento per la Protezione Civile di Palazzo Chigi.
          Un rapporto inquietante, che considera «un problema molto serio» per il Regno Unito i batteri resistenti agli antibiotici, e sottolinea che «senza farmaci efficaci anche le più semplici operazioni potranno essere a rischio fatale.

          Tra i batteri più insidiosi la Escherichia Coli, la Klebsiella Pneumoniae e lo Staphylococ cus Aureus.
          Quello dei batteri resistenti agli antibiotici è ormai un problema mondiale e in Europa, secondo l’Ecdc, la “maglia nera” spetta all’Italia (bocciata nell’uso corretto degli antibiotici).

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          • #6
            Re: Allarme per i batteri resistenti agli antibiotici

            (Tratto da: lastampa.it - 06/04/2015)


            Si tratta di microrganismi particolarmente forti, contro cui gli antibiotici attualmente in uso possono poco, e che attecchiscono con particolare facilità in soggetti immunodepressi.
            Il loro contagio è diffuso soprattutto nelle unità di terapia intensiva, in soggetti che abbiano subito interventi chirurgici e soprattutto nei trapiantati, le cui difese immunitarie vengono abbassate per attenuare il rischio di rigetto dei nuovi organi.

            Ma sono sempre di più i casi di infezioni ospedaliere da «super batteri» contratti anche nelle normali corsie di ospedale. Secondo i dati più recenti, complessivamente 4 sono almeno tre milioni le persone che ogni anno si ammalano in ospedale in Europa e l’infezione più diffusa è quella da Escherichia.Coli. È per questo che i medici tendono a far restare i pazienti ricoverati nei nosocomi il meno possibile.

            Secondo lo studio britannico, il primo a fare una stima delle possibili vittime delle infezioni ospedaliere in Gran Bretagna, i batteri resistenti agli antibiotici potrebbero arrivare a infettare nel Paese circa duecentomila persone, determinando un’emergenza difficilissima da gestire se la ricerca farmaceutica non individuerà al più presto dei rimedi efficaci.
            E rischi possono arrivare anche dai semplici virus dell’influenza: colpa dell’abuso degli antibiotici che rende i microorganismi sempre più resistenti e duri da debellare.
            sito sanihelp

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            • #7
              BATTERI - così diventano resistenti agli antibiotici

              (Tratto da: lastampa.it - 11/13/2014)


              Scienziati inglesi sono riusciti a comprendere il meccanismo utilizzato dai batteri per scambiarsi materiale genetico e la relativa resistenza agli antibiotici di sintesi. Lo studio che può aprire le porte a una soluzione dell’emergenza infezioni resistenti e mortali.

              E’ un problema molto serio quello della resistenza agli antibiotici. Medici e pazienti – per fortuna non tutti, ma tanti – negli ultimi anni hanno abusato non di poco di questo genere di farmaci. E se inizialmente sembrava che tutto ciò non avesse poi così tante conseguenze, oggi sappiamo che abbiamo creato dei superbatteri resistenti alla maggior parte dei medicinali in uso.
              Cosa fare per rimediare ancora nessuno lo sa, tuttavia, alcuni scienziati inglesi sembrano aver scoperto il meccanismo con cui i batteri riescono a sviluppare questa tenace resistenza agli antibiotici.

              Lo studio, finanziato dal Wellcome Trust e condotto dall’Università londinese Birkbeck in collaborazione con l’University College London (UCL), ha mostrato per la prima volta il processo di secrezione batterica di tipo IV, ovvero quello che gli agenti patogeni sfruttano per spostare le sostanze in tutta la loro parete cellulare.

              Questo particolare meccanismo è in grado di redistribuire materiale genetico tra batteri, soprattutto se si tratta dei geni preposti alla resistenza agli antibiotici.

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              sito sanihelp

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              • #8
                Re: BATTERI - così diventano resistenti agli antibiotici

                (Tratto da: lastampa.it - 11/13/2014)


                Scienziati inglesi sono riusciti a comprendere il meccanismo utilizzato dai batteri per scambiarsi materiale genetico e la relativa resistenza agli antibiotici di sintesi. Lo studio che può aprire le porte a una soluzione dell’emergenza infezioni resistenti e mortali.

                In altri termini, i batteri sono in grado di passarsi tutte le informazioni genetiche relative alla loro sopravvivenza. Tale processo è direttamente responsabile della diffusione della resistenza ai farmaci in ambito ospedaliero.

                Il sistema probabilmente svolge anche un ruolo cruciale nella secrezione delle tossine durante le infezioni con il risultato di una maggiore probabilità di sviluppo di ulcere, Malattia del legionario o gravi forme di polmonite.

                La ricerca, coordinata dal professor Waksman dell’Istituto di Biologia Strutturale e Molecolare (che lavora sia alla Birkbeck che all’UCL Institute) ha anche mostrato come il sistema di secrezione di tipo IV si differenzia dagli altri sistemi, sia a causa della struttura molecolare che per via del meccanismo di secrezione.

                Per arrivare a tali ipotesi sono stati adoperati diversi mezzi come la microscopia elettronica che è stata in grado di ricostruire il funzionamento del sistema nei batteri dell’Escherichia Coli.

                segue..
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                • #9
                  Re: BATTERI - così diventano resistenti agli antibiotici

                  (Tratto da: lastampa.it - 11/13/2014)


                  Scienziati inglesi sono riusciti a comprendere il meccanismo utilizzato dai batteri per scambiarsi materiale genetico e la relativa resistenza agli antibiotici di sintesi. Lo studio che può aprire le porte a una soluzione dell’emergenza infezioni resistenti e mortali.

                  Esso comprende due complessi separati tra di loro. Uno è presente nella membrana cellulare e l’altro in quella interna. Entrambi collegati tra loro attraverso una sorta di peduncolo che attraversa il periplasma (lo spazio che esiste fra due membrane). Le sostanze vengono così secrete attraverso dei pori che si formano nelle membrane.

                  Lo studio è molto importante perché ha permesso di conoscere l’intera struttura del sistema che aprirà una nuova strada verso la comprensione del meccanismo con cui le sostanze riescono a spostarsi dalla membrana interna a quella esterna.

                  La scoperta, pubblicata su Nature, secondo gli studiosi potrebbe anche permettere lo sviluppo futuro di nuovi strumenti di modificazione genetica delle cellule umane.
                  Per esempio, i batteri potrebbero fungere da vettore di materiale genetico che verrà poi secreto nelle cellule stesse.

                  Indubbiamente sarebbe un ottima soluzione, ma è probabile che ci vorrà tempo prima che divenga realtà – anche se le infezioni mortali non aspettano.
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                  • #10
                    Miele contro i batteri resistenti

                    (Tratto da: lastampa.it - 17/03/2014)

                    Miele, il dolce che gioca duro contro i batteri resistenti

                    Dal dolce nettare una promessa nella battaglia contro le infezioni da batteri resistenti agli antibiotici e un’alternativa naturale alle infezioni in genere. Le nuove scoperte degli scienziati.

                    Amato da molti come dolcificante e quale alternativa più sana dello zucchero bianco, il miele non è solo un alimento gustoso ma è anche ricco di virtù salutari, grazie ai suoi elementi come vitamine (A, E, K, C, complesso B), Sali minerali tra cui ferro, rame, manganese, iodio, silicio, cromo.
                    Altri elementi importanti sono per esempio gli enzimi e le sostanze battericide.
                    E proprio queste ultime sono state oggetto di un nuovo studio i cui risultati sono stati presentati durante il 247th National Meeting of the American Chemical Society (ACS), che si tiene dal 16 al 20 marso 2014 a Dallas, in Texas.

                    Il miele dunque non solo come dolcificante o alimento prelibato, ma anche e soprattutto come risposta alla crescente resistenza agli antibiotici da parte di una sempre più nutrita schiera di agguerriti batteri patogeni.

                    La dott.ssa Susan M. Meschwitz e colleghi della Salve Regina University di Newport hanno scoperto che il miele è in grado di affrontare efficacemente e in diversi modi le infezioni batteriche.

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                    • #11
                      Re: Miele contro i batteri resistenti

                      (Tratto da: lastampa.it - 17/03/2014)

                      Miele, il dolce che gioca duro contro i batteri resistenti

                      «La proprietà unica del miele – ha spiegato la dott.ssa Meschwitz – risiede nella sua capacità di combattere le infezioni su più livelli, rendendo più difficile per i batteri sviluppare una resistenza.
                      Ovvero, utilizza una combinazione di armi, tra perossido di idrogeno, acidità, effetto osmotico, un’alta concentrazione di zuccheri e polifenoli che uccidono attivamente cellule batteriche».

                      L’effetto osmotico, spiegano i ricercatori, è il risultato della elevata concentrazione di zuccheri nel miele. Questo fattore richiama l’acqua dalle cellule batteriche, conducendole alla disidratazione e di conseguenza uccidendole.

                      Ma il miele non si ferma qui, dimostrando proprio come affermato dalla ricercatrice che agisce su più fronti. Un’arma di resistenza dei batteri è infatti anche la formazione di un biofilm che li protegge dagli attacchi dei farmaci antibiotici.
                      Ebbene, come dimostrato anche da diversi studi, il miele inibisce la formazione di questo biofilm.

                      «Il miele può anche interrompere il quorum sensing, che indebolisce la virulenza batterica, rendendo i batteri più sensibili agli antibiotici convenzionali», ha sottolineato Meschwitz.

                      Per quorum sensing, s’intende il modo in cui i batteri comunicano fra loro, e si organizzano per dare vita alla formazione di biofilm. Gli scienziati fanno notare che in alcuni batteri questo sistema di comunicazione controlla anche il rilascio di tossine, che influisce sulla patogenicità dei batteri, o la loro capacità di infettare un organismo.

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                      • #12
                        Re: Miele contro i batteri resistenti

                        (Tratto da: lastampa.it - 17/03/2014)

                        Miele, il dolce che gioca duro contro i batteri resistenti

                        La dott.ssa Meschwitz ha inoltre spiegato che il miele si differenzia dagli antibiotici di sintesi nella lotta ai batteri perché, a differenza dei primi, non attacca i processi di crescita essenziali dei batteri. Questo approccio, che è alla base del meccanismo d’azione degli antibiotici convenzionali, è fondamentalmente uno dei responsabili della resistenza ai farmaci da parte degli agenti patogeni.

                        Secondo Meschwitz, il miele è efficace perché è ricco di antiossidanti, come i polifenoli, tra cui acidi fenolici, acido caffeico, acido p-cumarico e acido ellagico, così come molti flavonoidi.

                        «Diversi studi hanno dimostrato una correlazione tra il non-perossido antimicrobico e l’attività antiossidante di miele e la presenza di composti fenolici nel miele – ha aggiunto Meschwitz – Abbiamo eseguito i test standard sugli antiossidanti del miele per misurare il livello di attività antiossidante.
                        Abbiamo separato e identificato i vari composti polifenoli antiossidanti. Nei nostri studi antibatterici, abbiamo testato l’attività del miele nei confronti di E. coli, Staphylococcus aureus e Pseudomonas aer uginosa, tra gli altri».

                        Infine, l’autrice dello studio ha ricordato che un gran numero test in laboratorio e studi clinici hanno confermato l’ampio spettro antibatterico, antimicotico e antivirale di miele.
                        Insomma, il miele è sì dolce, ma quando il gioco si fa duro anch’esso inizia a giocare duro.
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                        • #13
                          Re: Miele contro i batteri resistenti

                          (Tratto da: lastampa.it - 09/09/2014)

                          L’antibiotico non funziona? Il miele invece funziona

                          Ricercatori svedesi trovano che i batteri contenuti nel miele potrebbero essere buon sostituto degli antibiotici, specie quando questi non funzionano. Una risorsa naturale che potrebbe essere un’alternativa alla lotta contro la piaga moderna delle infezioni resistenti, e non solo.


                          Prima della scoperta della penicillina, molte sagge popolazioni utilizzavano il mele grezzo come rimedio contro le infezioni. Probabilmente non avevano il consenso di evidenze scientifiche, ma poco importava perché il metodo funzionava comunque – e probabilmente era questa la cosa più importante. Ora, però, a conferma che i nostri antenati agivano bene arriva un nuovo studio dell’Università di Lund (Svezia) i cui risultati sono stati pubblicati sulla rivista International Wound Journal.

                          I ricercatori guidati dal dott. Tobias Olofsson hanno scoperto che nel miele fresco vi sono 13 batteri lattici, che formano un unico gruppo, che producono una miriade di composti antimicrobici attivi.
                          Dopo averli identificati, gli scienziati hanno testato l’efficacia antibatterica dei composti sui più noti agenti patogeni che causano gravi infezioni nell’uomo, come per esempio lo Staphylococcus aureus meticillino-resist ente (MRSA), lo Pseudomonas aeruginosa e l’Enterococcus vancomicina-resistente (VRE) e altri ancora.

                          segue..
                          Ultima modifica di anna1401; 12/06/2015, 23:16.
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                          • #14
                            Re: Miele contro i batteri resistenti

                            (Tratto da: lastampa.it - 09/09/2014)

                            L’antibiotico non funziona? Il miele invece funziona

                            A sorpresa – giacché si tratta di un prodotto naturale, e per questo spesso ritenuto da molti poco efficace – una volta applicati i batteri lattici sugli agenti patogeni in laboratorio, questi li hanno neutralizzati tutti.
                            Una bella scoperta, se teniamo conto che le infezioni resistenti agli antibiotici sono oggetto di un’inarrestabile diffusione che sta mietendo sempre più vittime in tutto il mondo.

                            Anche se per ora i test su ceppi di batteri che infettano gli esseri umani sono stati condotti soltanto in laboratorio, i risultati sono stati più che promettenti. Ma una serie di esperimenti sul campo hanno mostrato che i batteri lattici del miele sono attivi anche sugli animali.
                            Qui, i ricercatori hanno testato i LAB (Lactic Acid Bacteria) su un gruppo di dieci cavalli che erano affetti da ferite cutanee che non si riuscivano a curare con i tradizionali antibiotici. Hanno applicato sulle ferite una miscela di LAB e miele, per poi scoprire che tutti i cavalli sono guariti.
                            Il motivo per cui il miele è stato così efficace, secondo gli scienziati, è perché in questo vi è coinvolta una vasta gamma di principi attivi.

                            «Gli antibiotici sono per lo più una sostanza attiva, efficace contro solo un ristretto spettro di batteri – sottolinea il dott. Olofsson – Quando usato vivo [il miele], questi 13 batteri lattici producono a seconda della minaccia il giusto tipo di composti antimicrobici necessari.
                            Sembra che abbia funzionato bene per milioni di anni nella tutela della salute delle api e del miele contro altri microrganismi nocivi».

                            segue..
                            Ultima modifica di anna1401; 12/06/2015, 23:17.
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                            • #15
                              Re: Miele contro i batteri resistenti

                              (Tratto da: lastampa.it - 09/09/2014)

                              L’antibiotico non funziona? Il miele invece funziona

                              «Tuttavia – aggiunge il ricercatore – il miele comprato al supermercato non contiene i batteri lattici viventi, e molte delle sue proprietà uniche sono andate perdute negli ultimi tempi».

                              L’ideale è dunque utilizzare un miele fresco e vivo, acquistandolo da un apicoltore di fiducia che non utilizzi mezzi moderni di produzione intensiva come per esempio il riscaldamento o la pastorizzazione per mantenerlo liquido.

                              Il passo successivo dei ricercatori sarà ora quello di indagare l’uso clinico più ampio contro le attuali infezioni umane e degli animali.
                              I risultati, se rimarranno così promettenti, avranno ripercussioni positive nei Paesi in via di sviluppo, dove le infezioni possono avere esiti peggiori, ma dove, per contro, il miele fresco è più facilmente disponibile.

                              Tuttavia ne potranno beneficiare anche i Paesi occidentali dove la resistenza agli antibiotici è sempre più diffusa e preoccupante.
                              Ultima modifica di anna1401; 12/06/2015, 23:17.
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