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Radioprotezione in corso di terapia con IODIO 131

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  • Radioprotezione in corso di terapia con IODIO 131

    Ruolo di un estratto standardizzato di GINKGO BILOBA

    (Tratto da : infomedicaintegrata. it - da Dott. P.Putignano il 21 gennaio 2014)


    L’approccio terapeutico di scelta nel carcinoma differenziato della tiroide (CDT) è rappresentato dalla tiroidectomia totale seguita dall’ablazione del residuo tiroideo con radioiodio (I131).
    La scintigrafia viene eseguita in presenza di elevati livelli serici di TSH (> 30 mU/l) necessari per stimolare la captazione del radioiodio e la conseguente distruzione del tessuto tiroideo residuo.

    L’incremento dei valori di TSH viene ottenuto nella maggior parte dei casi attraverso la sospensione della terapia sostitutiva tiroxinica, generando così uno stato di ipotiroidismo.

    Sebbene la somministrazione di radioiodio venga considerata generalmente scevra da rischi per la salute, diversi studi, eseguiti in vitro e in vivo, hanno documentato una discreta tossicità agli organi esposti, di entità proporzionale alla dose erogata sia in fase precoce che negli anni successivi.

    Un test che può evidenziare il danno al DNA da radioiodio è quello che rileva nei pazienti esposti la presenza di micronuclei (MN) e di fattori clastogeni (CF) nei linfociti periferici così come la comparsa di traslocazioni cromosomiche.

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  • #2
    Re: Radioprotezione in corso di terapia con IODIO 131

    Ruolo di un estratto standardizzato di GINKGO BILOBA

    (Tratto da : infomedicaintegrata. it - da Dott. P.Putignano il 21 gennaio 2014)


    L’attività genotossica è considerata uno dei principali meccanismi molecolari coinvolti nella carcinogenesi promossa dai radionuclidi.
    Alcuni studi retrospettivi, condotti in pazienti con CDT irradiati con radioiodio hanno evidenziato un rischio aumentato e proporzionale alla dose irradiata di ammalarsi di un secondo tumore a carico delle ossa, del colon-retto, delle ghiandole salivari, dei tessuti molli e di leucemia.
    Uno studio ha confermato un aumento del rischio oncogenetico anche nei pazienti ipertiroidei trattati con dosi minori di radioiodio.

    Alla luce di quanto detto, è fortemente auspicabile cercare di offrire una radioprotezione efficace ai pazienti sottoposti a terapia radiometabolica senza ovviamente interferire con l’attività terapeutica.
    Tra le sostanze ad azione radioprotettiva presenti in natura spiccano alcune piante medicinali quali la GINKGO BILOBA.

    In particolare, estratti standardizzati delle foglie di questa pianta hanno dimostrato effetti protettivi sullo stress ossidativo, riducendo la generazione di radicali liberi, oltre che una significativa attività terapeutica in alcuni disordini cardiovascolari e neurologici ed evidenziando, in vitro e in vivo, un’attività anticlastogenica.

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    • #3
      Re: Radioprotezione in corso di terapia con IODIO 131

      Ruolo di un estratto standardizzato di GINKGO BILOBA

      (Tratto da : infomedicaintegrata. it - da Dott. P.Putignano il 21 gennaio 2014)


      La pianta della Ginkgo Biloba appartiene alla famiglia delle Gimnosperme e, oltre ad essere la più longeva (potendo infatti raggiungere i 1.000 anni di vita), è molto resistente agli attacchi dei parassiti ed agli agenti inquinanti.
      Sei esemplari di Ginkgo, ancora esistenti, sono sopravvissuti alle radiazioni prodotte dalla bomba atomica caduta sulla città di Hiroshima.
      La foglia della Ginkgo biloba contiene flavonoidi (mono, di- e tri-glicosidi, esteri dell’acido cumarico), biflavonoidi non glicosidici (catechine e proantocianidine) e derivati terpenici (lattoni di terpenici quali il ginkgolide A, B, C, M, J e lattone sesquiterpenico quali la bilobalide).

      Le maggiori evidenze scientifiche sono state prodotte utilizzando in prevalenza l’estratto secco di foglie (EGb 761) standardizzato in glicosidi flavonoidi (>24%) e derivati terpenici (>6 %) di cui 2,8-3,4% ginkgolidi A, B e C e 2,6-3,2% bilobalide.
      La dimostrazione degli effetti protettivi nell’animale da esperimento ha aperto la strada a due sperimentazioni in vivo nell’uomo.

      In un primo studio del 2007 è stato valutata l’azione di EGb 761 sull’andamento dei MN e del CF (fino a 4 mesi), in pazienti affetti da ipertiroidismo da morbo di Basedow, in condizioni basali e dopo la somministrazione di una dose di I 131.

      In questo studio randomizzato e in doppio cieco, il gruppo trattato con 120 mg/die per 30 giorni di EGb 761 ha presentato un incremento nettamente inferiore della frequenza di MN e di CF dopo terapia con radioiodio rispetto al placebo. Inoltre, solo nel gruppo trattato con placebo, si è documentata una correlazione positiva tra l’incremento massimo dei MN e la dose di radiazioni al midollo osseo.

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      • #4
        Re: Radioprotezione in corso di terapia con IODIO 131

        Ruolo di un estratto standardizzato di GINKGO BILOBA

        (Tratto da : infomedicaintegrata. it - da Dott. P.Putignano il 21 gennaio 2014)


        Analoghi risultati sono stati ottenuti nel 2012 dalla stessa equipe di ricercatori dell’università di Pisa in un gruppo di pazienti con CDT.
        In questo studio è stato dimostrato che la frequenza delle traslocazioni dopo somministrazione di I 131 aumenta maggiormente nei pazienti resi ipotiroidei con la sospensione della terapia tiroxinica rispetto a quelli eutiroidei a cui viene somministrato il TSH ricombinante prima dell’ablazione del residuo chirurgico tiroideo.

        Inoltre, la supplementazione con EGb 761 riduce significativamente rispetto al placebo la frequenza di MN, CF e traslocazioni cromosomiche nei linfociti periferici dopo somministrazione del radioiodio.

        Nell’insieme questi studi confermano un significativo, sebbene transitorio, danno genetico dopo terapia con radioiodio nei pazienti affetti da ipertiroidismo e da DTC.
        La concomitante somministrazione di EGb 761, ad un dosaggio comunemente usato nella pratica clinica (120 mg/die), si è dimostrata efficace nel prevenire il danno genotossico radioiodio-indotto sia nell’ipertiroidismo che del tumore tiroideo senza alterare l’outcome terapeutico.

        Queste evidenze elevano gli estratti standardizzati di Ginkgo biloba a
        presidio preventivo efficace e sicuro negli schemi di trattamento dei pazienti tireopatici in medicina nucleare.

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        • #5
          Re: Radioprotezione in corso di terapia con IODIO 131

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          (Tratto da : infomedicaintegrata. it - da Dott. P.Putignano il 21 gennaio 2014)


          Bibliografia
          Risk of second primary malignancy in differentiated thyroid carcinoma treated with radioactive iodine therapy. Lang BH, Wong IO, Wong KP, Cowling BJ, Wan KY. Surgery. 2012 Jun;151(6):844-50.

          The risk of second primary malignancies up to three decades after the treatment of differentiated thyroid cancer. Brown AP, Chen J, Hitchcock YJ, Szabo A, Shrieve DC, Tward JD. J Clin Endocrinol Metab. 2008 Feb;93(2):504-15.
          Risk factors for nonsynchronous second primary malignancy and related death in patients with differentiated thyroid carcinoma. Lang BH, Wong KP. Ann Surg Oncol. 2011 Dec;18(13):3559-65.

          Increased cancer incidence after radioiodine treatment for hyperthyroidism. Metso S, Auvinen A, Huhtala H, Salmi J, Oksala H, Jaatinen P 2007 Cancer 109:1972–1979

          Oxidative and genotoxic damage after radio-iodine therapy of Graves’ hyperthyroidism. Ballardin M, Barsacchi R, Bodei L, Caraccio N, Cristofani R, Di Martino F, Ferdeghini M, Kusmic C, Madeddu G, Monzani F, Rossi AM, Sbrana I, Spanu A, Traino C, Barale R 2004 Int J Radiat Biol 80:209–216.
          Ginkgo biloba attenuates oxidative stress in macrophages and endothelial cells. Rong Y, Geng Z, Lau BHS 1996 Free Radic Biol Med 20:121–127.


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          • #6
            Re: Radioprotezione in corso di terapia con IODIO 131

            Ruolo di un estratto standardizzato di GINKGO BILOBA

            (Tratto da : infomedicaintegrata. it - da Dott. P.Putignano il 21 gennaio 2014)


            Ginkgo biloba extract (EGb 761) attenuates lung injury induced by intestinal ischemia/reperfusion in rats: roles of oxidative stress and nitric oxide. Liu KX, Wu WK, He W, Liu CL 2007 World J Gastroenterol 13:299–305.
            Peroxyl radical scavenging activity of Ginkgo biloba extract EGb 761. Maitra I, Marcocci L, Droy-Lefaix MT, Packer L 1995. Biochem Pharmacol 49:1649–1655.

            Anticlastogenic effects of Ginkgo biloba extract (EGb 761) and some of its constituents in irradiated rats. Alaoui-Youssefi A, Lamproglou I, Drieu K, Emerit I 1999 Mutat Res 445:99–104.

            Anticlastogenic effect of Ginkgo biloba extract in Graves’ disease patients receiving radioiodine therapy. Dardano A, Ballardin M, Ferdeghini M, Lazzeri E, Traino C, Caraccio N, Mariani G, Barale R, Monzani F. 2007 J Clin Endocrinol Metab. Nov;92(11):4286-9.

            The effect of Ginkgo biloba extract on genotoxic damage in patients with differentiated thyroid carcinoma receiving thyroid remnant ablation with iodine-131. Dardano A, Ballardin M, Caraccio N, Boni G, Traino C, Mariani G, Ferdeghini M, Barale R, Monzani F. 2012 Thyroid. Mar;22(3):318-24.
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