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La sicurezza cardiovascolare della Berberina

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  • La sicurezza cardiovascolare della Berberina

    La sicurezza cardiovascolare della Berberina, tra falsi miti e realtà



    (Tratto da : infomedicaintegrata. it - da Dott. P.Putignano - Dott.ssa R.Prazzoli - 3/09/2012)


    La sicurezza di utilizzo della berberina è stata messa in discussione nel 2010 in occasione della pubblicazione e divulgazione dell’articolo: “L’equipe di Fabio Firenzuoli scopre una sostanza in commercio che favorisce la trombosi. Si tratta della berberina, contenuta in alcuni prodotti e che ha capacità di riduzione del colesterolo. Allarmato il Ministero della Salute.

    Analizzando il titolo saltano subito all’occhio tre inesattezze:

    1. la sostanza in questione non è stata scoperta dall’equipe di Fabio Firenzuoli, in quanto l’articolo fa chiaramente riferimento ad uno studio già pubblicato nel 2008;
    2. la berberina non solo possiede attività ipocolesterolemizzan te, ma agisce in maniera molto efficace anche su trigliceridi, sensibilità all’insulina, glicemia ed emoglobina glicata;
    3. l’articolo omette di citare le centinaia di pubblicazioni scientifiche, sia precedenti che successive allo studio in questione, che hanno evidenziato al contrario effetti antiaterosclerotici e antitrombotici della berberina.

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  • #2
    Re: La sicurezza cardiovascolare della Berberina

    La sicurezza cardiovascolare della Berberina, tra falsi miti e realtà

    (Tratto da : infomedicaintegrata. it - da Dott. P.Putignano - Dott.ssa R.Prazzoli - 3/09/2012)


    In ogni caso, il Ministero della Salute, nonostante il procurato allarme dell’articolo, non ha mai avvertito la necessità di pronunciarsi sulla sicurezza della berberina.
    Tornando al primo punto che riguarda lo studio fonte della segnalazione e che fa riferimento alle proprietà protrombotiche della berberina, l’articolo1 è stato pubblicato in formato elettronico nel 2008 sul Journal of Molecular and Cellular Cardiology.

    In esso vengono riportati effetti stimolatori da parte della berberina sull’espressione dell’endothelial tissue factor (TF) indotta dal tumor necrosis factor-α (TNF-α) e dalla trombina, con conseguente elevazione dei livelli nelle cellule endoteliali umane di 3,5 volte. Tutto ciò avverrebbe attraverso l’inibizione del catabolismo del TF.

    Ma cos’è che lascia perplessi in queste affermazioni?

    La prima critica che può essere mossa è che lo studio non è stato condotto in vivo sull’uomo, ovvero andando a testare in volontari sani o dislipidemici i livelli di TF e dei fattori della coagulazione prima e dopo l’assunzione di dosaggi adeguati di berberina.
    E’ possibile ritenere ragionevole l’estensione di conclusioni tratte da esperimenti (condotti su cellule umane in vitro o in vivo su topi geneticamente modificati) alla complessità del modello umano in vivo, omettendo di considerare eventuali fattori di difesa o fattori biologici adattativi?

    I saggi eseguiti sulla cavia e su cellule endoteliali ancorchè umane sono scarsamente predittivi di un potenziale “effetto protrombotico” in vivo sull’uomo.
    In natura è lunghissima la lista di sostanze naturali ad elevatissimo profilo di sicurezza nell’uomo che poi, in vitro, evidenziano caratteristiche negative.

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    • #3
      Re: La sicurezza cardiovascolare della Berberina

      La sicurezza cardiovascolare della Berberina, tra falsi miti e realtà

      (Tratto da : infomedicaintegrata. it - da Dott. P.Putignano - Dott.ssa R.Prazzoli - 3/09/2012)


      Bastino gli esempi della quercetina (mutagena nel Ames Test), della caffeina (idem) e del beta-carotene (pro-ossidante e capace di incrementare il rischio di metaplasia polmonare nell’animale da esperimento), sostanze queste presenti in alimenti di largo consumo come la lattuga, il caffè e le caramelle.

      Seconda critica: nello studio in vivo sono stati utilizzati dosaggi abnormemente elevati dell’alcaloide (100 mg/kg/die per 10 giorni), dosaggi che corrisponderebbero a circa7 grammi di berberina al giorno per una persona di circa70 kg, non raggiungibili nell’uso quotidiano con una terapia standard.
      Infatti, le compresse generalmente contengono 500 mg di berberina con una posologia consigliata di 1-2 cp al dì.

      Terza critica: i risultati di questo studio non solo non hanno avuto alcun seguito e non sono stati confermati da altri autori (è noto ai più che il principio galileiano fondante della scienza moderna richiede la dimostrazione dello fenomeno da parte di almeno due studi indipendenti prima che venga accettato dalla comunità scientifica) ma sono stati clamorosamente smentiti da un altro gruppo che nel 2011 ha dimostrato l’azione inibitoria della berberina sull’attività del TF indotta dai lipopolisaccaridi nei monociti umani (al pari di quanto riportato per la simvastatina e la curcumina)2.

      Inoltre, al contrario di quanto affermato in questo articolo, esistono diversi altri studi che ribadiscono la sicurezza di impiego della berberina anche a dosaggi di 1.500-2.000 mg/die. Questi verranno citati in seguito.

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      • #4
        Re: La sicurezza cardiovascolare della Berberina

        La sicurezza cardiovascolare della Berberina, tra falsi miti e realtà

        (Tratto da : infomedicaintegrata. it - da Dott. P.Putignano - Dott.ssa R.Prazzoli - 3/09/2012)


        EFFETTI CARDIOVASCOLARI DELLA BERBERINA

        In uno studio3 del 2010 pubblicato su Journal of Cellular Biochemistry, sono stati riportati evidenti effetti antiaterogeni della berberina con l’aumento dell’ mRNA e dell’espressione proteica di ATP-binding membrane cassette transport protein A1 (ABCA1) a livello dei macrofagi.

        Ancora più recentemente, nel Settembre 2012 in un lavoro pubblicato su European Journal of Pharmacology, viene descritta l’inibizione dose-dipendente della berberina sull’accumulo di LDL ossidate e sulla formazione di foam-cells nei macrofagi4.

        Su Phytomedicine del 2012, Hu e coll.5 hanno dimostrato che la somministrazione 1500 mg/die di berberina in soggetti caucasici determina un significativo miglioramento dei parametri glicolipidici e del peso corporeo senza alcuna alterazione dei test emoreologici, di funzionalità epatorenale e dei parametri di infiammazione sistemica (PCR, VES, IL-6, TNF-α, COX-2).

        Risultati favorevoli, estesi anche alla formazione di tessuto adiposo viscerale, sono stati ottenuti in aggiunta nel ratto nello stesso studio.

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        • #5
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          (Tratto da : infomedicaintegrata. it - da Dott. P.Putignano - Dott.ssa R.Prazzoli - 3/09/2012)


          Gli effetti vasodilatatori e cardioprotettivi della berberina sono stati osservati in diversi modelli di ratto6-8 e sono la risultante di un’azione combinata sull’endotelio e sulla muscolatura liscia vasale9,10.
          In particolare, la vasodilatazione è riconducibile sia all’inibizione dell’ACE (angiotensin converting enzyme), al rilascio diretto di NO/cGMP dimostrati nell’aorta del ratto11, al blocco dell’ α1-adrenorecettore nell’aorta di ratto e di coniglio12, al potenziamento degli effetti dell’acetilcolina8, all’attivazione dei canali del potassio, all’inibizione del rilascio di calcio intracellulare e al blocco dei canali del calcio L-type13.

          La berberina aumenta inoltre l’espressione dell’mRNA dell’eNOS (endothelial nitric oxide synthase) e inibisce l’espressione dell’mRNA dell’ iNOS (inducible nitric oxide synthase)12 rendendo così maggiormente biodisponibile l’NO a livello vascolare.

          L’effetto vasodilatatore della berberina è stato osservato ad alte concentrazioni come rilassamento dell’aorta, a prescindere dall’inibitore dell’ossido nitrico9.
          La berberina esercita anche un’azione protettiva vascolare in grado di proteggere le funzioni endoteliali mantenendo i vasi più reattivi ed elastici, inibendo la crescita delle cellule muscolari lisce vascolari indotte dal PDGF (platelet-derived growth factor)16 e prevenendo la migrazione e la ricrescita delle cellule muscolari lisce verso i siti traumatizzati meccanicamente17.

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          • #6
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            La protezione cardiovascolare esercitata dalla berberina non si esaurisce con il miglioramento dei parametri glicolipidici e pressori, ma si esplica anche direttamente sul cuore a livelli differenti.

            In primo luogo, va citata l’inibizione dell’attività simpatica miocardica che nei ratti con ipertrofia cardiaca sperimentale da costrizione aortica sovrarenale, si manifesta con una riduzione berberina-indotta dei livelli plasmatici di noradrenalina e adrenalina e del contenuto di adrenalina miocardica.

            Inoltre, la berberina ha migliorato la contrattilità cardiaca con riduzione del tempo di raggiungimento della velocità massima dall’inizio della contrazione e ha ridotto la dimensione del ventricolo sinistro18,20.

            In un modello di insufficienza cardiaca canina a genesi ischemica, la berberina, somministrata per via intravenosa, ha migliorato la performance cardiaca, ha ridotto la pressione diastolica ventricolare sinistra e la resistenza vascolare sistemica21.

            La berberina blocca i canali del potassio sensibili all’ATP e al voltaggio e causa la riduzione della durata del potenziale d’azione e del periodo refrattario effettivo, quindi possiede principalmente effetto anti aritmico di classe III22.

            Analoghi risultati sono stati dimostrati in trials clinici sull’uomo con un chiaro effetto inotropo positivo (miglioramento della frazione di eiezione cardiaca) e antiaritmico (riduzione del numero di battiti ectopici giornalieri) in pazienti già in terapia farmacologica ottimale per insufficienza cardiaca.

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            • #7
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              Gli effetti cardiovascolari della berberina sono dose-dipendenti e proporzionali alle concentrazioni ematiche raggiunte.

              Infine, vale la pena ricordare i risultati di uno studio di recente pubblicazione condotto con la somministrazione di 900 mg/die di berberina per 30 giorni in un gruppo di soggetti con sindrome coronarica acuta in politerapia farmacologica e candidati alla rivascolarizzazione miocardica per via percutanea26.

              In questo lavoro è stata dimostrata in maniera chiara l’azione antiinfiammatoria dell’alcaloide riportando una netta riduzione oltre che dei parametri lipidici anche dei livelli circolanti di PCR, interleuchina 6, metalloproteinasi di matrice (MMP)-9, molecola di adesione intercellulare (ICAM)-1, molecola di adesione alle cellule vascolari (VCAM)-1, e della proteina chemoattrattiva per i monociti-1.

              In virtù di questi effetti antiinfiammatori e di stabilizzazione della placca ateromasica, è stato proposto che la berberina possa diventare nel prossimo futuro uno strumento terapeutico adiuvante per migliorare la prognosi cardiovascolare dei pazienti con cardiopatia ischemica cronica in attesa di rivascolarizzazione percutanea27.

              In altre parole, la berberina potrebbe essere di utilità clinica proprio in quelle condizioni di stato trombotico attivato e di rischio vascolare imminente.
              Tutto questo, nonostante il famigerato articolo di Fiorenzuoli ne avesse decretato prematuramente (e forse a questo punto frettolosamente) il ritiro dal mercato.

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              • #8
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                La sicurezza cardiovascolare della Berberina, tra falsi miti e realtà

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                TOSSICOLOGIA DELLA BERBERINA

                Per quanto riguarda la tossicità vera e propria, nel 2010 è stata pubblicata su Food and Chemical Toxicology, un articolo riguardante la tossicità acuta della berberina28.

                In questo articolo si fa riferimento alle varie DL50 valutate per la berberina: iniezione intravenosa (IV), iniezione intraperitoneale (IP) e somministrazione intragastrica (IG) con quattro dosaggi differenti (10.4, 20.8, 41.6 e 83.2 g/kg). Per via IV la DL50 è stata di circa 9 mg/kg, per via IP di circa 58 mg/kg, mentre per via IG non è mai stata raggiunta una DL50.

                Quest’ultimo dato è facilmente spiegato dalla scarsa biodisponibilità orale della berberina che viene scarsamente assorbita dal lume intestinale, motivo per il quale uno studio svolto in vitro difficilmente si può “replicare” nell’uomo con gli stessi risultati.
                A questi dati possiamo aggiungere quelli di tossicità acuta orale29 svolti sul preparato Berberol® (associazione nutraceutica di berberina, 500 mg/cpr e silimarina, 105 mg/cpr).

                Berberol® è stato somministrato a 5 ratti femmina alla dose di 2000 mg/kg. Su questi animali sono stati valutati: peso corporeo, mortalità, funzioni organiche, apparato tegumentario, mucose, attività somatomotoria e stato sensorio.
                Alla fine dello studio non si è registrata nessuna mortalità e nessuna alterazione dei parametri valutati, quindi Berberol® rientra nella categoria 5 della classificazione GHS (sostanza sicura).

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                • #9
                  Re: La sicurezza cardiovascolare della Berberina

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                  TOLLERABILITÀ NELL’UOMO DELLA BERBERINA

                  Negli studi clinici svolti sull’uomo a diversi dosaggi di berberina (1.000-1.500-2.000 mg/die) la sostanza è sempre risultata sicura e ben tollerata.
                  Gli effetti collaterali più comunemente riportati in circa il 5% dei soggetti trattati sono di natura gastrointestinale: nausea, vomito, bruciore di stomaco, costipazione5.

                  Anche gli studi clinici svolti con Berberol® a 2-3 cpr/die (pari a 1.000-1.500 mg/die di berberina e 210-315 mg/die di silimarina) hanno fatto registrare una tollerabilità buona con effetti collaterali simili a quelli riscontrati con la berberina.

                  Nessun accidente cardiovascolare o cerebrovascolare è mai stato registrato negli studi sull’uomo svolti con l’utilizzo di berberina.

                  In conclusione: la Berberina è un prodotto di derivazione vegetale efficace e sicuro e rappresenta un valido aiuto per la prevenzione cardiovascolare insieme ad un corretto stile di vita con o senza terapia farmacologica in associazione.

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                  • #10
                    Re: La sicurezza cardiovascolare della Berberina

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                    • #11
                      Re: La sicurezza cardiovascolare della Berberina

                      La sicurezza cardiovascolare della Berberina, tra falsi miti e realtà

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                      • #12
                        Re: La sicurezza cardiovascolare della Berberina

                        La sicurezza cardiovascolare della Berberina, tra falsi miti e realtà

                        (Tratto da : infomedicaintegrata. it - da Dott. P.Putignano - Dott.ssa R.Prazzoli - 3/09/2012)

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                        • #13
                          Re: La sicurezza cardiovascolare della Berberina

                          La sicurezza cardiovascolare della Berberina, tra falsi miti e realtà

                          (Tratto da : infomedicaintegrata. it - da Dott. P.Putignano - Dott.ssa R.Prazzoli - 3/09/2012)


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