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Metalli pesanti e tossicità

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  • Metalli pesanti e tossicità

    I danni dei materiali usati dai dentisti


    Una novità importante per chi, come quasi tutti noi, è ricorso o, soprattutto, dovrà ricorrere alle cure del proprio dentista.
    Si è formato un network di odontotecnici e di studi dentistici che, sensibili alla tutela della salute di pazienti ed operatori, realizzano ed utilizzano materiali biocompatibili.

    Il sito internet di riferimento è Odontotecnica Naturale: biocompatibilità in ambito dentale .
    Così come già noto per le otturazioni contenenti mercurio, anche per altri tipi di ricostruzione dentale effettuata attualmente si utilizzano materiali potenzialmente tossici per l'organismo, a causa degli effetti cosiddetti di elettrogalvanismo che subdolamente hanno effetti dannosi, soprattutto a lungo termine e soprattutto in alcuni soggetti, ma in maniera impercettibile in tutti noi.

    Grazie a questo gruppo di operatori si possono avere notizie importanti su come evitare questi problemi e cosa fare una volta che ci si è già accorti che i propri disturbi dipendono da ciò che abbiamo in bocca.
    Ultima modifica di anna1401; 15/06/2009, 11:44.

  • #2
    Grazie!

    Più leggo sul mercurio in bocca e più prendo appuntamenti dal mio dentista per levarlo...!!!!!
    A.

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    • #3
      pure er tonno?

      annì, pure er tonno me devo cavà da la bocca?
      monny

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      • #4
        Eh sì, purtroppo non solo il mercurio utilizzato per le otturazioni, ma anche su titanio, zirconio etc., utilizzati per impianti, protesi etc. possono esserci dei danni più o meno gravi a seconda della reattività della persona. Ci sono perfino dei medici che, per la loro stessa persona, hanno lamentato reazioni del proprio organismo a dir poco fastidiose. Una signora lombarda, già provata da vaccini cui era stata obbligata per lavoro (ambito sanitario), ha visto purtroppo la propria salute precipitare a partire dalla bocca per poi coinvolgere il resto del corpo, in particolare a livello psicologico.

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        • #5
          Metalli pesanti e malattie neurologiche - info

          (Dott.ssa Fiamma Ferraro)

          Anche se non è certo possibile pensare che un accumulo di metalli pesanti sia LA causa unica di numerose patologie del sistema nervoso, compresa la SLA - Sclerosi Laterale Amiotrofica (sarebbero necessari ulteriori studi sull'argomento), potrebbe trattarsi di un fattore negativo che si associa ad altre influenze nocive, aggravandole, oppure che peggiora uno stato di malattia già esistente.

          Cercare di accertare se vi sia un eventuale eccesso, eliminarlo almeno parzialmente e cercare perlomeno di evitare ulteriori accumuli non può che far bene.

          Uno dei molteplici problemi legati alla nostra società “moderna” e tecnologicamente evoluta è il fatto che il nostro ambiente è impregnato di metalli pesanti (arsenico, piombo, nickel, alluminio, mercurio, cadmio ed altri) - a nostra insaputa.

          Purtroppo non c’è via di scampo; si trovano ovunque: nell’aria (tubi di scappamento, industrie), a volte nelle pentole, pile, cosmetici, deodoranti, vaccini, otturazioni dentarie, alimenti, e a volte anche nell’acqua potabile.

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          sito sanihelp

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          • #6
            Sull’argomento avevo già scritto in generale in un precedente intervento. Qui invece vorrei esaminare l’influsso nocivo di un eccesso di metalli pesanti su uno dei sistemi più delicati, quello nervoso, ed in particolare in relazione ad una malattia, la Sclerosi Laterale Amiotrofica (SLA), la cui frequenza è quasi raddoppiata nel giro degli ultimi decenni.

            Nel contemplare l’organismo umano è opportuno tenere presente che la fisiologia dell’uomo odierno è tutt’ora quasi invariata rispetto a quella dei nostri antenati di migliaia di anni fa, ed anche oggi non disponiamo di meccanismi di difesa in grado di proteggerci efficacemente contro i metalli pesanti; ne vengono eliminate quantità infinitesimali, e alcuni organismi li eliminano più efficacemente mentre in altri l’accumulo è più rapido.

            L’accumulo è progressivo nei tessuti e negli organi, a livello intracellulare, con effetti nocivi.
            Come se ciò non bastasse, quando oltre ai metalli pesanti sono presenti altre tossine, vi è un potenziamento reciproco, con un incremento notevole del livello di tossicità in generale.

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            • #7
              La medicina allopatica da secoli descrive e tratta intossicazioni acute da metalli pesanti (l’esempio più noto è l’intossicazione da piombo, della quale si parlava già ai tempi degli antichi Romani), senza rendersi conto invece dei danni causati da un accumulo lieve ma cronico e costante dei medesimi.

              Due statistiche interessanti:

              1. Nelle ossa degli scheletri di persone morte negli ultimi cinquanta anni il livello di piombo presente, rispetto a quello contenuto negli scheletri di persone morte nell’era preindustriale, è superiore di 500 volte.

              2. Se si prelevasse un’otturazione dei denti a base di amalgama, che molti di noi hanno in bocca, e la si gettasse in un lago, vi sarebbe, per eccesso di mercurio, un divieto di pesca, nuoto ed immersione nel lago in base alla legislazione di molti Stati.

              Gradualmente iniziano ad emergere determinate statistiche: qualche anno fa, il Lancet (una rivista tra le più autorevoli in campo medico-scientifico) ha pubblicato uno studio che dimostrava una correlazione tra il morbo di Alzheimer ed un accumulo di alluminio nell’organismo.

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              • #8
                Altri studi invece dimostrano un collegamento tra la Sclerosi Multipla, l’Autismo e la presenza di mercurio, altri il nesso tra cadmio, piombo e SLA, altri infine l’effetto nocivo dei metalli pesanti sul sistema immunitario.

                Le cellule del cervello, data la loro importanza, godono di una particolare protezione, costituita dalla barriera emato-encefalica, che trattiene, non lasciandoli passare, molti veleni e sostanze nocive; la protezione non è però assoluta.

                Così ad esempio le molecole di mercurio sono talmente piccole che a quanto pare riescono ad attraversare la barriera: l’antica espressione popolare inglese “mad as a hatter” (matto come un cappellaio) deriva dal fatto che secoli fa chi confezionava i cappelli veniva a contatto con notevoli quantità di mercurio e dopo un po’ spesso dava segni di squilibrio mentale.

                Vi sono poi delle sostanze che indeboliscono e rendono la barriera più facilmente attraversabile, come ad esempio l’acido citrico (di cui sono ad es. ricche le bibite come la Coca-Cola e la Fanta, per di più contenute in lattine d’alluminio che viene sciolto dall’acido!)

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                • #9
                  Sintomatologia e reazione dell'organismo

                  La diagnosi di un accumulo tossico di metalli pesanti non è semplice; ci vuole un medico esperto ed informato.
                  I sintomi a livello clinico sono generalmente molto vaghi: stanchezza, astenia, cefalea, depressione, nausea, disturbi intestinali, dolori addominali…

                  Spesso uno di questi sintomi viene classificato e trattato con i farmaci consueti.
                  Ad esempio, ci sono stati casi di “depressioni refrattarie a trattamenti farmacologici” causate da un accumulo di metalli pesanti;
                  oppure casi di “gastrite” trattati per anni con “antiacidi” (che spesso contengono alluminio).
                  Inoltre, paradossalmente, gli eccipienti di numerosi farmaci contengono metalli pesanti.

                  Ogni essere umano è un individuo unico: questo implica che la patogenesi della malattia in ognuno è un caso a sé.
                  Per questo motivo, le manifestazioni e/o le malattie causate da un’intossicazione da metalli pesanti variano da persona a persona.

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                  • #10
                    Descrivo 3 casi dal mio studio:

                    1. Paziente affetto da asma allergico.
                    Livelli altissimi di alluminio e nickel (contatti con questi metalli sul posto di lavoro).

                    2.
                    Paziente in apparente buona salute;
                    poco tempo dopo l’estrazione di otturazioni dentarie all’amalgama, comparsa di affezione cardiaca, deterioramento della vista, malessere generale.
                    Livelli altissimi di mercurio. (Durante le estrazioni di otturazioni all’amalgama, se non sono fatte da dentisti molto esperti che seguono le necessarie precauzioni, possono essere rilasciate nell’organismo elevate quantità di mercurio.

                    3. Paziente affetto da Sclerosi Multipla in stadio avanzato.
                    Comparsa dei primi sintomi qualche mese dopo una vaccinazione. Livelli altissimi di mercurio;

                    fino ad alcuni anni fa il mercurio era contenuto, come conservante, in numerosi vaccini e molti hanno messo in relazione il grande aumento dell’autismo tra i bambini con l’accumulo di mercurio causato dalla serie di vaccinazioni consecutive alle quali è sottoposto nei primi mesi di vita il fragile organismo dei neonati.

                    La dr. Amy Yasko, in America, ha un calendario d’appuntamenti pieno fino al 2010 perché, a quanto pare, sarebbe riuscita a risolvere tutti i casi di autismo da lei trattati con una particolare forma di disintossicazione dal mercurio.

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                    • #11
                      Interpretazione di questi dati nel contesto della SLA

                      Sarebbe scorretto sostenere che un accumulo di metalli pesanti sia LA causa unica di numerose patologie del sistema nervoso, compresa la SLA (ci sarebbe comunque bisogno di ulteriori studi sul ruolo dei metalli pesanti nel contesto della SLA); potrebbe però trattarsi di un fattore negativo che si unisce ad altre influenze nocive e che peggiora uno stato di malattia già pre-esistente.

                      Mi è capitato non raramente di sentire colleghi rinomati dire: “Non ci credo alla storia dei metalli pesanti…
                      A mio avviso non si tratta di “credere” o “non credere”; è risaputo e dimostrato scientificamente che i metalli pesanti sono tossici per le cellule di qualsiasi organo o tessuto vivente ed in certi casi, in particolare in organismi già indeboliti o in cui la disintossicazione funziona meno bene, possono verificarsi le conseguenze ed effetti nocivi sopra-elencati.

                      Se poi si inseriscono nella banca-dati MEDLINE i termini “heavy metals” ed ALS si trovano numerosi studi che dimostrano l’esistenza di un collegamento.
                      Non vale forse la pena, nel contesto di una malattia aggressiva come la SLA, ed in cui i fattori eziologici sono tutt’ora sconosciuti, accertare se vi sia un accumulo eccessivo di metalli pesanti nell’organismo???

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                      • #12
                        E’ noto che livelli eccessivi di metalli pur benefici ed indispensabili per l’organismo, come il ferro ed il rame, se presenti in eccesso (come avviene in caso di emocromatosi e morbo di Wilson), possono provocare danni a vari organi;
                        è necessario quindi che anche i metalli benefici siano presenti in quantità non eccessive e nelle proporzioni giuste l’uno con l’altro.

                        Come è possibile quindi pensare che non sia importante controllare la quantità presente nell’organismo di metalli tossici e che questi, anche se presenti in quantità persino superiori a quelle purtroppo oggi divenute “normali”, non facciano comunque male e non sia necessario preoccuparsi di eliminarne almeno una parte ?

                        Quali e quanti danni può provocare una loro presenza in quantità eccessiva?

                        Nella SLA è noto il ruolo fondamentale che svolge l’enzima superossido dismutasi Cu -Zn (rame-zinco) SOD1;
                        è noto anche l’antagonismo esistente tra questi due metalli, nel senso che un eccesso di rame ostacola l’assimilazione dello zinco e viceversa.

                        Per i metalli nocivi si sa ad esempio che il mercurio è un antagonista dell’indispensabile selenio, sono note alcune altre interferenze ed antagonismi ma resta molto da imparare.

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                        • #13
                          I livelli di metalli pesanti nel corpo umano

                          I metalli pesanti si depositano nei vari organi e tessuti; per questo motivo non è possibile determinare con precisione lo stato di intossicazione solo tramite un prelievo del sangue.

                          E’ possibile misurare i livelli dei vari metalli pesanti da un’analisi del capello (a tale scopo bisogna sacrificare una ciocca di capelli).
                          I capelli sono uno “specchio” dello stato dell’organismo; oltre al fatto che i metalli pesanti si accumulano nel capello, è anche possibile misurare i livelli di minerali ed elementi essenziali (effettuando il “mineralogramma” del capello) ed individuare eventuali carenze/eccessi di minerali.

                          Ci sono vari laboratori specialistici presso i quali è possibile determinare i livelli presenti di metalli pesanti e minerali nell’organismo.
                          Il test più attendibile (quello “da provocazione”, effettuato misurando i livelli di metalli eliminati nell’urina dopo la somministrazione per iniezione di una consistente dose di EDTA, è da evitare in un organismo già indebolito come quello degli ammalati di SLA perché potrebbe costituire uno stress, pur temporaneo, non tollerabile.

                          Il livello “normale” di qualsiasi metallo pesante nell’organismo umano dovrebbe essere 0,00, dopodiché vi sono livelli “accettabili” e livelli tossici.

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                          • #14
                            La terapia chelante

                            Se si accerta la presenza di livelli tossici di metalli pesanti, il modo migliore per eliminarli consiste, per chi è ancora in uno stato di salute relativamente buono, nell’effettuare cicli di TERAPIA CHELANTE per via endovenosa.

                            “Chelante” deriva dal Greco “cheles” (chele del granchio. Un agente chelante “intrappola” la molecola del metallo pesante, il quale viene eliminato dal corpo per via renale).

                            L’agente chelante maggiormente utilizzato è l’EDTA (ha un nome chimico lunghissimo, ma si tratta di 4 molecole di aceto!).

                            La terapia chelante dovrebbe essere effettuata da un esperto in materia; ma a questo punto bisogna evidenziare un fatto di notevole rilevanza nel contesto della SLA.

                            L’EDTA viene, nella terapia chelante classica, somministrato per via endovenosa.
                            L’eliminazione dei metalli pesanti può provocare reazioni di disintossicazione, ed un organismo già provato ed indebolito potrebbe anche non sopportare tali reazioni, e ne risulterebbe un peggioramento della situazione globale.

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                            • #15
                              In questi casi, è opportuno intraprendere una cura molto più blanda:

                              Agenti naturali con effetto chelante blando:

                              clorella, acido ascorbico (Vitamina C), aglio, spirulina, tè verde, pectina.

                              Alcuni metalli che, in quantità minime, sono indispensabili per l’organismo, come lo zinco ed il selenio (si trovano in molti integratori alimentari) e svolgono un effetto favorevole anche contro i metalli pesanti.

                              EDTA in polvere, da assumere per via orale;
                              si può ordinare presso varie farmacie (l’ EDTA di solito si trova “legato” ad un’altra molecola, ad esempio, sodio –NaEDTA-,calcio –CaEDTA-, magnesio -MgEDTA- oppure potassio –KEDTA.

                              In questo modo, si può somministrare per via orale (attenzione! Può essere irritante nel contesto di gastriti) oppure se ne può sciogliere 1 cucchiaino nell’acqua del bagno (i metalli pesanti, legati all’EDTA si possono anche eliminare attraverso la pelle, un organo in sé, deputato anche a processi di disintossicazione).

                              EDTA in supposta: l’effetto è già più potente rispetto all’EDTA in polvere; si può ordinare presso farmacie tedesche.

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