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Claustrofobia

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  • Claustrofobia

    Salve, sono un farmacista che si occupa di floriterapia. Chiedo un consiglio agli esperti. Se nell'ambito di una sintomatologia ansiosa vengono riferiti sintomi quali claustrofobia, agorafobia o sensazione di sentirsi in prigione, quali fiori saranno più adatti? Per i primi essendo paure "vaghe" userei Aspen (giusto?) o Cherry Plum se c'è timore di perdere il controllo, ma per il terzo mi trovo in difficoltà. Qualcuno mi può aiutare?
    Grazie.

  • #2
    per i due primi andrebbe bene mimulus, sono paure conosciute e ben identificate: paura degli spazi aperti e paura degli spazi chiusi.
    va bene cherry plum per la paura di perdere il controllo.
    non ho capito quale sarebbe "il terzo"...

    ad ogni modo mi dispiacerebbe proprio che la filosofia di bach oggi possa essere presa e sommministrata in maniera sbrigativa, tra la vendita di un'aspirina e un cerotto. come un prodotto di banco in più.
    lg
    Ultima modifica di gimenez; 29/07/2004, 10:23.

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    • #3
      Me ne guardo bene dal dispensare un fiore di bach fra un'aspirina e un cerotto.
      Per quanto riguarda il problema claustrofobia o agorafobia, la mia scelta di aspen è dettata dal fatto che spesso queste persone non hanno realmente paura dello spazio aperto o della folla o del chiuso ma è il risultato di una condizione psicologica che sta a monte. Molti riferiscono di non aver assolutamente paura di una piazza affollata, anzi amano andare al mercato per esempio, ma non possono rimanerci per le tremende sensazioni che provano. Sono quindi paure che sfuggono alla consapevolezza diretta del paziente: in questo senso userei aspen.
      Il "terzo" a cui mi riferivo è la sensazione di alcuni a "sentirsi in prigione", non poter più svolgere certe attività e il sentirsi limitati.
      Grazie per l'attenzione.

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      • #4
        non vorrei sembrare scortese nel risponderle in ritardo. succede che oggi le ho scritto un lungo post ma il server era occupato ed e' andato perso. per prevenire l'antipatico inconveniente,
        adesso lo riscrivo altrove e poi lo incollo e invio.
        quindi un attimo di.... impatiens! e di chestnut bud...
        lg

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        • #5
          la risposta

          mi fa piacere che lei sia un attento studioso del repertorio di bach. coinciderà con me quindi che la miglior maniera per scegliere i fiori per un paziente sia attraverso il colloquio approfondito.
          ho parlato così, un po' sarcasticamente, un po' amaramente per mera esperienza personale; anni fa ho avuto modo di assistere personalmente a dei corsi per medici, psicologi e farmacisti, organizzati da una famosa ditta distributrice, e mi hanno vista contestare fortemente la loro maniera approssimativa d'insegnare, sia il repertorio (ogni fiore liquidato in un paio di frasi), che i metodi di scelta. tutti all'arena, mal "armati", a propinare fiori a destra e manca in base ad una frase urlata "fra un cerotto ed una aspirina", come dicevamo prima. almeno così l'immaginavo, e purtroppo così poi l'ho visto prescrivere da più di un farmacista pur di vendere,mentre ero lì come cliente.
          ecco la mia reazione.
          segue...
          Ultima modifica di gimenez; 28/07/2004, 18:12.

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          • #6
            continua...

            tornando a noi, c'è sempre da domandarsi dove sia il limite fra paura patologica e fisiologica. a volte è prudente essere "paurosi". mimulus armonizzato è una persona prudente.
            e come faccio a dirle che, effettivamente, aspen va meglio di mimulus? se lo facessi, sarei parecchio negligente nel basarmi sulle sue brevi frasi che mi chiedono di scegliere, tra i due, un solo fiore.
            quando siamo davanti alle paure, che alla fine, scava scava, sono all'origine di tutte le nostre mancanze, è meglio abbinare piu' di un fiore. protteggere bene il paziente dalla loro azione distruttiva sul sistema nervoso, è preferibile che nel cocktail ne avanzi uno anzicche' ne manchi. eppoi mimulus e aspen fanno amicizia subito. quindi, davanti al dubbio, perche' separarli? lavorano insieme ottimamente per il benessere del paziente affetto da paure, conosciute o sconosciute che siano, innanzitutto quando non ci/gli è chiara la fonte.
            segue...
            Ultima modifica di gimenez; 29/07/2004, 10:26.

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            • #7
              continua...

              per quanto riguarda la presa di consapevolezza, ci penserà la "crisi di coscienza", col suo peggiorare dei sintomi fisici e mentali, a mettere in guardia il paziente circa l'eventuale scarsa conoscenza di sè.
              se invece questa Le sembra d'ordine prioritario, la invito a seguire i consigli del nostro buon Bach, somministrando per una settimana wild oat, in modo da permettere al paziente di chiarire la sua vera "direzione/vocazione". vedrà che egli tornera' da lei con le proprie sensazioni molto piu' chiare di prima.

              invece per quanto riguarda il "sentirsi in prigione", confesso che, così isolata dal contesto generale, non mi dice molto come frase, potrebbero esserci 38 fiori validi per quella sensazione! ma se vogliamo approfondire seriamente il discorso sono a sua disposizione.
              segue...
              Ultima modifica di gimenez; 29/07/2004, 10:29.

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              • #8
                gran finale

                inoltre la informo che da gennaio 2005 terrò dei corsi floreali per farmacisti a Roma, se per caso lei fosse di questa città, avrei il grande piacere di ospitarla fra i miei corsisti.
                intanto le presento il sito che ho creato dove troverà molte informazioni e tutta la mia esperienza pluriennale a portata di mano.
                cordialità
                liliana gimenez
                Ultima modifica di francyfre; 28/12/2011, 11:00.

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                • #9
                  La ringrazio tanto della lunga risposta e mi trovo in perfetta sintonia con quello che dice.
                  Sono il primo a dire che molti miei colleghi, per ignoranza, "prescrivono" o meglio propinano fiori di bach in modo molto approssimativo. Io ho studiato gli scritti di bach, anche in lingua originale, (alcune traduzioni in commercio non sono poi così esatte secondo me), e mi rendo conto che il suo metodo di cura sia un regalo per le nostre anime e che non debba essere banalizzato come spesso accade.
                  Mi rifarò vivo presto per discutere ancora con lei e con voi.
                  Il "sentirsi in prigione", pensavo ieri, si addice forse a mustard. Ma ne riperleremo.
                  Purtroppo non sono di Roma ed è una città che adoro, quindi mi riuscirà difficile partecipare al suo corso. Grazie di cuore lo stesso. A presto.

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                  • #10
                    la ringrazio per le parole di stima.
                    "se sentirsi in prigione", nel caso che ci occupa, richiamasse a mustard, egli potrebbe starci benissimo, ma solo se lo si sentisse soltanto "a volte", visto che mustard e' il fiore dei grandi cicli.
                    ma la prigione mi da' piuttosto un'idea di "perpetuità". anche a lei?
                    bisognerebbe sapere poi "prigioniere" in balia di cosa... di sè, degli altri, degli eventi, della Paura...?
                    mmmm... interessante... fiumi d'inchiostro virtuale per parlarne.
                    quindi l'argomento lo mettiamo in freezer (visto il caldo) alla prossima discussione.

                    mi rendo conto, con gioia, di essere davanti ad uno spirito colto e raffinato. in conseguenza, le chiedo scusa se inizialmente l'ho confusa con ben altro.
                    puo' capitare nelle migliori famiglie.
                    cordialità.
                    lg
                    Ultima modifica di gimenez; 29/07/2004, 12:27.

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                    • #11
                      Non deve scusarsi di nulla. Mi fa molto piacere parlare con una esperta in floriterapia come lei e so che potrò imparare molto.
                      Il vostro è un bel forum frequentato da persone interessanti.
                      Organizzo un discorso sulla"prigione" poi glielo mando.
                      Grazie mille.

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                      • #12
                        l'attendo da dietro alle sbarre, ma dal lato di fuori!
                        ;-)
                        lg

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                        • #13
                          Credo che la cosa migliore sia riportare il più fedelmente possibile ciò che mi hanno detto i pazienti.
                          A) "Causa ansia e attacchi di panico non riesco più a fare ciò che facevo prima: frequentare gli stessi luoghi, andare in viaggio...mi sento limitato, come imprigionato". (paziente già in cura psicoterapica)
                          B) "Mio marito non mi capisce, mi considera un' incapace e non mi permette di uscire, vedere gente, ho trovato un lavoretto ma lui pensa che non ce la farò mai... mi sento in prigione".

                          Sono due prigioni diverse, secondo me,per il primo forse mimulus può essere d'aiuto, per il secondo sono più in difficoltà (Holly?)

                          Aspetto un parere. Grazie infinite

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                          • #14
                            Sono sempre io: ne dimenticavo uno.

                            C) Paziente omosessuale. Ho scoperto di essere omosessuale e temo di non essere compreso: mi sento prigioniero di me stesso e della società"

                            Qui proprio non saprei. Pensavo a Crab Apple(???)

                            Rigrazie.

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                            • #15
                              caro farmacista,
                              le rispondo al volo, dopo una giornata molto impegnativa.
                              A)rock rose, la prigione del terrore. c'è da riporistinare l'eroismo.
                              B) larch, la prigione dell'autostima bassa, c'è da ripristinare l'audacia.
                              C) crab apple, la prigione di se stesso nel non piacersi. c'è da ripristinare la purezza.
                              ma le informazioni sono sempre poche, e non metterei la mano sul fuoco su queste mie azzardate conclusioni, comunque spero che un parere alternativo al suo possa esserle di aiuto comunque. 4 occhi vedono meglio di due, a volte.
                              buona serata
                              lg

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