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Cloro&acqua nelle orecchie

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  • Cloro&acqua nelle orecchie

    oggi sono andata in piscina[quelle con gli scivoli ecc.ecc.]
    e sono andata sott'acqua come mio solito,ma volevo togliermi
    un dubbio...il cloro,stando con gli occhi aperti sott'acqua,provoca
    qualche danno agli occhi?
    E ancora la tipica acqua nelle orecchie,che son riuscita a togliere mettendomi a testa in giù con la faccia girata provoca qualcosa?
    Attendo risposte

  • #2
    mmm..non penso provochi danni negli occhi..fastidio magari sì!io sono andata in piscina martedì e son tornata a casa che mi faceva male la palpebra inferiore di un occhio..e mi è durato fino a stamattina!però non c'era alcun danno!!alle orecchie neanche, penso!al massimo l'acqua (ma anche quella senza cloro) può fermarsi dentro le orecchie tappandole...ma niente danni!almeno penso!!

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    • #3
      occhi e orecchi

      Certo, il contatto dell'acqua clorata sicuramente ha un'azione irritante a livello della congiuntiva, ma non provoca danni particolari, per il tempo di esposizione
      legato alla frequentazione della piscina. Il problema maggiore dell'acqua ( a prescindere dalla presenza o meno di cloro) che penetra nel condotto uditivo esterno è legato alla possibilità di incontrare un accumulo di cerume, facendolo rigonfiare per assorbimento, dando così origine al cosiddetto tappo di cerume, con conseguente riduzione della capacità uditiva.
      dr. vincenzo valesi sanihelp

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      • #4
        Ringrazio per le due risposte
        come avrete tutti capito,io sono una ragazzina,molto molto moltooooo
        curiosa

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        • #5
          Per gli amanti del nuoto una guida alle piscine sicure

          Per gli amanti del nuoto e degli sport in piscina arriva una guida alle piscine sicure, messa a punto dal Dipartimento ambiente e prevenzione primaria dell'Istituto superiore di sanità.
          I pericoli da cui guardarsi, secondo lo studio "Rischi e caratteristiche di qualità igienico-sanitaria degli impianti natatori" messo a punto da Lucia Bonadonna, Giancarlo Donati e Rossella Briancesco dell'Iss sono essenzialmente di tre tipi: rischi fisici, microbici o l'esposizione a prodotti chimici.
          sito sanihelp

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          • #6
            continua

            I primi sono rappresentati dagli incidenti come l'annegamento o le più frequenti lesioni spinali, i secondi dal contatto con agenti infettivi, i terzi sono causati del contatto con sostanze per lo più utilizzate per disinfettare la stessa piscina.
            In Italia mancano dati epidemiologici certi sui casi di malattie e incidenti in piscina, ''ma è comunque possibile formulare un vademecum di comportamenti da rispettare per ridurre al minimo i rischi'', spiegano i ricercatori.
            ''I maggiori pericoli sono legati alla contaminazione microbica di origine fecale, dunque all'igiene degli stessi nuotatori''.
            Da qui la raccomandazione a usare scarpe e cuffia idonee, fare la doccia prima di immergersi in acqua.
            sito sanihelp

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            • #7
              continua

              Bisognerebbe poi che venissero fatti controlli periodici dell'impianto, specie per i parametri microbiologici e chimico-fisici dell'acqua. ''Nelle piscine però - continua l'indagine Iss - casi isolati o anche epidemie possono essere originati dalla diffusione di virus enterici che sfuggono ai controlli di routine sulle acque''.
              Per esempio, resistono a una disinfezione inadeguata gli Adenovirus, associati a congiuntiviti e faringiti, i Norovirus e gli Echovirus, responsabili di disturbi gastroenterici e il virus dell'epatite A.
              Anche se, in teoria, una bassa concentrazione di cloro residuo (bastano 0,4 mg/L) sarebbe sufficiente a eliminare le forme virali.
              sito sanihelp

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              • #8
                continua

                ''Purtroppo il potere disinfettante del cloro è annullato quando i residui organici si agglomerano in acqua'', precisano i ricercatori.
                Basta infatti la presenza in sospensione di secrezioni nasali o orofaringee, materiali grassi e squame cutanee dei bagnanti a favorire la presenza di molti microrganismi. In agguato ci sono follicoliti, infezioni a occhi, orecchi, prime vie respiratorie e pelle. E' facile trovare negli impianti delle piscine anche virus di origine non enterica, come gli agenti del mollusco contagioso o le più conosciute verruche plantari. Gli stafilococchi sono un altro gruppo di microrganismi che si puo' trovare a bordo vasca. In questi casi ''è determinante l'affollamento dei nuotatori. Mentre una valida barriera può essere costituita dalla cuffia obbligatoria e la doccia prima di nuotare.
                sito sanihelp

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                • #9
                  continua

                  Quanto alla legionella, batterio che si riproduce in acqua calda a temperature tra i 20 e i 45°C, il rischio di contagio aumenta in caso di presenza del microrganismo nell'impianto idraulico. Ma l'esame regolare dei sistemi di distribuzione dell'acqua dovrebbe scongiurarne la presenza. Anche i disinfettanti della piscina, paradossalmente, possono nuocere alla salute: quelli a base di cloro formano composti organoclorurati volatili, e i nuotatori li inalano dall'aria degli impianti coperti.
                  Infine occhio all'età: ''La categoria più a rischio - rivela l'Iss - non è quella dei bambini, ma dei ragazzi. Gli adolescenti, infatti, sono più avventati. Per loro il maggior numero di casi di annegamento o lesioni.
                  Fonte: internetstyle.it
                  sito sanihelp

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                  • #10
                    Tappo Di Cerume

                    Che cos'è
                    Il cerume è una sostanza giallo-brunastra normalmente secreta dalle ghiandole presenti a livello della cute della parte fibrocartilaginea del condotto uditivo esterno (CUE). Tali ghiandole si definiscono ceruminose e sono ghiandole sudoripare modificate. Il cerume è una sostanza acida che svolge un'azione antibatterica e antimicotica protettiva per la cute del CUE.
                    Il tappo di cerume è un accumulo della secrezione delle ghiandole ceruminose (cerume), delle ghiandole sudoripare (sebo) e di cellule epiteliali desquamate dalla cute del condotto uditivo esterno.
                    sito sanihelp

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                    • #11
                      Cause

                      L'accumulo di cerume può avvenire per diverse cause:
                      ipersecrezione ghiandolare
                      modificazione dei componenti del secreto o variazioni della normale struttura anatomica determinanti un arresto del normale movimento di tali sostanze dall'interno verso l'esterno (esostosi, osteoma, stenosi infiammatoria, ecc.).
                      Il tappo di cerume è igroscopico, ovvero la penetrazione di una goccia d'acqua nel suo interno ne fa aumentare il volume. Può essere di consistenza variabile da molle a secco e più o meno ostruente il condotto uditivo esterno.
                      sito sanihelp

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                      • #12
                        Sintomatologia

                        Clinicamente si manifesta con ipoacusia (riduzione dell'udito) associata a senso di occlusione auricolare (fulness) e talvolta ad acufeni (rumore nell'orecchio). Tale sintomatologia si accentua in seguito alla penetrazione di acqua nell’orecchio.
                        sito sanihelp

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                        • #13
                          Terapia

                          La terapia del tappo di cerume consiste nella sua asportazione. L'estrazione può avvenire mediante il lavaggio auricolare, l'utilizzo di uncini o pinzette otologiche o l'aspirazione. La metodica varia a seconda delle abitudini dello specialista otorinolaringoiatric a, della consistenza del tappo di cerume e dell'anamnesi otologica del paziente. Se necessario, il cerume può essere ammorbidito con l’instillazione endoauricolare di sodio bicarbonato, olio d’oliva oppure olio di mandorle, che sono prodotti sicuri, efficaci e non costosi.
                          sito sanihelp

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                          • #14
                            continua

                            Un'anamnesi positiva per perforazione timpanica, pregressi interventi chirurgici o pregresse patologie otologiche non documentate deve indurre lo specialista ad eseguire il lavaggio auricolare con estrema cautela. Nel caso in cui il tappo di cerume sia notevolmente consistente è bene far precedere l'asportazione dalla instillazione per qualche giorno di acqua ossigenata o di sostanze in grado di sciogliere il cerume.
                            Un sintomo molto frequente conseguente all'asportazione del tappo di cerume è rappresentato dalla comparsa della vertigine. Tale sintomo è violento e scatena uno stato di ansia nel paziente, è comunque di breve durata e la sua risoluzione è facilitata dal mantenimento del contatto visivo (occhi aperti) e dalla fissazione di un oggetto. Al fine di evitare la comparsa della vertigine è necessario usare acqua con temperatura attorno ai 37°C.
                            sito sanihelp

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                            • #15
                              lavaggio auricolare

                              Il lavaggio auricolare viene fatto con una specie di siringa senz'ago comunemente chiamata schizzettone(il nome rende bene l'idea), deve essere effettuato da personale esperto in modo tale che il getto dell'acqua non sia rivolto direttamente contro la membrana del timpano. La temperatura non deve essere molto diversa da quella corporea(cioè dai classici 37°): se è troppo calda o se è troppo fredda si possono creare delle correnti correnti nel liquido endolinfatico nell'ambito dell'orecchio interno (a livello di labirinto e canali semicircolari) responsabili di un'eccessiva stimolazione dei recettori specifici e conseguente scatenamento di una sintomatologia vertiginosa.
                              dr. vincenzo valesi sanihelp

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                              Sto operando...
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