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I PRINCIPI

Il forum di Sanihelp.it è un punto di incontro e confronto, un forum libero, privo di ogni censura preventiva. Questo forum è una comunità di aiuto e supporto reciproco in cui ognuno contribuisce cercando di essere d'aiuto e portando il proprio punto di vista riguardo i diversi temi trattati.

Nel forum ciascuno è libero di esprimere la sua opinione, mantenendo però un atteggiamento di educato rispetto nei confronti delle idee diverse. Il forum è uno spazio civile e gradevole: gli utenti non devono essere intolleranti e aggressivi, ma propositivi e disponibili, moderando il proprio linguaggio e consentendo così di ridurre al minimo l'attività di moderazione.

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Gli utenti sono suddivisi in quattro categorie.

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Utenti e reputazione
Ogni 365 giorni di permanenza sul forum si guadagnano 10 punti.
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Il nickname e la firma non devono contenere testi offensivi o provocatori, non è inoltre possibile utilizzare come nickname un nome attribuibile a una professione medica se non si è un professionista collaboratore della redazione di Sanihelp.it (es: psicologo, dottore, urologo).
Se si desidera cambiare il nickname è possibile farlo inviando un messaggio privato all'amministrazione (Evoh).

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Se dopo la richiesta di modifica la frase resta invariata, i moderatori sono autorizzati a cancellarla.
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LEGGI DELLO STATO E INTERNET

Per non incorrere in spiacevoli conseguenze, ricordiamo agli utenti che su questo forum vigono tutte le leggi dello Stato italiano.
Ogni utente è responsabile dei contenuti che pubblica e tutti, utenti, moderatori e amministratori, possono rivolgersi alla Polizia per far rispettare la legge o per tutelarsi.
Tafferugli verbali, consigli e provocazioni non sono considerati reati, i reati sono cose ben più gravi che la coscienza di ciascuno riesce facilmente a identificare.
Vi ricordiamo inoltre che, come cita la locuzione latina: Verba volant, scripta manent.


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1. Non è permesso pubblicare:
- indirizzi email
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- il contenuto di email private e messaggi privati (MP) anche se si è in possesso dell'autorizzazione del mittente
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I moderatori potranno ammonire, avvertire, bannare gli utenti che non rispetteranno il regolamento ed editare, spostare, chiudere e cancellare una discussione o un post.

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6. Il moderatore NON cancella o corregge discussioni o post su richiesta.

7. Saranno bannati gli utenti promotori di pedofilia e violenza e chiunque faccia apologia di reato. Varrà bannato inoltre chi diffonde dati e informazioni strettamente personali di un'altro utente senza il suo consenso.

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9. L'autore del post è pienamente responsabile per i contenuti riportati: diffamazioni o violazioni di copyright.

10. Non è possibile per gli utenti effettuare pubblicità all’interno del forum. I post contenenti messaggi pubblicitari verranno cancellati e segnalati come Spam.

11. L'autore di ogni post ha la possibilità di editarlo entro 10 minuti dall'invio. Verificate attentamente i vostri messaggi; passato il termine non sono più modificabili, questo al fine di garantire una coerenza con lo sviluppo degli argomenti.

12. Prima di aprire una discussione in un forum è bene assicurarsi che l'argomento non sia trattato in altre discussioni attualmente attive. Nel caso siano aperte discussioni doppie i moderatori possono decidere di chiuderle e indirizzare gli utenti a quelle già esistenti.

13. Il forum non è una chat, quindi gli utenti non devono intraprendere lunghi botta e risposta con un altro utente, soprattutto se si tratta di questioni personali. Per le conversazioni private devono essere usati i mp o, nel caso di chiacchiere di gruppo, l’apposita sezione “4 chiacchiere”.


COME SCRIVERE SUL FORUM

Il titolo
Il titolo della discussione contiene il tema del messaggio. Deve essere sintetico ma non generico e soprattutto deve essere scritto in italiano corretto, senza abbreviazioni, lettere ripetute o maiuscole dove non necessarie.
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Cerco ortopedico - piede rotto (giusto)
AAAAAAAAAAAAIIIIIIII IIIUUUUUUUUUUUTTo! (sbagliato)

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Aprire una nuova discussione significa voler condividere con gli altri utenti un problema di salute, chiedere un consiglio o confrontarsi su di un'idea o un'argomento.
Se un utente apre un thread solo per propagandare un'idea, sarà invitato al confronto. Se dopo un primo invito il post non sarà aperto anche alle opinioni degli altri utenti, i moderatori chiuderanno la discussione.

Il contenuto dei post

Gli utenti sono invitati a non scrivere in maiuscolo dove non necessario, poiché il maiuscolo indica che si sta urlando.
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Il linguaggio all'interno dei post deve essere cortese e rispettoso delle diverse opinioni degli altri utenti.
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Chi schernisce pubblicamente gli utenti che chiedono aiuto o mette in dubbio la realtà dell'utente e/o della situazione descritta riceverà un'infrazione e in caso avvenga nuovamente un ban fino a 2 giorni.

Citazioni e aforismi
Se si riportano stralci di libri o articoli, citazioni o aforismi all'interno delle discussioni è sempre bene riportare l'autore.
Non è possibile aprire discussioni contenenti esclusivamente citazioni e aforismi, salvo previa autorizzazione via messaggio privato della moderazione.

Sondaggi

Gli utenti dovrebbero evitare di realizzare discussioni di sondaggio: per realizzare un sondaggio chiedere al moderatore della sezione di aprire un thread apposito. Quando si crea un sondaggio è bene motivare chiaramente i quesiti, in modo che non possano essere scambiate per pure provocazioni o scherzi.

Funzione Quote
Quotare un messaggio significa citarlo riportandone una parte. Quotare implica ripetere cose che probabilmente gli altri utenti hanno già letto, va fatto solo quando strettamente necessario. Non è necessario quotare interamente il post precedente al proprio se si intende commentarne solo una frase: è bene mantenere la frase in questione e cancellare il resto.

Come aprire una nuova sezione (forum o sub forum)
Per aprire una nuova sezione o un nuovo forum si deve proporre l'argomento all'amministratore e impegnarsi per farlo crescere.
Per proporre una sezione o un forum è necessario che ci siano almeno due utenti interessati e disposti ad animare e moderare la sezione.
Vedi: Come diventare moderatore?


I MODERATORI e L'AUTO-MODERAZIONE

La base su cui si fonda questo forum è l'auto-moderazione, ogni utente è quindi tenuto a rispettare e fare rispettare il regolamento del forum.
I moderatori sono solo un aiuto in più in caso di bisogno.

Come ci comporta con le violazione ai principi di questo forum e del regolamento?
1. si abbandona la discussione evitando di intervenire.
2. si segnala l'abuso con l'apposito strumento (triangolo con punto esclamativo)
3. la segnalazione appare nella sezione dedicata (visibile pubblicamente)
4. i moderatori leggono la segnalazione, rispondono spiegando come intendono agire e si comportano di conseguenza
5. una volta che il moderatore ha risposto non è possibile ribattere se non tramite messaggio privato.

Nel caso vi sia un utente particolarmente molesto, è possibile non visualizzare i suoi post inserendolo tra i propri utenti indesiderati.

In caso si voglia chiarire una particolare situazione con un utente o un moderatore si comunica con l’interessato tramite messaggio privato, NON attraverso discussioni pubbliche.

In caso di infrazioni al regolamento da parte dei moderatori, è possibile sollevare il problema con il moderatore stesso via messaggio privato. In caso non si giunga a una conclusione civile e si ritenga necessario segnalare il problema, è possibile contattare l'amministratore. (Evoh)
NON è possibile discutere pubblicamente delle dinamiche di moderazione del forum. Le discussioni pubbliche verranno eliminate.

ATTENZIONE:
1 - Lo strumento segnalazioni serve a porre in evidenza gravi infrazioni al regolamento
2 - Un messaggio OT non è considerabile una grave infrazione
3 - Non è concesso utilizzare le segnalazioni per provocare altri utenti, innescare polemiche o flames e infastidire intenzionalmente la moderazione.
4 - Le risposte non sono sindacabili pubblicamente. Se non si è d'accordo è possibile comunicare via mp con il moderatore che ha risposto alla segnalazione. Segnalazioni di segnalazioni o di ammonimenti non riceveranno risposta e saranno cancellate.

Non è possibile segnalare i MP. In caso di gravi attacchi personali effettuati tramite messaggio privato gli utenti possono scrivere direttamente all'amministratore del forum.

Chiunque utilizzi impropriamente lo strumento di segnalazione (come da punto 3) riceverà un primo avvertimento e, nel caso in cui dovesse continuare, potrà ricevere un ban della durata massima di 3 giorni.

Come diventare moderatore?
Per essere un moderatore è necessario innanzitutto condividere a pieno il regolamento del forum e aderire ai principi e linee guida del moderatore.
Per diventare moderatore si deve inoltrare una richiesta all'amministratore tramite messaggio privato, tale richiesta deve essere circostanziata a una sezione o a un forum in particolare e motivata.
La richiesta di diventare moderatore sarà valutata dall'amministrazione in base alla necessità del forum.
La moderazione è un lavoro di squadra. Il moderatore o i moderatori della sezione che si desidera moderare devono accettare la proposta.

Il compito dei moderatori è:
- animare le discussioni
- facilitare lo scambio di opinioni tutelando la pluralità dei punti di vista
- accogliere i nuovi arrivati
- far rispettare il regolamento

I moderatori:
- rispettano il regolamento (che vale per i moderatori esattamente come per gli utenti)
- sono liberi di esprimersi nei forum seguendo le stesse linee guida degli utenti (post cordiali, non aggressivi, no flames, no attacchi personali, non mettono in dubbio identità o realtà di un utente, ecc)
- NON possono segnalare messaggi in NESSUN forum (solo gli utenti possono segnalare)
- possono moderare solo le sezioni loro assegnate



PRINCIPI E LINEE GUIDA DEL MODERATORE

Il caposaldo del regolamento è l'auto-moderazione.
L'intervento dei moderatori deve essere quindi, in ordine di priorità:

- Animare: aprire discussioni, accogliere i nuovi, facilitare lo scambio di opinioni (consentendo a tutti di esprimersi) e aiutare gli utenti a districarsi fra le regole del forum e gli strumenti (fratello maggiore)
- Mantenere la rotta: il moderatore deve far si che le discussioni siano sempre on topic, è lecito chiuderle se si esce fuori tema.
- Moderare: (... e far moderare) i toni
- Mantenere la forma: è importante come si scrive, come si fa un titolo, come si imposta una domanda.

I moderatori di sezione lavorano in squadra e tutte le decisioni devono essere condivise, tutte le discussioni tecniche o inerenti la moderazioni devono avvenire via MP o nella sezione del forum privata e dedicata esclusivamente ai moderatori. Il moderatore non deve mai discuterne pubblicamente.

Il moderatore deve animare e pacificare, quindi non deve essere MAI causare volontariamente problemi e dissidi con gli altri moderatori.
Nel caso in cui un moderatore attacchi pubblicamente un altro moderatore per il suo operato, sarà sospeso per una settimana.
Nel caso in cui un moderatore violi il regolamento e/o agisca contro l'interesse del forum e della moderazione, gli altri moderatori possono segnalarlo nel forum moderatori.
Alla terza segnalazione l'amministrazione risponderà entro 5 giorni alla segnalazione e potrà agire con un richiamo formale, con un ban o con la rimozione dall'incarico.

I moderatori dato l'importante ruolo che ricoprono per la comunità del forum devono essere:
- tolleranti
- disponibili
- leali
- imparziali
- punto di riferimento per gli utenti
- da esempio

Per essere un moderatore è necessario innanzitutto condividere a pieno il regolamento del forum e aderire ai principi e linee guida del moderatore.
Per diventare moderatore si deve inoltrare una richiesta all'amministratore tramite messaggio privato, tale richiesta deve essere circostanziata a una sezione o a un forum in particolare e motivata.
La richiesta di diventare moderatore sarà valutata dall'amministrazione in base alla necessità del forum.
La moderazione è un lavoro di squadra. Il moderatore o i moderatori della sezione che si desidera moderare devono accettare la proposta.

I moderatori devono rispettare il regolamento e sono liberi di esprimersi nei forum, ma NON possono segnalare messaggi in NESSUN forum e devono moderare solo le sezioni loro assegnate.
Solo gli utenti possono segnalare, se un moderatore riscontra violazioni nella sezione di sua competenza non segnala ma agisce.
In caso un moderatore noti situazioni particolari in una sezione di un altro moderatore, deve limitarsi a segnalarla tramite messaggio privato.

Se un moderatore dovesse mancare dal forum per più di un mese senza aver comunicato la sua assenza in precedenza, verrà rimosso dal suo incarico.

Regolamento segnalazioni e ban
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Solo i moderatori potranno scrivere in risposta alla segnalazioni
Alla segnalazione di un utente risponde il moderatore della sezione interessato scrivendo come intende agire e motivando proprie decisioni. (può anche decidere di non fare nulla, ma va scritto!)
Nel caso si decidesse di bannare l'utente, verrà scritto direttamente in risposta alla segnalazione e sarà visibile a tutti.
Non saranno poi concesse repliche in risposta al moderatore. Se ci saranno domande/dubbi/problemi andranno gestiti tramite i mp.

Nel caso che la decisione di bannare l’utente derivi non da una segnalazione ma da un ragionamento fatto con altri moderatori, il moderatore deve notificare il ban con un post nel forum moderatori.
Quando si banna un utente è OBBLIGATORIO segnalare la motivazione.



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Se si desidera cancellare la propria utenza dal forum, è sufficiente inviare un messaggio privato all'amministratore del forum (attualmente Evoh) E una a mail a [email protected] utilizzando la mail d'iscrizione al forum e indicando il proprio nick e la volontà di essere cancellati.
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Psicofarmaci:uso, abuso e prescrizione etica

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  • Psicofarmaci:uso, abuso e prescrizione etica

    (Tratto da nonsoloanima.tv - Articolo di Erica F. Poli - 04/01/2013)


    L'impiego di psicofarmaci è in crescente aumento, mentre decrescente è la media dell'età di assunzione, essendoci ormai una ampia diffusione anche tra gli adolescenti e i bambini. Fare chiarezza sull'uso etico dei farmaci oggi più che mai è essenziale.
    Articolo di Erica Francesca Poli, psichiatra e psicoterapeuta.

    Premessa

    Quando il Produttore Esecutivo di Anima Edizioni, Jonathan Falcone, mi ha proposto di scrivere un articolo sull'utilizzo etico degli psicofarmaci, la cosa ha prodotto in me una duplice reazione, di entusiasmo e timore. Sono medico psichiatra, i farmaci fanno parte degli strumenti di cui dispongo, ma integrati con molti molti altri che si dispiegano dalla psicoterapia, fino alle tecniche di psicologia energetica.
    Sono dunque certamente un'eclettica e poiché attribuisco grande valore alla deontologia dell'arte medica che professo, l'idea di poter dare un contributo per fare chiarezza su un campo così pieno di luci ed ombre, non poteva lasciarmi indifferente.
    Ma poiché non amo le partigianerie, di nessun filone, ho sentito tutto il peso della responsabilità di scrivere un articolo che fosse in tutto e per tutto serio, secondo il principio di scienza e coscienza, elemento base del giuramento professionale moderno del medico.

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  • #2
    Re: Psicofarmaci:uso, abuso e prescrizione etica

    (Tratto da nonsoloanima.tv - Articolo di Erica F. Poli - 04/01/2013)


    Più che sul termine "scienza", per certi versi più chiaro, voglio fare un cenno semantico alla parola "coscienza". Nella lingua latina, il termine conscientia significa testimonianza e, secondo Cicerone (De Officiis), la coscienza è quanto di più divino è stato concesso all’uomo.
    La coscienza è dunque assai vicina all'etica: è attestazione di esistenza, facoltà di giudizio, capacità di osservazione, intenzione e presenza.
    Riferirsi al principio di scienza e coscienza non è quindi un modo di dire, ma sottintende la credibilità professionale; è un binomio che esorta tutti i professionisti medici alla necessità di attenersi alla formula della responsabilità.

    A mio modo di vedere, responsabilità significa andare ben oltre i luoghi comuni, gli stereotipi e i paradigmi formativi, profondere le proprie energie nell'impegno e nella continua esplorazione, appassionata e consapevole, di quella realtà infinita che è la persona nella sua interezza.
    In questo, la Carta Europea dei Diritti del Malato e il Codice di Deontologia Medica sono straordinariamente congruenti. Con questo spirito mi accingo a trattare il tema degli psicofarmaci.

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    sito sanihelp

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    • #3
      Re: Psicofarmaci:uso, abuso e prescrizione etica

      (Tratto da nonsoloanima.tv - Articolo di Erica F. Poli - 04/01/2013)


      Sostanze psicoattive: breve storia di una tentazione positivista

      Anni '30, per l'esattezza 1936: Antonio Egas Moniz sviluppa una tecnica chirurgica per recidere le fibre nervose che connettono il talamo e il sistema limbico con la corteccia prefrontale (leucotomia prefrontale). In breve, applicata sulle più svariate forme di alterazioni del comportamento, dalla psicosi alla depressione, ma anche per personalità "scomode", aggressive o disinibite, vale a Moniz persino il Nobel. Ma il suo diffuso utilizzo ne mostra rapidamente i danni, per giunta irreversibili.
      Così uno dei primi tentativi volti a modificare la funzione cerebrale decade, ma con l'avvento, negli anni '50, degli antipsicotici come la clorpromazina, i farmacologi ricadono nella tentazione positivista di trovare una soluzione meccanica e razionale anche per i problemi della mente.

      Tutto il secolo scorso è stato testimone di un rapido aumento dei farmaci psicoattivi di sintesi, ma il grosso problema di tutti questi farmaci è in realtà l'assenza di specificità: ogni farmaco è in grado di interagire con i recettori di più neutrotrasmettitori contemporaneamente, il che rende ragione degli effetti collaterali indesiderati e della conseguente necessità di correggerla con ulteriori farmaci.
      Qualche esempio?

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      • #4
        Re: Psicofarmaci:uso, abuso e prescrizione etica

        Tratto da nonsoloanima.tv - Articolo di Erica F. Poli - 04/01/2013)

        L'incremento dei valori della prolattina sotto terapia antipsicotica che richiede soppressione con bromocriptina, la resistenza all'insulina indotta dai neurolettici atipici, gli effetti cardiocircolatori degli antidepressivi triciclici, o la necessità di tamponare con farmaci antiacidi e antispastici gli effetti gastroenterici dei diffusissimi antidepressivi inibitori della ricaptazione della serotonina.

        Non solo, gli stessi farmaci che agiscono su alcuni sintomi psicopatologici, ne producono altri, proprio perché non dotati della precisa specificità farmacologica che si vorrebbe: ad esempio i neurolettici, pur sedando l'angoscia e i sintomi psicotici, producono in una significativa percentuale di casi depressione secondaria, alcuni antidepressivi tendono ad abbassare la soglia di irritabilità, producendo disforia ed ipereccitabilità.

        In seguito all’introduzione, nel 1987, di farmaci antidepressivi che agiscono sulla ricaptazione della serotonina (Ssri), come il famoso e poi controverso Prozac, si è verificata quella che altri prima di me hanno definito come una vera e propria epidemia farmacologica: per fare un esempio, le statistiche indicano che all’inizio del 2000 nel mondo più di 35 milioni di persone utilizzavano questo farmaco.

        L’enorme diffusione di queste sostanze è emblematica, tanto del livello elevato di ansia e di stress della società contemporanea, quanto della sua intolleranza a queste condizioni.

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        • #5
          Re: Psicofarmaci:uso, abuso e prescrizione etica

          Tratto da nonsoloanima.tv - Articolo di Erica F. Poli - 04/01/2013)

          La tentazione delle scienze positiviste è in fondo sempre la stessa: trovare meccanismi esatti e spiegazioni razionali per le emozioni e le pulsioni, nel tentativo di risolvere in termini molecolari quei misteri che in realtà sono all'essenza della natura stessa, e ricondurre a una equazione sintomo/farmaco i complessi aspetti esperienziali di ogni alterazione mentale, cognitiva o emotiva.

          Un simile tentativo finisce col far perdere il potere più grande di cui disponiamo per curare, rappresentato proprio dalla relazione e dalle dinamiche emotive, oltre che bloccare l'accesso all'inconscio, non inquadrabile in leggi razionali, ma fonte delle energie psichiche realmente trasformative.

          Questo discorso appare particolarmente importante soprattutto in vista di una prossima diffusione di sostanze psicotrope più potenti e selettive, dotate di un fascino che può implicare un allargamento del loro uso anche alle persone prive di reali problemi ma desiderose di "potenziare" alcuni aspetti del comportamento, soprattutto quelli che facilitano le interazioni e il successo sociale.
          Quella che poteva sembrare solo una fantasia invece potrebbe divenire rapidamente una realtà e potremmo dunque assistere alla possibilità di un controllo selettivo della vita emotiva.
          Sempre più dunque parlare di uso etico degli psicofarmaci e considerarne effetti e limiti, diviene una questione irrinunciabile.

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          • #6
            Re: Psicofarmaci:uso, abuso e prescrizione etica

            Tratto da nonsoloanima.tv - Articolo di Erica F. Poli - 04/01/2013)

            Sempre più farmaci, sempre più precocemente

            La prescrizione e l'impiego di psicofarmaci (e a voler ben vedere stesso discorso si potrebbe fare per antiacidi, antibiotici, antiipertensivi, antiinfiammatori e così via) è in crescente aumento, mentre decrescente è la media dell'età di assunzione, essendoci ormai una ampia diffusione anche tra gli adolescenti e i bambini.

            Da uno studio di Cooper et al. (2006) è emerso che in 5.762.193 di visite effettuate su bambini tra il 1995 e il 2002, negli USA, sono stati prescritti degli antipsicotici. Quasi un terzo di tali prescrizioni è stato effettuato da non professionisti della salute mentale (ad esempio medici generici).
            Il 53% delle prescrizioni erano per disturbi comportamentali o affettivi, condizioni per le quali gli antipsicotici non sono ancora studiati approfonditamente nei bambini.

            Solo un problema per gli Stati Uniti? Niente affatto. L'Istituto Mario Negri di Milano ha appena concluso una ricerca condotta su 1.616.268 ragazzi lombardi sotto i 18 anni: 63.550 di loro hanno ricevuto cure per problemi psicologici, dipendenze o depressione.
            Più maschi che femmine (69% contro il 31% delle donne), ma il 60% è composto da bambini di 8 anni.

            Citando le parole di Maurizio Bonati, che ha coordinato la ricerca, "un terzo dei ragazzi, adolescenti, ma anche più piccoli, che fanno uso di psicofarmaci hanno in famiglia un altro caso di paziente che lo utilizza. E spesso i genitori si fanno prescrivere una ricetta per tutta la famiglia, così che l’abuso è immediato e difficilmente calcolato".

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            • #7
              Re: Psicofarmaci:uso, abuso e prescrizione etica

              Tratto da nonsoloanima.tv - Articolo di Erica F. Poli - 04/01/2013)

              Il trend, indubbiamente preoccupante, è cominciato una decina di anni fa: ritmi di vita e pressioni socioeconomiche sempre più pesanti, hanno fatto apparire a genitori e ragazzi la via del farmaco come una via di fuga, comoda, apparentemente risolutiva, rapida e facile.
              Il recente aggravamento della crisi economica sta facendo il resto. Si consumano minori quantità di verdure, si risparmia sullo sport, le incertezze economiche aumentano il carico psicologico legato all'instabilitá e così risulta in aumento il consumo di farmaci antidepressivi, cresciuto di oltre quattro volte in una decade, passando da 8,18 dosi giornaliere per 1000 abitanti nel 2000, a 35,72 nel 2010. (Rapporto Osservasalute, 2011)

              Indubbiamente il ricorso alla consultazione psichiatrica o psicologica (studio Eurobarometer) è aumentata del 10% negli ultimi 5 anni, e se aumentano le consulenze psichiatriche e psicoterapeutiche, cresce di pari passo anche il consumo di psicofarmaci, in particolare ansiolitici e antidepressivi.



              Ansia &.: moda, stress o malattia?

              È un dato ormai assodato che negli ultimi anni i farmaci più venduti siano state le benzodiazepine, eredi dei vecchi barbiturici, e che il loro uso si stia trasformando in abuso, complice anche la superficialità prescrittiva che si registra in un numero considerevole di casi.

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              • #8
                Re: Psicofarmaci:uso, abuso e prescrizione etica

                Tratto da nonsoloanima.tv - Articolo di Erica F. Poli - 04/01/2013)

                Un costo contenuto e la compiacenza di alcune farmacie nel bypassare l'obbligo della ricetta medica poi fanno il resto. Risultato: un incremento smisurato del consumo negli ultimi anni. Basti dire che all’inizio degli anni Novanta sono state acquistate solo negli Stati Uniti circa 15.000 tonnellate di ansiolitici.

                In un’analisi ormai classica, datata 1978, sul consumo di psico-farmaci (M. Lader, Benzodiazepines – the Opium of the Masses, in Neuroscience, 3, 1978, pp. 159-165), Lader ha sottolineato come, nelle nazioni occidentali, esista una correlazione chiara fra il livello di stress sociale, il livello di industrializzazione e il consumo di ansiolitici.

                Oltretutto, secondo uno studio condotto dall'Incb (Istitute Narcotic Control Board), l'Italia, con una percentuale del 32% della produzione globale, è anche tra i principali Paesi produttori di benzodiazepine.

                Le statistiche dimostrano che l'Europa ha il piu alto consumo medio per i sedativi ipnotici e per gli ansiolitici. Secondo l'United Nations Office for Drug Control and Crime Prevention, infatti, il 96% dei Paesi che segnalano problemi di abuso mettono al quarto posto le benzodiazepine (69%) precedute da cocaina, oppiodi e cannabis.

                Un rapporto senza precedenti sullo stato di salute mentale nei Paesi europei, presentato al XVIII Congresso ECNP (European College of Neuropsychopharmacol ogy) di Amsterdam, stima che per il 2020 il disturbo d' ansia sarà la seconda causa più importante di malattia.

                Ma cosa si intende davvero per disturbo d'ansia?
                E quanto è abusata la parola ansia?
                Quanto siamo tutti abituati a pronunciarla?
                E quanto siamo abituati ad avere costantemente una certa quale forma di malessere che chiamiamo stress?

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                • #9
                  Re: Psicofarmaci:uso, abuso e prescrizione etica

                  Tratto da nonsoloanima.tv - Articolo di Erica F. Poli - 04/01/2013)

                  È ormai diffusa una forma di malessere personale che si esprime con ansia, panico, insonnia, e per ognuno di questi sintomi viene coniato un disturbo, una diagnosi cosiddetta "descrittiva", che descrive per l'appunto il sintomo, ma non dice nulla circa l'eziologia del problema.

                  Così avremo il Disturbo D'Ansia Generalizzato, il Disturbo Da Attacchi di Panico, il Disturbo Dell'Adattamento di tipo ansioso e così via.

                  Se consideriamo che per ognuno di questi disturbi vengono stilati altrettanti protocolli farmacologici, ovvero sia schemi standardizzati di trattamento, appare molto chiaro come si possa facilmente creare una moltiplicazione di disturbi e di terapie, rischiando di perdere di vista la persona con la sua storia e le radici della sua personale ansia.

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                  • #10
                    Re: Psicofarmaci:uso, abuso e prescrizione etica

                    Tratto da nonsoloanima.tv - Articolo di Erica F. Poli - 04/01/2013)

                    Antidepressivi: luci ed ombre

                    Come per gli ansiolitci, anche per gli antidepressivi il rischio di diagnosi errate e abuso è molto rilevante.
                    In realtà gli antidepressivi andrebbero primariamente impiegati nel trattamento dell'episodio depressivo, che è una condizione clinica piuttosto definita in termini di sintomi, gravità e decorso.

                    Nei soggetti depressi il trattamento accelera la remissione dei sintomi; viceversa, nei soggetti con depressione sottosoglia, minore, lieve e in tutte le circostanze di umore deflesso in assenza di depressione maggiore, l'efficacia degli antidepressivi non è dimostrata.

                    Nella pratica clinica, quindi, vi saranno situazioni chiare, caratterizzate da importanti episodi depressivi, che richiedono un adeguato trattamento, ma anche situazioni meno chiare, dai contorni sfumati, in cui caso per caso sarà necessario valutare pro e contro del trattamento antidepressivo.

                    In questi casi vi deve essere consapevolezza che gli antidepressivi sono gravati da effetti collaterali, e che tra questi vi potrebbe essere agitazione, irrequietezza motoria e, forse, in situazioni già a rischio, slatentizzazione di pensieri e atti autolesivi.

                    I dati di vendita degli antidepressivi sembrano viceversa indicare un utilizzo acritico, basato sulla convinzione che "tanto non fanno male" più che su una attenta discussione con il paziente della loro utilità e dei loro limiti.
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                    • #11
                      Re: Psicofarmaci:uso, abuso e prescrizione etica

                      Tratto da nonsoloanima.tv - Articolo di Erica F. Poli - 04/01/2013)

                      La psicodiagnosi: così importante, così difficile

                      La diagnosi psichiatrica è davvero tra le più difficili che la medicina contempli.
                      Si tratta di comprendere il funzionamento della mente di una persona, stabilire se sia affetta da un disturbo specifico o meno, e tutto questo soprattutto basandosi sulla clinica e su valutazioni testali comunque da interpretare.
                      Con l'avvento di tecniche di neuroimaging cerebrale molto più specifiche, come la risonanza magnetica funzionale e le tomografia (SPECT e PET), la ricerca neurofisiologica ha potuto compiere molti passi in avanti, ma da qui a poter utilizzare queste tecniche, impiegate soprattutto per la ricerca neuroscientifica, per fare diagnosi, il passo non è ancora così breve.

                      La questione dell'errore diagnostico in psichiatria è veramente calda e in questo caso, sorprendentemente, l'allarme è stato lanciato dagli esperti nel ciclo di incontri ''Appropriatezza terapeutica e rischio clinico in psichiatria'', promosso dalla casa farmaceutica AstraZeneca in tutta Italia.

                      In questo ambito si è parlato di un errore diagnostico, ad esempio per due disturbi così rilevanti come la depressione maggiore e il disturbo bipolare, che raggiunge il 70%.
                      E già in uno studio del 2001 di Bowden si legge che l’errore diagnostico si aggira sul 40% ( Bowden CL, 2001, Strategies to reduce misdiagnosis of bipolar depression. Psychiatr Serv 52:51-55).

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                      • #12
                        Re: Psicofarmaci:uso, abuso e prescrizione etica

                        Tratto da nonsoloanima.tv - Articolo di Erica F. Poli - 04/01/2013)

                        La psicodiagnosi: così importante, così difficile

                        Una percentuale del quaranta o del settanta, è comunque e sempre un errore diagnostico francamente molto serio, perché significa che un "esercito" di persone presenta problemi terapeutici misconosciuti e, quando la terapia è sbagliata, non solo il soggetto va incontro a situazioni devastanti ma aumenta anche, qualora sussistesse una patologia bipolare ad esempio non correttamente diagnosticata, il rischio di suicidio.

                        È fondamentale dunque affidarsi a un professionista che abbia competenze di psicodiagnosi elevate e che applichi alla valutazione del disturbo mentale un serio assessment basato sia sulle recenti acquisizioni neuroscientifiche sia su una precisa valutazione dei fattori emozionali (si veda ad esempio la tecnica di assessment emotivo della ISTDP www .istdp.ca).
                        Solo una corretta psicodiagnosi, cioè la valutazione del funzionamento psichico della persona, e non solo la raccolta dei sintomi, può condurre a una appropriata decisione circa l'introduzione di una psicofarmacoterapia.

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                        • #13
                          Re: Psicofarmaci:uso, abuso e prescrizione etica

                          Tratto da nonsoloanima.tv - Articolo di Erica F. Poli - 04/01/2013)

                          La psicodiagnosi: così importante, così difficile

                          La seconda questione riguarda i legami tra l'industria farmaceutica, i medici e il mondo accademico, che in gran parte influiscono sul prezzo di mercato dei farmaci da prescrizione.
                          Moltissimi dati a questo proposito sono contenuti in un altro libro intitolato La verità sulle case farmaceutiche (Truth about the Drug Companies), scritto da Marcia Angell, direttrice per oltre vent'anni del New England Journal of Medicine e, la cui recensione è apparsa proprio sul prestigioso The New York Review of Books, vol. 56 n.1, del 15 gennaio 2009.

                          Il libro riporta moltissimi esempi relativi a legami anche molto discutibili tra accademici e case farmaceutiche, e citarlo nell'ambito di questo articolo permette di focalizzare in maniera icastica la assoluta necessità, soprattutto quando si tratti di farmaci psicotropi, cioè in grado di agire sulla piche del soggetto a cui vengono somministrati, di una profonda e salda etica medica.

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                          • #14
                            Re: Psicofarmaci:uso, abuso e prescrizione etica

                            Tratto da nonsoloanima.tv - Articolo di Erica F. Poli - 04/01/2013)

                            Concludendo: ogni sintomo è un invito a prendersi cura di sé

                            Abbiamo già discusso la necessità di diagnosi cliniche più precise, l'indicazione alla limitazione degli antidepressivi e dei farmaci ansiolitici a gravi problemi psicologici, e l'importanza di terapie farmacologiche più brevi unite ad assistenza psicologica.
                            Queste sono le indicazioni che l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha fatto proprie in materia di psicofarmacoterapia.

                            Ma c'é ancora una questione: un disturbo che necessiti di medicine o meno, è sempre un segnale, è un invito a riorganizzare la propria vita verso uno stato di maggiore benessere.
                            Questa ottica, che in fondo incontra le semplici leggi del buonsenso, è indubbiamente andata persa con la progressiva frammentazione dell'essere umano in parti, organi, tessuti che la medicina occidentale o allopatica ha messo in atto con l'introduzione delle specializzazioni professionali.

                            L'uomo, da essere unitario composto da corpo, mente e spirito, è stato osservato come un insieme di cellule, organi e apparati. Da quel momento la medicina non ha più guarito l’essere umano, ma ha iniziato a dividerlo, separarlo e smembrarlo.
                            L'unico ambito nel quale la progressiva specializzazione ha invece prodotto straordinari e potenti progressi è quello chirurgico e questa è la ragione per cui la medicina ufficiale è insuperabile nel trattamento delle acuzie e delle condizioni dove sia possibile intervenire chirurgicamente, ma fallisce nel trattamento di tutte le patologie croniche e degenerative.

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                            • #15
                              Re: Psicofarmaci:uso, abuso e prescrizione etica

                              Tratto da nonsoloanima.tv - Articolo di Erica F. Poli - 04/01/2013)

                              Concludendo: ogni sintomo è un invito a prendersi cura di sé

                              Stiamo però assistendo anche in ambiti medici per così dire tradizionali, a un ampliamento della visione dell’essere umano, che non è solo materia o corpo ma è costituito anche da corpi sottili, come è, ad esempio, lo stesso corpo emozionale, altrettanto importanti e influenti nella sua globalità.
                              Quelle parti sottili che, leggendo gli scritti di Ippocrate di Cos (padre della medicina moderna), troviamo contemplate dalla medicina delle origini.

                              Un'altra questione collegata a questa riguarda quella che io sono solita chiamare la regola degli "anti": la maggior parte dei farmaci impiegati dalla medicina ufficiale è denominata con un prefisso "anti": antidepressivi, antipsicotici, antiacidi, antibiotici, anticipertensivi e così via.
                              Questo indica in maniera emblematica la concezione che vi è sottesa e cioè che ogni sintomo è un nemico da combattere, con qualcosa di opposto.
                              Ogni sintomo va soppresso, schiacciato e fatto sparire in una terribile confusione tra sintomo e malattia.
                              Per questo, facendo diagnosi sintomatologiche, si giunge a una moltiplicazione di disturbi, come già discusso più sopra, e sopprimendo il sintomo se ne perde il significato e la funzione di bussola per la navigazione verso la cura giusta.

                              La regola degli "anti" è quanto mai deleteria proprio nel campo della salute mentale, dove i sintomi sono mezzi espressivi del disagio. Si dovrebbe stare molto attenti alla loro soppressione e nessun farmaco andrebbe mai somministrato senza aver colto il funzionamento della psiche della persona rispetto al sintomo che si vuole trattare, e senza comprendere prima quale ruolo questo sintomo avesse, se di difesa o di autopunizione ad esempio, perché nei due diversi casi l'approccio sarà differente.

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