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I PRINCIPI

Il forum di Sanihelp.it è un punto di incontro e confronto, un forum libero, privo di ogni censura preventiva. Questo forum è una comunità di aiuto e supporto reciproco in cui ognuno contribuisce cercando di essere d'aiuto e portando il proprio punto di vista riguardo i diversi temi trattati.

Nel forum ciascuno è libero di esprimere la sua opinione, mantenendo però un atteggiamento di educato rispetto nei confronti delle idee diverse. Il forum è uno spazio civile e gradevole: gli utenti non devono essere intolleranti e aggressivi, ma propositivi e disponibili, moderando il proprio linguaggio e consentendo così di ridurre al minimo l'attività di moderazione.

Lo staff di Sanihelp.it si riserva il diritto di eliminare l'iscrizione al forum, di cancellare discussioni e messaggi senza alcun preavviso.


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Gli utenti sono suddivisi in quattro categorie.

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Ogni 365 giorni di permanenza sul forum si guadagnano 10 punti.
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Nel caso in cui venga inserito un contenuto non idoneo i moderatori provvederanno ad avvisare l'utente con un messaggio personale.
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LEGGI DELLO STATO E INTERNET

Per non incorrere in spiacevoli conseguenze, ricordiamo agli utenti che su questo forum vigono tutte le leggi dello Stato italiano.
Ogni utente è responsabile dei contenuti che pubblica e tutti, utenti, moderatori e amministratori, possono rivolgersi alla Polizia per far rispettare la legge o per tutelarsi.
Tafferugli verbali, consigli e provocazioni non sono considerati reati, i reati sono cose ben più gravi che la coscienza di ciascuno riesce facilmente a identificare.
Vi ricordiamo inoltre che, come cita la locuzione latina: Verba volant, scripta manent.


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1. Non è permesso pubblicare:
- indirizzi email
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I moderatori potranno ammonire, avvertire, bannare gli utenti che non rispetteranno il regolamento ed editare, spostare, chiudere e cancellare una discussione o un post.

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7. Saranno bannati gli utenti promotori di pedofilia e violenza e chiunque faccia apologia di reato. Varrà bannato inoltre chi diffonde dati e informazioni strettamente personali di un'altro utente senza il suo consenso.

8. Sono da escludere gli avatar che rientrino nelle limitazioni del regolamento e con esplicite immagini pornografiche o di anatomia intima.

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10. Non è possibile per gli utenti effettuare pubblicità all’interno del forum. I post contenenti messaggi pubblicitari verranno cancellati e segnalati come Spam.

11. L'autore di ogni post ha la possibilità di editarlo entro 10 minuti dall'invio. Verificate attentamente i vostri messaggi; passato il termine non sono più modificabili, questo al fine di garantire una coerenza con lo sviluppo degli argomenti.

12. Prima di aprire una discussione in un forum è bene assicurarsi che l'argomento non sia trattato in altre discussioni attualmente attive. Nel caso siano aperte discussioni doppie i moderatori possono decidere di chiuderle e indirizzare gli utenti a quelle già esistenti.

13. Il forum non è una chat, quindi gli utenti non devono intraprendere lunghi botta e risposta con un altro utente, soprattutto se si tratta di questioni personali. Per le conversazioni private devono essere usati i mp o, nel caso di chiacchiere di gruppo, l’apposita sezione “4 chiacchiere”.


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Il titolo
Il titolo della discussione contiene il tema del messaggio. Deve essere sintetico ma non generico e soprattutto deve essere scritto in italiano corretto, senza abbreviazioni, lettere ripetute o maiuscole dove non necessarie.
Sono da evitare titoli come “Richiesta d’aiuto” o “Problema”.

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Cerco ortopedico - piede rotto (giusto)
AAAAAAAAAAAAIIIIIIII IIIUUUUUUUUUUUTTo! (sbagliato)

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Più il titolo sarà pertinente più la discussione sarà letta da tutti gli utenti del forum.
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Il contenuto delle discussioni
Aprire una nuova discussione significa voler condividere con gli altri utenti un problema di salute, chiedere un consiglio o confrontarsi su di un'idea o un'argomento.
Se un utente apre un thread solo per propagandare un'idea, sarà invitato al confronto. Se dopo un primo invito il post non sarà aperto anche alle opinioni degli altri utenti, i moderatori chiuderanno la discussione.

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Nel caso in cui l'utente persista nel mantenere un linguaggio offensivo o aggressivo dopo il primo avvertimento, riceverà un ban di almeno 3 giorni. Se questo comportamento continuasse anche allo scadere del ban, i moderatori decideranno se bannare nuovamente l'utente in maniera definitiva.
Chi schernisce pubblicamente gli utenti che chiedono aiuto o mette in dubbio la realtà dell'utente e/o della situazione descritta riceverà un'infrazione e in caso avvenga nuovamente un ban fino a 2 giorni.

Citazioni e aforismi
Se si riportano stralci di libri o articoli, citazioni o aforismi all'interno delle discussioni è sempre bene riportare l'autore.
Non è possibile aprire discussioni contenenti esclusivamente citazioni e aforismi, salvo previa autorizzazione via messaggio privato della moderazione.

Sondaggi

Gli utenti dovrebbero evitare di realizzare discussioni di sondaggio: per realizzare un sondaggio chiedere al moderatore della sezione di aprire un thread apposito. Quando si crea un sondaggio è bene motivare chiaramente i quesiti, in modo che non possano essere scambiate per pure provocazioni o scherzi.

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Quotare un messaggio significa citarlo riportandone una parte. Quotare implica ripetere cose che probabilmente gli altri utenti hanno già letto, va fatto solo quando strettamente necessario. Non è necessario quotare interamente il post precedente al proprio se si intende commentarne solo una frase: è bene mantenere la frase in questione e cancellare il resto.

Come aprire una nuova sezione (forum o sub forum)
Per aprire una nuova sezione o un nuovo forum si deve proporre l'argomento all'amministratore e impegnarsi per farlo crescere.
Per proporre una sezione o un forum è necessario che ci siano almeno due utenti interessati e disposti ad animare e moderare la sezione.
Vedi: Come diventare moderatore?


I MODERATORI e L'AUTO-MODERAZIONE

La base su cui si fonda questo forum è l'auto-moderazione, ogni utente è quindi tenuto a rispettare e fare rispettare il regolamento del forum.
I moderatori sono solo un aiuto in più in caso di bisogno.

Come ci comporta con le violazione ai principi di questo forum e del regolamento?
1. si abbandona la discussione evitando di intervenire.
2. si segnala l'abuso con l'apposito strumento (triangolo con punto esclamativo)
3. la segnalazione appare nella sezione dedicata (visibile pubblicamente)
4. i moderatori leggono la segnalazione, rispondono spiegando come intendono agire e si comportano di conseguenza
5. una volta che il moderatore ha risposto non è possibile ribattere se non tramite messaggio privato.

Nel caso vi sia un utente particolarmente molesto, è possibile non visualizzare i suoi post inserendolo tra i propri utenti indesiderati.

In caso si voglia chiarire una particolare situazione con un utente o un moderatore si comunica con l’interessato tramite messaggio privato, NON attraverso discussioni pubbliche.

In caso di infrazioni al regolamento da parte dei moderatori, è possibile sollevare il problema con il moderatore stesso via messaggio privato. In caso non si giunga a una conclusione civile e si ritenga necessario segnalare il problema, è possibile contattare l'amministratore. (Evoh)
NON è possibile discutere pubblicamente delle dinamiche di moderazione del forum. Le discussioni pubbliche verranno eliminate.

ATTENZIONE:
1 - Lo strumento segnalazioni serve a porre in evidenza gravi infrazioni al regolamento
2 - Un messaggio OT non è considerabile una grave infrazione
3 - Non è concesso utilizzare le segnalazioni per provocare altri utenti, innescare polemiche o flames e infastidire intenzionalmente la moderazione.
4 - Le risposte non sono sindacabili pubblicamente. Se non si è d'accordo è possibile comunicare via mp con il moderatore che ha risposto alla segnalazione. Segnalazioni di segnalazioni o di ammonimenti non riceveranno risposta e saranno cancellate.

Non è possibile segnalare i MP. In caso di gravi attacchi personali effettuati tramite messaggio privato gli utenti possono scrivere direttamente all'amministratore del forum.

Chiunque utilizzi impropriamente lo strumento di segnalazione (come da punto 3) riceverà un primo avvertimento e, nel caso in cui dovesse continuare, potrà ricevere un ban della durata massima di 3 giorni.

Come diventare moderatore?
Per essere un moderatore è necessario innanzitutto condividere a pieno il regolamento del forum e aderire ai principi e linee guida del moderatore.
Per diventare moderatore si deve inoltrare una richiesta all'amministratore tramite messaggio privato, tale richiesta deve essere circostanziata a una sezione o a un forum in particolare e motivata.
La richiesta di diventare moderatore sarà valutata dall'amministrazione in base alla necessità del forum.
La moderazione è un lavoro di squadra. Il moderatore o i moderatori della sezione che si desidera moderare devono accettare la proposta.

Il compito dei moderatori è:
- animare le discussioni
- facilitare lo scambio di opinioni tutelando la pluralità dei punti di vista
- accogliere i nuovi arrivati
- far rispettare il regolamento

I moderatori:
- rispettano il regolamento (che vale per i moderatori esattamente come per gli utenti)
- sono liberi di esprimersi nei forum seguendo le stesse linee guida degli utenti (post cordiali, non aggressivi, no flames, no attacchi personali, non mettono in dubbio identità o realtà di un utente, ecc)
- NON possono segnalare messaggi in NESSUN forum (solo gli utenti possono segnalare)
- possono moderare solo le sezioni loro assegnate



PRINCIPI E LINEE GUIDA DEL MODERATORE

Il caposaldo del regolamento è l'auto-moderazione.
L'intervento dei moderatori deve essere quindi, in ordine di priorità:

- Animare: aprire discussioni, accogliere i nuovi, facilitare lo scambio di opinioni (consentendo a tutti di esprimersi) e aiutare gli utenti a districarsi fra le regole del forum e gli strumenti (fratello maggiore)
- Mantenere la rotta: il moderatore deve far si che le discussioni siano sempre on topic, è lecito chiuderle se si esce fuori tema.
- Moderare: (... e far moderare) i toni
- Mantenere la forma: è importante come si scrive, come si fa un titolo, come si imposta una domanda.

I moderatori di sezione lavorano in squadra e tutte le decisioni devono essere condivise, tutte le discussioni tecniche o inerenti la moderazioni devono avvenire via MP o nella sezione del forum privata e dedicata esclusivamente ai moderatori. Il moderatore non deve mai discuterne pubblicamente.

Il moderatore deve animare e pacificare, quindi non deve essere MAI causare volontariamente problemi e dissidi con gli altri moderatori.
Nel caso in cui un moderatore attacchi pubblicamente un altro moderatore per il suo operato, sarà sospeso per una settimana.
Nel caso in cui un moderatore violi il regolamento e/o agisca contro l'interesse del forum e della moderazione, gli altri moderatori possono segnalarlo nel forum moderatori.
Alla terza segnalazione l'amministrazione risponderà entro 5 giorni alla segnalazione e potrà agire con un richiamo formale, con un ban o con la rimozione dall'incarico.

I moderatori dato l'importante ruolo che ricoprono per la comunità del forum devono essere:
- tolleranti
- disponibili
- leali
- imparziali
- punto di riferimento per gli utenti
- da esempio

Per essere un moderatore è necessario innanzitutto condividere a pieno il regolamento del forum e aderire ai principi e linee guida del moderatore.
Per diventare moderatore si deve inoltrare una richiesta all'amministratore tramite messaggio privato, tale richiesta deve essere circostanziata a una sezione o a un forum in particolare e motivata.
La richiesta di diventare moderatore sarà valutata dall'amministrazione in base alla necessità del forum.
La moderazione è un lavoro di squadra. Il moderatore o i moderatori della sezione che si desidera moderare devono accettare la proposta.

I moderatori devono rispettare il regolamento e sono liberi di esprimersi nei forum, ma NON possono segnalare messaggi in NESSUN forum e devono moderare solo le sezioni loro assegnate.
Solo gli utenti possono segnalare, se un moderatore riscontra violazioni nella sezione di sua competenza non segnala ma agisce.
In caso un moderatore noti situazioni particolari in una sezione di un altro moderatore, deve limitarsi a segnalarla tramite messaggio privato.

Se un moderatore dovesse mancare dal forum per più di un mese senza aver comunicato la sua assenza in precedenza, verrà rimosso dal suo incarico.

Regolamento segnalazioni e ban
La sezione dove saranno postate le segnalazioni sarà leggibile a tutti.
Solo i moderatori potranno scrivere in risposta alla segnalazioni
Alla segnalazione di un utente risponde il moderatore della sezione interessato scrivendo come intende agire e motivando proprie decisioni. (può anche decidere di non fare nulla, ma va scritto!)
Nel caso si decidesse di bannare l'utente, verrà scritto direttamente in risposta alla segnalazione e sarà visibile a tutti.
Non saranno poi concesse repliche in risposta al moderatore. Se ci saranno domande/dubbi/problemi andranno gestiti tramite i mp.

Nel caso che la decisione di bannare l’utente derivi non da una segnalazione ma da un ragionamento fatto con altri moderatori, il moderatore deve notificare il ban con un post nel forum moderatori.
Quando si banna un utente è OBBLIGATORIO segnalare la motivazione.



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Se si desidera cancellare la propria utenza dal forum, è sufficiente inviare un messaggio privato all'amministratore del forum (attualmente Evoh) E una a mail a [email protected] utilizzando la mail d'iscrizione al forum e indicando il proprio nick e la volontà di essere cancellati.
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Il dolore emotivo

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  • Il dolore emotivo

    Il dolore emotivo più difficile da scordare di quello fisico

    (Tratto da : tantasalute.it )

    Uno schiaffo, un pugno, dopo un po’ si possono dimenticare, ma una cattiva azione da parte di un amico, un episodio di bullismo per un ragazzino o ragazzina possono lasciare il segno; insomma, le parole uccidono più della spada, prendendo a prestito un modo di dire; a questa conclusione sarebbero giunti un gruppo di studiosi americani e australiani che hanno pubblicato i risultati dello studio sulla rivista scientifica Psychological-Science.

    Un tradimento, ma anche un’umiliazione o una grave offesa, si ricordano più del dolore fisico, come rivela lo studio effettuato su alcuni volontari chiedendo loro di cercare di rammentare un grande dolore fisico provato nel tempo e, al contempo, un dolore cosiddetto sociale; le rimembranze sono state annotate dagli stessi volontari in appositi taccuini per poi rispondere ad appositi test psicologici.

    segue..
    sito sanihelp

  • #2
    Re: Il dolore emotivo

    L’esito delle testimonianze ha palesato che i volontari tendevano a ricordare più nitidamente il dolore psicologico a seguito di un evento negativo, quasi sempre di cui erano rimasti vittima, molto di più di un dolore fisico.

    Da ciò si evince anche che dal dolore fisico si traggono insegnamenti immediati, ad esempio sulla scorta delle esperienze che si fanno è possibile non ripetere quelle azioni che si conclamano col dolore a seguito, ad esempio, di un trauma; il dolore sociale ci insegna solamente ad interagire con il prossimo, ma l’esperienza fatta dopo un evento del genere, resta più viva nei ricordi.

    Ma il fatto che il ricordo puo’ persistere per molto tempo, causando potenzialmente problemi emotivi o depressione, significa che questo e’ un effetto dell’evoluzione della corteccia cerebrale, responsabile del pensiero, della percezione e del linguaggio.

    “L’evoluzione della corteccia cerebrale – hanno spiegato i ricercatori – ha certamente migliorato le capacita’ degli esseri umani di creare e adattarsi ai gruppi, alle comunita’ e alle culture, e di rispondere al dolore associato alle interazioni sociali. Tuttavia, la corteccia cerebrale puo’ anche subire un effetto involontario facendo rivivere all’uomo esperienze di dolore sociale”.


    FONTE : tantasalute.it
    sito sanihelp

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    • #3
      Re: Il dolore emotivo

      Originariamente inviato da anna1401 Visualizza il messaggio
      dal dolore fisico si traggono insegnamenti immediati, ad esempio sulla scorta delle esperienze che si fanno è possibile non ripetere quelle azioni che si conclamano col dolore a seguito, ad esempio, di un trauma; il dolore sociale ci insegna solamente ad interagire con il prossimo, ma l’esperienza fatta dopo un evento del genere, resta più viva nei ricordi.
      A me il dolore sociale ha insegnato a non interagire con il prossimo, nel senso che per avere rispetto ho dovuto isolarmi dal contesto.

      Originariamente inviato da anna1401 Visualizza il messaggio
      Ma il fatto che il ricordo puo’ persistere per molto tempo, causando potenzialmente problemi emotivi o depressione, significa che questo e’ un effetto dell’evoluzione della corteccia cerebrale, responsabile del pensiero, della percezione e del linguaggio.
      Potenzialmente?! A me le vessazioni subite e i loro ricordi hanno effettivamente causato problemi emotivi, depressione e altre turbe.
      Sarebbe stato meglio se non fossi mai nato.

      Commenta


      • #4
        Re: Il dolore emotivo

        Originariamente inviato da maius Visualizza il messaggio
        A me il dolore sociale ha insegnato a non interagire con il prossimo, nel senso che per avere rispetto ho dovuto isolarmi dal contesto.
        Ciascuno in base alla propria esperienza può sviluppare modalità differenti per arrivare a farsi rispettare..


        Originariamente inviato da maius Visualizza il messaggio
        Potenzialmente?! A me le vessazioni subite e i loro ricordi hanno effettivamente causato problemi emotivi, depressione e altre turbe.
        Mi dispiace maius.. Le emozioni vissute in certe situazioni, determinate dall’elaborazione del nostro cervello, creano delle sensazioni che, fissandosi talvolta indelebilmente nel subconscio, guidano i nostri futuri pensieri e le nostre future azioni dettandone comportamenti automatici che hanno lo scopo finale di “salvarci”: la vita, la salute, dalla sofferenza, dal dolore…
        Ultima modifica di anna1401; 30/08/2013, 22:42.
        sito sanihelp

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        • #5
          Le ferite dell'anima molto più profonde di quelle fisiche.

          (Tratto da : adnkronos.com )

          In fondo lo abbiamo sempre saputo, ed è la stessa saggezza popolare delle nostre nonne, a metterlo bene in chiaro.
          Ma adesso c'è anche un serissimo studio scientifico che avvalora la semplice verità secondo la quale il ricordo di una sofferenza fisica svanisce piu' facilmente di quello di un dolore psicologico, di una brutta esperienza vissuta nel rapporto con gli altri.

          Lo rivela uno studio condotto dai ricercatori statunitensi diretti da Zhansheng Chen della Purdue University, insieme a colleghi della Macquarie University (Australia) e dell'University of New South Wales (Australia), pubblicato sulla rivista 'Psychological Science'.
          Il problema, con i 'dolori dell'anima', sta nella mente: il ricordo di questi eventi e' piu' duro a morire, e crea piu' sofferenza rispetto a un episodio che ci ha fatto star male, ma solo da un punto di vista fisico.

          Per dimostrare la loro idea i ricercatori hanno eseguito quattro esperimenti.
          Nei primi due hanno chiesto ai volontari di definire il livello di sofferenza che provavano quando cercavano di rivivere un'esperienza fisicamente o socialmente dolorosa: dopo dettagliati racconti di ogni episodio, i partecipanti descrivevano come si sentivano.
          Gli ultimi due esperimenti erano simili, ma i volontari in piu' dovevano eseguire anche dei test cognitivi con diversi livelli di difficolta'.

          segue..
          sito sanihelp

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          • #6
            Re: Le ferite dell'anima molto più profonde di quelle fisiche.

            Il tutto subito dopo aver ricordato un fatto doloroso a livello fisico o psicologico.

            Ebbene, i risultati sono stati chiari.
            Per le 'cavie umane' rivivere un evento socialmente doloroso e' stato decisamente peggiore: hanno sofferto in modo piu' intenso degli altri. E una prova del nove arriva dagli ultimi due esperimenti.
            Infatti le persone che avevano rivissuto il ricordo di una brutta esperienza fisica, erano piu' brave nell'eseguire i quiz di difficolta' mentale rispetto agli altri.

            Come dire, ricordare un dolore fisico ci sconvolge meno di una sofferenza psicologica.
            Una possibile spiegazione, secondo gli scienziati, potrebbe celarsi nell'evoluzione del cervello umano, in particolare dell'area della corteccia cerebrale, responsabile del pensiero complesso, della percezione e dell'elaborazione del linguaggio.

            "L'evoluzione della corteccia cerebrale - spiegano gli studiosi - certamente ha migliorato l'abilita' degli esseri umani di adattarsi e interagire con gruppi e comunita', e di rispondere al dolore associato alle interazioni sociali".

            Ma la potenza della corteccia cerebrale potrebbe averci dotato anche di una capacita' involontaria. "Quella di rivivere, e sperimentare quasi come fosse la prima volta, la sofferenza dovuta a un dolore di tipo sociale", concludono.

            FONTE : adnkronos.com
            sito sanihelp

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            • #7
              Affrontare il dolore e la sofferenza

              (Tratto da : psiconet.it - Scritto da Marco Montanari )

              "La persecuzione non causa sofferenza all'uomo giusto, né l'oppressione lo distrugge se egli è schierato dalla parte sana della verità.
              Socrate sorrideva prendendo il veleno, e Stefano sorrideva mentre veniva lapidato.
              Ciò che realmente fa soffrire è la nostra coscienza, che duole nell'essere contrariata e muore nell'essere tradita
              ".

              Kahlil Gibran



              Se diamo uno sguardo ai momenti difficili, tante sono le occasioni nelle quali dolore e sofferenza ci hanno portato ad arretrare o addirittura a rinunciare ai nostri più profondi sogni e alle più segrete aspirazioni.
              Le scottature del passato ed i ricordi più umilianti sono gli elementi più pericolosi, difficili da sciogliere e affrontare nella nostra personale scalata di vita.

              Il dolore è una esperienza sensoriale o viscerale spiacevole associata ad un danno fisico, mentre la sofferenza è quella condizione di patimento, espressione di una afflizione interiore più emotiva.
              Se il dolore è fisico la sofferenza è più psicologica. Sotto effetto del dolore e della sofferenza la vita si chiude ad ogni stimolo, diventa come una stanza occupata e claustrofobica, come una palude che ci ingloba sommergendo e rallentando tutto.

              segue..
              sito sanihelp

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              • #8
                Re: Affrontare il dolore e la sofferenza

                (Tratto da : psiconet.it - Scritto da Marco Montanari )

                L'urlo della sofferenza ha il sapore della pietra dura e, a volte, la consistenza di un volo nel vuoto.
                Spesso si ha l'impressione di essere braccati, prede di un destino avverso o condannati da un torturatore che ha preso di mira proprio noi, e agisce da chissà quale luogo e chissà per quale motivo.

                Il dolore non è sempre manifesto, può essere anche in forma latente.
                Quando è in uno stato latente, lo possiamo paragonare ad un ospite indesiderato da tenere d'occhio e da "afferrare" nel momento in cui appare.
                La nostra "arma" consiste nella vigile attenzione verso qualsiasi segno di infelicità, irritazione, impazienza e nervosismo, tracce energetiche che odorano della vicinanza imminente del disagio.

                Non guardando il cielo non ci accorgiamo dell'arrivo di un temporale e lo scroscio di una pioggia improvvisa anticipa la ricerca di riparo, così lo stato di latenza senza essere avvistato da una attenta vigilanza si trasforma in un lampo nello stato manifesto, irrompendo insieme a inattese sorprese.

                Dalla finestra di casa mia vedo un albero di ciliegio che in Aprile getta i primi fiori bianchi. Con il primo caldo diventa bellissimo, si esprime vivace e puro in mezzo al prato di erba fine.
                Questa fioritura in inverno è sostituita da tronchi nudi, lunghi ed umidi. Guardando con il freddo i rami spogli posso ritrovare dentro di me la lucente immagine dei fiori.

                Se potessi spingere il fast forward avanzando velocemente il tempo e ritrovandomi appoggiato al davanzale con i capelli un po' più lunghi a respirare la dolce brezza della primavera, ammirerei il bianco candore del ciliegio. È solo una questione di tempo. La comparsa dei fiori è già nei rami spogli. I fiori sono già li, in uno stato latente.

                segue..
                sito sanihelp

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                • #9
                  Re: Affrontare il dolore e la sofferenza

                  (Tratto da : psiconet.it/ - Scritto da Marco Montanari )

                  Nel buddismo del Sutra del Loto l'effetto latente ( nyo ze ka) indica il volto del karma delle azioni compiute nel passato e la direzione che prenderanno al momento attuale.
                  Nichikan Shonin un patriarca buddista scrive: "il fatto che la mente produca felicità o disgrazia dipende dall'averle prodotte in passato. In questo senso, ciò che la mente ha prodotto è la causa interna, ciò che produrrà è l'effetto latente. In realtà entrambi dimorano simultaneamente nella nostra vita".

                  C'è chi ha una intolleranza estrema al dolore. Toccando il corpo scatta come se si sfregasse sulla pelle viva. La reattività è come quella di un nervo scoperto.
                  Si può dire che quando non c'è una adeguata sopportazione a questi stimoli, manca un contenitore abbastanza capiente in grado di racchiuderli.

                  Il vaso pronto a raccogliere è una delle immagini più simboliche della dottrina taoista: rappresenta la qualità dell'inclusione.
                  Un importante requisito per trasformare il dolore e la sofferenza sta nello sviluppo di un contenitore vasto a sufficienza per far fronte alla ingombranza dei tormenti interni.

                  Non stiamo parlando di un contenitore concreto come può essere una brocca o un'anfora, ma di un atteggiamento verso, una capacità di stare, una attitudine.

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                  • #10
                    Re: Affrontare il dolore e la sofferenza

                    (Tratto da : psiconet.it - Scritto da Marco Montanari )

                    Anche nella dottrina buddista vengono citati i quattro elementi di aria, acqua, terra e fuoco per indicare le importanti virtù di includere e trasformare.

                    La grandezza della terra accoglie le sostanze immonde e sudice come gli escrementi e le trasforma senza esserne danneggiata.è
                    L'acqua è il luogo dove vi possono essere immersi elementi contaminati e inquinanti che vengono ricevuti senza attaccamento, trasformati e mondati.
                    Il fuoco ha la virtù di bruciare, purificare e trasformare ogni cosa.
                    Infine l'aria porta ogni odore, olezzi ed esalazioni cattive, ed ha la dote di trasportarli e dissiparli.

                    Il Budda esortò i suoi discepoli bhikkhu ad essere come il cielo, per metterli in guardia a non farsi turbare dalle offese.
                    Quando qualcuno sputa verso il cielo, lo sputo non rimane attaccato ma ritorna indietro e ricade sulla sua faccia.

                    Mi colpì la descrizione riportata da Ilario Assagioli quando ascoltò la risposta di uno Swami indiano su come affrontare attacchi e vincere una eccessiva sensibilità emotiva.

                    Il maestro gli riferì: "...Quando noi ampliamo tanto il nostro amore sì da comprendere tutti nell'ambito di esso...". Un elefante viene accolto diversamente se entra in un piccolo stagno o in un grande lago, nel primo caso solleverà spruzzi di acqua smuovendo fango mentre nel secondo caso non turberà la pacatezza e l'immobilità del bacino che lo ospita.
                    Pertanto il nostro contenitore ampio e vasto come un grande lago, illimitato come il cielo, accogliente come la terra, puro come l'acqua sarà in grado di includere ogni afflizione.

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                    • #11
                      Re: Affrontare il dolore e la sofferenza

                      (Tratto da : psiconet.it/ - Scritto da Marco Montanari )

                      Quando usiamo il termine contenitore non ci riferiamo al limitato concetto fisico di contenere, che a volte può essere confuso con l'atteggiamento di sopportare o di farsi carico.
                      La percezione della immensità della nostra vita attraverso virtuose qualità umane quali pazienza, saggezza, forza d'animo e capacità di rinnovamento, dentro ognuno di noi accrescono la facoltà di far fronte agli eventi e di ampliare la capacità di contenerli.

                      Diversamente accade quando gli ostacoli delle inquietudini soffocano ogni spinta evolutiva ed ogni entusiasmo.
                      Se il piacere porta ad espansione, nei sentimenti, nei contatti e nella condivisione della vitalità, il dolore porta a chiusura.
                      Aumenta la tendenza a scontrarci ad evitare le relazioni o ad essere autodistruttivi.

                      Eppure il dolore è anche un passaggio obbligato per il "ritorno alla vita". Lowen ha spiegato questo passaggio con chiarezza nell'esempio dell'assideramento.
                      Quando abbiamo un principio di congelamento ce ne accorgiamo solo nel momento che entriamo in un ambiente caldo dove, da una insensibilità precedente, affiora il dolore.
                      In quel momento avviene il supplizio, la pressione del sangue che si fa forza per fluire negli spazi ristretti delle zone congelate e diventa un'insopportabile pena.
                      La linfa vitale e calda del sangue spinge per emergere e portare vita nei freddi e statici lembi del corpo.

                      Concentrandoci sull'invasione lacerante, il fastidio ci blocca, come prigionieri sotto tortura. Nel momento in cui invece la nostra attenzione è posta sulla forza vitale che si fa strada nel corpo siamo spinti a muoverci cercando di favorire questo processo di guarigione.
                      Assecondando il nutrimento con movimenti, acceleriamo il tentativo del sangue di raggiungere tutte quelle estremità ancora non ammorbidite dal suo flusso.

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                      • #12
                        Re: Affrontare il dolore e la sofferenza

                        (Tratto da : psiconet.it - Scritto da Marco Montanari )

                        L'immagine che abbiamo dato può essere una importante metafora di vita: da che parte stiamo noi nella continua alternanza tra caldo e freddo tra dolore e piacere tra movimento o staticità?

                        A cosa diamo valore?

                        Siamo dalla parte di quel sangue che scorre vigoroso e tempra la materia per farsi spazio con la sua vitalità o siamo fermi in quelle frazioni congelate ed immobili ad aspettare che qualcuno arrivi a portare un po' di speranza e calore?

                        Un dolore o una disgrazia mettono sottosopra la vita ordinaria, si è costretti ad affrontare esperienze che mettono a nudo tutte le illusioni, viene svelata in un istante la vanità e la precarietà di tante convinzioni a cui si dava molta importanza.

                        Attraverso questi particolari momenti si è costretti ad attingere ad una forza che talvolta non sapevamo neanche di possedere.
                        Il solo contatto con questa nuova energia giustifica l'apparizione di tanto patimento.

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                        • #13
                          Re: Affrontare il dolore e la sofferenza

                          (Tratto da : psiconet.it - Scritto da Marco Montanari )

                          Mi piace a volte vederci tutti come scultori.
                          Ognuno si improvvisa davanti alla propria lastra di marmo.
                          La materia che scolpiamo rappresenta la sofferenza e la difficoltà di forgiarla l'arduo compito di trasformare il disagio.

                          Ho chiesto un giorno ad un amico scultore di scrivermi cosa prova mentre lavora il marmo.

                          "...Le prime volte i cui ho preso in mano lo scalpello ero attento alla pesantezza del ferro, alla intensità del colpo del martello, alle scintille di ogni percossa ed alla corsa delle schegge dei piccoli frammenti di roccia calcarea che si distribuivano nella stanza.

                          In seguito ho fatto sempre meno attenzione a tutto questo concentrandomi sull'effetto della mia azione sulla pietra.
                          Ho l'impressione che la materia pur essendo così dura si scaldi e si adatti sotto la mia azione, riesco così a forgiarla e a dare vita alle forme che voglio.

                          Col tempo ho sviluppato una attenzione ai particolari sempre più precisa e ad una qualità del taglio sempre più netta.
                          Dalla prima forma grezza lentamente si manifesta con più nitidezza la figura, essa emerge come una apparizione che proviene da mondo indefinito e sommerso.

                          L'informe e indifferenziata massa si plasma e mi sento come un creatore. A volte medito con pazienza e distacco davanti alla figura che sto scolpendo, mi preparo alla prossima azione, al successivo incontro con la materia.

                          Quando riesco ad esprimermi veramente sono tutt'uno con ciò che faccio ed entro nello scolpire con intensa concentrazione, più che posso. È per me una emozione ben più intensa di quello che verrà fuori."

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                          • #14
                            Re: Affrontare il dolore e la sofferenza

                            (Tratto da : psiconet.it - Scritto da Marco Montanari )

                            La scultura, come tante altre arti, sono le vie per riuscire ad esprimere un proprio stile, una propria personalità che necessita impetuosamente di emergere. Prendono vita forme stili e concetti ma soprattutto emerge un'anima, le qualità di una persona tramutate in arte.
                            Le sculture futuriste di Umberto Boccioni o i bronzi impressionisti di Degas, l'inconfondibile cubismo sintetico di Picasso, sono testimonianze lampanti delle personalità degli artisti.


                            Un giorno lessi una fiaba che parlava di uno scultore.

                            C'era a fianco di un piccolo villaggio un uomo di nome Babel oramai avanti negli anni, che abitava in una vecchia casa in mezzo al bosco. Ogni giorno dedicava molte ore alla scultura intagliando grandi tronchi di legno.
                            Eppure non si sentiva un artista, denigrava tutto ciò che faceva, considerava in cuor suo quel mestiere inferiore a tante altri.

                            Sin da giovane voleva diventare famoso tra i villaggi della contea e dimostrare a tutti gli abitanti che era un vero artista e che le sue statue avevano il potere di stupire ogni uomo che si fermasse ad ammirarle. Era addolorato, perchè dopo tanti anni non era riuscito ancora a intagliare qualcosa nel legno che fosse degno di lode, che lasciasse a bocca aperta. Nessuno lo aveva mai conosciuto profondamente e si sentiva molto solo.

                            Non si era mai sentito veramente speciale in qualcosa ed aveva cercato di farlo dedicando il suo tempo alla scultura.

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                            • #15
                              Re: Affrontare il dolore e la sofferenza

                              (Tratto da : psiconet.it - Scritto da Marco Montanari )

                              Una notte, camminando triste nel bosco incontrò la visione di una meravigliosa fata luminosa che espresse il desiderio celato nel profondo suo cuore di diventare un grande scultore.
                              Rientrando rasserenato a casa, Babel, trovò tante statue di legno appena scolpite che erano di una bellezza estrema. Erano davvero incantevoli.

                              Ognuno si sarebbe fermato veramente a guardarle con stupore ed ammirazione, proprio come stava facendo lui in quel momento.
                              Il suo cuore si esaltò all'idea che tutti gli abitanti della contea potessero innamorarsi dei suoi capolavori.
                              Al contempo sentì presto l'esigenza di metterci mano, grattando un po' qua e la, ritoccando con lo scalpello qualche angolino o smussando qualche espressione.

                              Insomma, Babel non era soddisfatto. C'era qualcosa nel suo comportamento, una inquietudine che non riusciva a placarsi neanche davanti a statue così belle.

                              "Non le ho fatte io!.." si ripeteva tra se e se, "Non rappresentano proprio quello che ho dentro!" si rimproverava.
                              Così facendo, Babel finì col rovinare tutti quei capolavori. Allo stesso tempo creò con i suoi interventi delle forme nuove che, a guardarle bene, non disdegnava.
                              Quello fu un momento decisivo per la sua vita di artista, iniziò da allora a capire cosa voleva veramente tirare fuori da quei tronchi di legno.

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