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Sinconicità e sincronismo

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  • Sinconicità e sincronismo

    Sincronicità è la coincidenza temporale di due o più eventi non legati da un rapporto causale, che hanno uno stesso o un analogo contenuto significativo.
    Sincronismo invece rappresenta la semplice contemporaneità di due eventi.
    Carl Gustav Jung

  • #2
    Vi racconto un esempio di sincronicità abbastanza sbalorditivo, successomi all'inizio degli anni 90.

    Prima però vi debbo portare 10 anni indietro nella mia vita, cioe' dal '77 al '82, anni in cui frequentavo l'università di medicina a Cordoba, Argentina. Vivevo a pocchi passi da lì, nel tipico quartiere universitario, in un palazzo a forma di scatola da scarpe, cioè longitudinale, c'erano 24 appartamentini, tutti occupati da ragazze e ragazzi della mia età circa. Ci sentivamo in famiglia, la notte ed il week end dividevamo "el asador" (grande griglia dove si cuoce la carne alla brace, tipico piato argentino,povere muche...!), il patio del fondo trasformato in solarium, e tanti falo' con ballo, musica e "guitarreadas".
    Una pacchia.

    Ero molto puntuale nei pagamenti, per cui, quando si liberava un appartamentino, segnalavo o raccomandavo all'amministratore del condominio un mio amico o amica, e così pian piano mi ero circondata da gente che aveva in comune con me un passato insieme, oltre che il pensiero, le affinità, lo stesso senso dell'umorismo (un po' noir, per la verità).
    Anche di notte si lasciava la porta d'ingresso aperta, potesse servire a qualcuno entrare a prendere un po' di zucchero, un paio di uova, cubetti di ghiaccio, ecc.
    Avevamo inoltre una coppia di cani randagi adottati da noi tutti, Petete e Sola, che impedivano agli estranei di disturbarci.
    Due pacchie.

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    • #3
      Una volta finiti gli studi come Fisioterapeuta, non riuscendo a "sopravvivere bene", anche se lavoravo in due cliniche, avevo pazienti privati, ed il fine settimana cantavo in un locale di musica internazionale abbastanza prestigioso (oltre alla improvvisa, brutale, presa di consapevolezza della guerra sporca, ed i crimini contro i diritti umani che perpetravano ancora i militari contro chi la pensasse un po' a sinistra, nonostante la democrazia fosse finalmente tornata col presidente radicale Raul Alfonsìn), decisi che era ora di guardarmi altrove.
      Anche perche' noi argentini cresciamo guardando alla tour Eiffel o al Colosseo. "Cosa vuoi essere da grande, figlio mio? Straniero, papa'!".
      "Patria non è il luogo dove sei nato ma il luogo che ti permette di vivere da quello che sai fare".
      Questa ed altre tiritere simili che mi ripetevo in testa pur di prendere il coraggio di partire, di attraversare l'oceano, da sola con la mia speranza.
      Sono passati gli anni, credo dieci, quando una notte faccio un sogno un po' strano, bizzarro, un po' come tutti i sogni...

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      • #4
        C'eravamo tutti i ragazzi condomini della "scarpiera" del barrio (quartiere) universitario, reuniti attorno ad uno dei nostri soliti falò. Dopo el asado la musica, il canto, la guitarreada, e ancora giù vino rosso e gustosa torta fatta dalle ragazze della tradizionalista provincia di Santiago del Estero, il cui obiettivo nella vita non era quello di diventare professioniste, ma donne sposate e con prole. (N.D.R. ho notato, quest'ultima estate, passeggiando per le strade di Cagliari, che ogni 7 negozi circa, c'era uno che si rivolgeva alle future spose... Quanti vestiti bianchi! - per mio gusto- Quanto melò!).
        Torniamo al sogno però. Ad un colpo si alza, addirittura coprendo il volume della chitarra, una voce familiare. E' il canto di Silvia Romero. Ma... cosa ci fa nel mio sogno? Certo, lei abita lì, nel condominio, ma non era mai stata così presente nella mia vita e quindi nella mia testa -almeno a livello conscio- come per darle il "posto di onore" che le permetteva di prendersi tutti gli applausi nel mio inconscio... anzi...
        Silvia..., mi dico, ricordando il sogno appena fatto... che voce forte che aveva, un po' calante però (e rivedo me stessa, affetta dalla tipica critica un po' invidiosetta/competitiva femminile, e poi mi biasimo per quello); chi sa che fine avrà fatto... Curioso rivederla così, dopo tanto tempo, senza averla mai pensata, ricordata, considerata... Come si dice a Roma: boh...!

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        • #5
          Faccio colazione, poi scendo a comprare la Repubblica. Mi fermo davanti alla casella della posta. Fra le altre lettere (e l'inmancabile pubblicità che tutt'ora mi fa pensare allo spreco di carta e agli alberi uccisi), ne spunta una che arriva dall'Argentina. Lo capisco dalla busta, contornata dai colori celesti e bianchi della nostra bandiera...
          Non conosco però la calligrafia, chi sarà?
          E voi... forse non lo crederete: nel mittente c'era scritto "Silvia Romero"!
          Prima, ultima ed unica sua lettera... Silvia... bella persona, cara e brava, Silvia... Aveva rimediato il mio indirizzo giusto per inviarmi un saluto, per parlarmi delle nostre indimenticabili serate insieme... del passato che ogni tanto torna nella nostra mente...

          Casualità? Causalità? Da quel giorno ho coniato il termine "causualità", anche se adesso mi sto "chiarendo" le idee con l'opera Jungiana...
          lily

          P.S. Raccontateci anche voi questi curiosi episodi che, sicuramente, se siete attenti osservatori degli eventi, vi capiterano, ghiotti e vari, nel vostro quotidiano.

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          • #6
            )

            Non so se questo serve
            Dopo la morte di mia suocera, che aveva 54 anni, un tumore al fegato, io per circa un mese sono stata male, tanto da dover prendere una pillola per dormire la sera.Passato questo periodo, dopo un paio di anni, abbiamo traslocato da una città ad un altra, lontano 400 km. e una volta insediati in casa, e avviato un'attività, facevo spesso uno stesso sogno, quello di andare al cimitero che non sapevo quale fosse, si trovava in una curva, con mia suocera, mia cognata e mio figlio piccolo, si scendeva un viale tra le varie tombe e lei ci mostrava dove stava, anche se non era il posto dove era stata sotterrata. Al risveglio io sapevo che qualche cosa di particolare era accaduta alla famiglia di mio marito, dato che ha 5 sorelle e due fratelli,la famiglia è numerosa, e immancabilmente telefonavo per sapere costa stesse succedendo ed era sempre successo qualche cosa, buona o cattiva che fosse, se non sognavo mia suocera non succedeva nulla.
            Questo per vario tempo, anche abbastanza lungo, cosa strana no?
            Poi non è più successo, e invece le cose in famiglia succedono sempre, chissà perchè non ho più sognato mia suocera. Forse si è stancata?


            agnese

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            • #7
              Ieri stavo sfolgiando la mia agenda e (ahimè, sono disordinata!) i foglietti sparsi dove di solito scrivo gli ultimi nuovi indirizzi... E' saltato quello della mia nuova dentista. Ho ricordato che avrebbero dovuto chiamarmi per vedere di anticipare l'appuntamento, visto che mi si è rotto un ponte costruito anni fa e che mi comporta parecchi dolore. In quel momento è suonato il telefono. Be', era la segretaria della mia dentista, per avvertirmi che si era liberato un posto per lunedì. Avrei dovuto intuirlo?
              Anita

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              • #8
                paradossi esistenziali.

                cosa pensare, che forse è solo tutto un caso, oppure... La logica cartesiana,
                il razionalismo galileiano escludono legami. Dobbiamo inchinarci di fronte a questi illustri scienziati, che hanno traghettato la scienza dall'oscurantismo e dall'asservimento ai dogmi di allora, ma non possiamo anche lasciare uno spazio, critico, a interpretazioni diverse di alcuni fenomeni della realtà?
                La vita stessa, a pensarci bene, è una ribellione alle leggi della fisica, al caos che tutto annienta, un'apertura irrazionale alla prevedibilità matematica e alle sue leggi
                dr. vincenzo valesi sanihelp

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                • #9
                  non è coincidenza, caso o fatalità...

                  La storia di Gimenez, mi ha fatto sognare, leggendola…Per un attimo, mi sono sentita trasportare sul luogo che ha descritto in modo molto realistico….
                  Io credo che il corpo e la psiche, ci mandino dei segnali inequivocabili, ma noi, col rumore che ci circonda, a volte non siamo in grado di percepirli…
                  Dobbiamo imparare ad ascoltarci! E non solo ad ascoltare il dolore fisico che ci avvisa che qualcosa in noi non va, ma anche quei segnali quasi impercettibili che la nostra mente, il nostro pensiero ci invia.

                  Al momento non mi viene in mente nulla, ma anch’io ho avuto parecchi segnali di questo tipo, che io non chiamerei caso, fatalità o coincidenze!…
                  sito sanihelp

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