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il bene e il male

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  • il bene e il male

    Le medicine naturali o come le vogliamo chiamare non sono una panacea, nessuno lo ha mai pensato. Non abbiamo alcuna difficoltà ad ammettere che esse hanno dei limiti, come ogni altra medicina: questa è una realtà che affronto nella mia professione di tutti i giorni: il confronto coi miei e gli altrui limiti, ed è da questa consapevolezza, piuttosto che dalle "certezze" che faccio guidare le mie scelte. E neanche si vuole dimostrare nulla: questa non è una disputa scientifica: rispettiamo le opininioni di chi non condivide, a patto che si muova con quella correttezza che non può essere un optional, ma è un requisito fondamentale di chi partecipa a un forum "civile", non di chi intende trasformare una libera palestra di discussione nella becera occasione di radicalizzare opinioni diverse nella manichea contrapposizione fra il bene e il male.
    vincenzo valesi
    dr. vincenzo valesi sanihelp

  • #2
    Però secondo me le medicine naturali, nonostante i loro limiti, partono da una posizione da cui la medicina "tradizionale" ha tutto da imparare. Mi riferisco alla concezione "globale" del corpo, visto non semplicemente come macchina da riparare, ma rispettato, sostenuto e stimolato perché da solo, in se stesso, trovi la forza di guarire. Con questo non voglio dire che quando c'è bisogno non si debba per esempio prendere un antibiotico, ma se uno continua ad ammalarsi, perché invece di continuare a dare antibiotici che distruggono oggettivamente anche le cose buone, non ci chiediamo perché si ammala? E qui entra in gioco a volte anche l'interazione del corpo con l'anima, il collegamento tra malattia fisica e disagio psicologico...

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    • #3
      ...Non è nemmeno per me una polemica, ma io ho sempre viva l'immagine di mia zia. 60 anni, uccisa da un tumore al seno, forma super aggressiva. Operata, bombardata di chemioterapia, è morta nella maniera peggiore. Io ho sempre pensato che lei si fosse ammalata perché era triste, soffocata dai conflitti in famiglia, che però ha sempre ingoiato, senza mostrare mai di stare male, e facendo la faccia buona a tutti. E quando si è ammalata, la sensazione è sempre stata che lei, in qualche modo, non volesse guarire, che il suo corpo non volesse reagire, è difficile da spiegare. E allora ecco le chemio che non funzionano, due, tre diverse, finché non ne ha potuto più.
      è soprattutto da lì che ho cominciato a pensare che nel principio medicina tradizionale qualcosa non funziona, che il corpo deve essere aiutato a guarire, non distrutto e che una persona malata vada seguita anche psicologicamente. Che forse, se si raggiungesse anche negli ospedali un pochino di più questa consapevolezza, guarirebbero più persone.
      Voi cosa ne pensate?

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