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Attacchi di panico e emicrania

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  • Attacchi di panico e emicrania

    L'ansia, l'attesa, il pensiero del prossimo attacco di emicrania o di grappolo e del tremendo dolore che arriverà, la paura dell'aura, ci mettono in uno stato d'ansia tale, che spesso sfocia in un attacco di panico e il primo attacco non si scorda mai. È un orgasmo al negativo potenziato per cento. Il senso di soffocamento, la certezza di un infarto semifulminante, la sete implacabile, la paura di impazzire, il cuore che va a mille, insomma tutto nasce lì e in quel momento. Un prima e un dopo. E più senti ansia, panico e più ci pensi e i giorni e gli anni passano e non pensi che a te stesso e ti vergogni del tuo egoismo, ma non riesci a pensare ad altro. Ecco questa è la cosa peggiore del panico e dell’ansia: l’ossessione su te stesso che ti induce. Vorresti fregartene del cortocircuito fra cervello e corpo che si riproduce da quel giorno del primo attacco ogni volta che entri in ascensore, sali su un aereo, stai per parlare in pubblico, ti siedi dal barbiere o dal dentista. Ma non puoi, è più forte di ogni cosa intorno a te.................. .

    Racconta la tua esperienza, è liberatorio
    Be the change you want to see in the world.
    (Mahatma Gandhi)

  • #2
    Come prestare aiuto a chi è sotto attacco

    L'attacco di panico aggredisce all’improvviso e con tale intensità da mettere
    in crisi anche chi vorrebbe prestare assistenza. Ecco alcuni consigli guida per fornire soccorso e proteggersi da emozioni tanto forti

    Giunge all’improvviso. È forse questa la caratteristica più inquietante dell’attacco di panico. E se chi ne soffre ne è sopraffatto, con sintomi che se non vissuti personalmente non possono essere davvero compresi, è vero anche che non è facile “assistere da fuori”, essere accanto a una persona durante l’attacco acuto.

    Il panico infatti sorprende tutti e con la sua drammatica intensità può impressionare e paralizzare chi non è per nulla preparato a un evento del genere, o può indurre a fornire un aiuto che, se fatto maldestramente, può peggiorare la situazione.

    Il DAP, Disturbo da Attacchi di Panico, è oggi sempre più diffuso e sono diverse le persone che hanno almeno un familiare o un amico che ne soffre. Equipaggiarsi con alcune conoscenze di base significa poter fornire un buon aiuto e proteggersi da emozioni così forti e negative. Vediamo come.
    Be the change you want to see in the world.
    (Mahatma Gandhi)

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    • #3
      segue

      I CONSIGLI GIUSTI
      Mantenere la lucidità

      Tieni bene a mente che la crisi dura qualche decina di minuti e che si autolimiterà da sola. I sintomi (difficoltà respiratorie, senso di svenimento, paura di morire, tachicardia), non mettono a rischio la vita della persona: si tratta solo di aspettare. Nel frattempo aiutala a trovare un posto tranquillo, dove possa sedersi comodamente.

      Infondere sicurezza
      Evita frasi come: “Stai calmo”, “Non è niente”, “Non agitarti”. Orientati su di te, cercando nel tuo corpo un punto di totale calma. Aiutati con immagini per te rasserenanti (ad esempio un paesaggio lacustre). Chi sta male deve sentirti sicuro che fra poco tutto finirà. Puoi anche fingere: funziona lo stesso. Sii disponibile al contatto fisico o all’abbraccio.

      Proteggere se stessi
      Quando la crisi è finita e ti separi dalla persona, riprendi subito le tue consuete attività e, se puoi, fai qualcosa che ti piace tanto, che ti rapisca l’attenzione. La sera, prima di andare a letto, fai un rilassante bagno caldo, mettendo nella vasca, se puoi, un bagnoschiuma o un olio essenziale che ti infonde serenità. Fai i movimenti con lentezza, cercando di percepire il tuo corpo nella sua unità. Poi vai a coricarti.
      Be the change you want to see in the world.
      (Mahatma Gandhi)

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      • #4
        Come al solito Diana sei sempre molto precisa nell'esporre le argomentazioni in questione. Devo dire che l'ansia che io provo, per fortuna molto raramente, non è legata all'emi e quindi alla paura che arrivi l'aura, ma più specificatamente.... ......e qui ho un pò vergogna a dirlo "al tempo che passa o alle cose perdute nel tempo".......è un concetto difficile da spiegare, che magari qualcuno potrebbe dire: "ma dai che stupidaggini dici" soprattutto chi mi conosce bene e sa che sono una persona allegra sempre disponibile con tutti. Rimanere senza respiro,con l'oppressione che ti schiaccia e con la mente che non vuole saperne di ragionare è per quei pochi secondi drammatico .

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        • #5
          Caro Gaetano,ho la figlia che lo soffre.Mentre dorme del tutto rilassata,si risveglia con batticuore,e tutto il resto.Però sicuramente influisce anche che ha 3 ernie cervicali.Ma con gli anni riesce a gestirle le crisi.Sa che basta aspettare,che passa come delle onde. Fa anche parte del carattere di una persona....trasforma re ogni zanzara in un elefante.Ma anche i problemi esistenziali,a qualcuno lasciano questa brutta eredità.C'è chi cade anche in depressione,dopo le difficoltà affrontati.Mia figlia è divorziata.....pensi che trauma.
          Per fortuna era già in casa mia....mi sono documentata,e l'ho sostenuta.
          1°....NON si muore.....
          2°....Lasciati andare....(come lei fa oggi)....
          3°....Non respirare con la bocca chiuso.....
          4°....Respiri con la pancia.....
          5°....Abbracciare,ma qualcuno non vuole il contatto fisico.
          Io a mia figlia ho fatto delle enorme abbracciate,la carezzavo i capelli.....C'ERO!!!
          Le persone che amano troppo il denaro,devono essere cacciate fuori dalla politica.Jose Mujica, presidente dell'Uruguay.

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          • #6
            Si è quello che faccio, respirare a pieni polmoni e uscire all'aperto......solo così passa, la cosa strana è che arriva solo in estate, poi va via. Meno male che ci siete voi che date buoni consigli, sono più tranquillo...... . Mi dispiace per tua figlia.....brutta esperienza il divorzio .

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            • #7
              Ciao a tutti, io ho sofferto tempo fa di attacchi di panico ,terribile quando arrivavano per strada o sull'autobus,ma riuscivo a gestirli, distraevo la mente mi dicevo che non sarei svenuta e pensavo ad altro ora fortunatamente non sono più venuti.Mia suocera soffre di attacchi di ansia nei cambi stagione,in questo periodo sta malissimo prende farmaci ma che a quanto pare non servono a granchè.Un paio di giorni fa ho reincontrato un amico che non vedevo da un pò e ho scoperto che non sta proprio messo bene,da quando è morta la nonna gli vengono attacchi di panico la notte tanto che ha paura ad addormentarsi per timore che gli venga un infarto, è depressissimo e in più ho scoperto che ha dei disturbi visivi del tutto simili all'aura.Mamma mia e pensare che era un ragazzo molto allegro, con una mia amica ci siamo messe a sua disposizione per aiutarlo ad uscirne.Mah la mente umana è proprio misteriosa.

              Ma messenger???? non dovevamo chattare?

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              • #8
                Spero che questo forum possa diventare un punto di incontro per chi soffre di questo devastante disturbo, sia esso dovuto all'emicrania che ad altre cause.
                Poter parlare delle proprie ansie aiuta ad esorcizzarle e mai come in questo caso se ne ha tanto bisogno ! Raccontarsi è guardare dentro se stessi, ascoltare il proprio star male . Il panico viene per farci capire che dentro di noi c'è tanta energia, vitalità e creatività che stiamo soffocando. In pratica ci dice che c'è qualcosa nella nostra vita che va cambiato. Ascoltiamolo.......

                Calimero brava! hai fatto le cose giuste per aiutare tua figlia. E' fortunata ad avere una mamma come te
                Gaetano cosa intendi per " le cose perdute nel tempo"
                Be the change you want to see in the world.
                (Mahatma Gandhi)

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                • #9
                  Provo a spiegarlo Diana; esempio......se guardo alla televisione, che so, un remake di un programma di quando io ero ragazzino, lì per lì non mi succede niente, poi la sera mi torna in mente associato magari a dei ricordi magari di quel tempo, tipo: a mia madre che era più giovane, oppure a persone care che non ci sono più, oppure a degli amici o compagni di scuola persi nel corso della vita....insomma una specie di nostalgia che sfocia subito in ansia....con gli effetti che conosciamo, non so se adesso ho reso l'idea

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                  • #10
                    Caro Gaetano hai reso l'idea perfettamente.In pratica il tuo subconscio non riesce ad accetare il tempo che scorre.La tua parte razionale sa che non puoi impedirlo il scorrere del tempo ,e hai una reazione essagerato.Questo succede,quando sei sotto stress,allora il tuo organismo reagisce in quella maniera,perchè non riesce ad affrontare contemporaneamente lo stimolo stressante doppio. è Anche un segno che sei perfezionisto, .Non è facile cambiare di carattere,anch'io sono ansiosa,e terribilmente impaziente....credim i,fare più vecchi,non fa essere più saggi .Devi analizzarti da te. Noi donne siamo più tortuosi,ma molte volte riusciamo ad indagare nel nostro subconcio
                    Le persone che amano troppo il denaro,devono essere cacciate fuori dalla politica.Jose Mujica, presidente dell'Uruguay.

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                    • #11
                      Calimero vai su messenger che ci parliamo
                      Be the change you want to see in the world.
                      (Mahatma Gandhi)

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                      • #12
                        Diana,ho spiegato che nel altro spread che è inutile che installo il messenger,non ho microfono,e la webcam l'ho trovato a pezzi.Non c'è neanche mio figlio,che si è portato via il microfono a Roma,con il pc portatile.Non me lo so spiegare diversamente.Ti ho mandato un normale @mail,dove c'è il mio indirizzo mail.
                        Le persone che amano troppo il denaro,devono essere cacciate fuori dalla politica.Jose Mujica, presidente dell'Uruguay.

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                        • #13
                          spero che qualcuno entri ancora in argomento visto che l'ultima data che leggo è.... datata.
                          il primo attacco di panico è arrivato quando non sapevo nulla degli attacchi di panico.La vergogna mi ha impedito per anni di parlarne....svenivo in continuazione,mi nascondevo in bagno o in camera...mi sdraiavo e lasciavo che il dramma si concludesse!!!!uqndo ho realizzato che questo mi stava impedendo di vivere sono andata dal medico....poi dal neurologo e infine dallo psichiatra.
                          senza dettagliare ulteriormente concludo dicendo che ho sempre la la paura che mi assalga ...l'ho definita la paura della paura.solo i farmaci mi aiutano

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                          • #14
                            Leggi i miei consigli nelle risposte precedenti.Cmq resto fermamente convinta che nella yoga c'è una risposta molto valida.Perchè ti impara ad riconoscere e controllare il nostro corpo,mediante la respirazione.
                            Cmq,hai fatta la cosa sbagliata,ti dovevi abbracciare a qualcuno...tua madre,sorella.
                            Non ti fa morire,ma che ti fa vivere male,questo si.
                            Cmq,c'è sempre un perchè...può essere qualcosa nella tua infanzia.
                            Per mia figlia,analizzando,a bbiamo capito,che lei come figlia grande,facilmente era gravata dal peso di fratello e sorella.Essendo di carattere molto generosa....non si è mai ribellata.
                            Analizzi te stessa.....non sempre la causa deve essere grave....possono esserci stati delle situazioni alla quale non t'hai potuta ribellare.
                            Anche le pretese velate da parte dei genitori,di avere i figli tra i migliori della classe,sono pressioni che col tempo possono creare ansie.
                            Le persone che amano troppo il denaro,devono essere cacciate fuori dalla politica.Jose Mujica, presidente dell'Uruguay.

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                            • #15
                              da quella prima volta sono trascorsi circa dieci anni...Ho imparato molte cose.Ne ho provate altrettante...ma solamente i farmaci mi hanno realmente aiutata.forse anche perchè sono circondata da persone che non possono capire questo tipo di malattia, e difficilmente cpmprenderebbero i motivi che potrebbero indurmi ad abbandonare questa terapia efficace per un'altra. Io ho paura di trovarmi da sola ad affrontare il calvario della disintossicazione..( l'ho già sperimentato ) e sentirmi fragile, sola e incompresa.

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