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La strada lavorativa

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  • La strada lavorativa

    Approfitto della presenza del nuovo moderatore per aprire questa discussione. Parlerò un po' di me, e credo che possa servire anche ad altri.
    Proprio in questi giorni mi chiedo se abbia senso continuare a lavoricchiare con mio padre in negozio o cercare, magari con più convinzione del passato, una mia strada. Quest'ultima opzione però la prenderei in considerazione solo per un espatrio, perché ormai sono laureato da 6 anni in una cosa che, col senno di poi, non so neanche se fosse la cosa giusta.
    Il fatto è che, per colpa mia e di altri, non ho mai fatto un vero orientamento, se non una serie di test con un'indicazione generale di cosa avrei potuto fare all'università. Io so che già in quarta liceo ero fissato a voler fare biologia, la cosa mi affascinava pur avendo avuto un'insegnante pessima al liceo. Ripensandoci, avrei potuto fare qualcosa di più creativo, dato che ho perso l'entusiasmo per quello che ho studiato, pur non considerarndoli anni persi. Il negozio in cui lavoro (o meglio faccio finta di lavorare) è un bel negozio, storico, che ha comunque a che fare con la creatività e che richiede un certo modo di essere. Io con la mia introversione e la poca voglia di fare non mi trovo perfettamente a mio agio, anche se sono migliorato rispetto al passato. Se almeno mi fossi orientato, ascoltato di più, invece di ascoltare chi mi circondava...
    Voi siete soddisfatti del lavoro che avete?

  • #2
    Re: La strada lavorativa

    Originariamente inviato da Seba82 Visualizza il messaggio
    Il negozio in cui lavoro (o meglio faccio finta di lavorare) è un bel negozio, storico, che ha comunque a che fare con la creatività e che richiede un certo modo di essere. Io con la mia introversione e la poca voglia di fare non mi trovo perfettamente a mio agio, anche se sono migliorato rispetto al passato.
    Credo che per quanto ti riguarda, potresti cercare di approfondire ed estendere le competenze nel posto in cui lavori (o fai finta), magari andando a fare uno stage all'estero o più semplicemente una visita di studio (Londra o Berlino o Helsinki, brillano per creatività), per vedere come sono organizzati in modo da perfezionarti e magari trasferire nel "tuo" negozio ciò che hai appreso. Non mi sembri molto convinto del tuo titolo di studio che, se non ho capito male, non ti offre molte opportunità se non in un bioparco o in qualche aula scolastica. Se però ti piacesse la vita avventurosa, potresti inviare un curriculum a Greenpeace o a Legambiente o ad altre organizzazioni no profit che si occupano di ambiente ed anche, se conosci bene almeno una lingua straniera, al Ministero degli Affari esteri per i progetti di cooperazione allo sviluppo. (PS se ho frainteso il tuo diploma di laurea, posso rettificare i suggerimenti).
    L'orientamento scolastico è importante, ma lo è soprattutto per i ragazzi giovani (minori di 15 anni) e soprattutto tra questi, per quelli privi di supporti familiari ed economici adeguati, cioè con presenza quotidiana di giornali e di libri in casa e non solo di radio e televisione.

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    • #3
      Re: La strada lavorativa

      Seba,se non ricordo male il negozio è di famiglia nevvero?Tu di quanto autonomia disponi?Perché so per esperienza che è proprio dai figli che si pretende di più,ma alla fine vengono legati al ruolo di commesso.
      Le persone che amano troppo il denaro,devono essere cacciate fuori dalla politica.Jose Mujica, presidente dell'Uruguay.

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      • #4
        Re: La strada lavorativa

        Originariamente inviato da baffo54 Visualizza il messaggio
        Credo che per quanto ti riguarda, potresti cercare di approfondire ed estendere le competenze nel posto in cui lavori (o fai finta), magari andando a fare uno stage all'estero o più semplicemente una visita di studio (Londra o Berlino o Helsinki, brillano per creatività), per vedere come sono organizzati in modo da perfezionarti e magari trasferire nel "tuo" negozio ciò che hai appreso. Non mi sembri molto convinto del tuo titolo di studio che, se non ho capito male, non ti offre molte opportunità se non in un bioparco o in qualche aula scolastica. Se però ti piacesse la vita avventurosa, potresti inviare un curriculum a Greenpeace o a Legambiente o ad altre organizzazioni no profit che si occupano di ambiente ed anche, se conosci bene almeno una lingua straniera, al Ministero degli Affari esteri per i progetti di cooperazione allo sviluppo. (PS se ho frainteso il tuo diploma di laurea, posso rettificare i suggerimenti).
        Teoricamente la mia laurea permetterebbe anche un lavoro in laboratorio, solo che è andata a finire che sono troppo specializzato per fare il semplice tecnico di laboratorio, se non dentro l'università, e neanche ci tengo molto a farlo. Una volta avevo compilato il modulo per fare il dialogatore per Greenpeace, ma manco mi hanno risposto... mah.
        Riguardo lo stage all'estero, non so come sia fattibile... io sono semplicemente un commesso, più che altro dovrei imparare bene dentro al negozio... solo che a volte gli stimoli sono veramente bassi, un po' per colpa mia, un po' per come mi tratta mio padre, e un po' per la crisi che si sente anche là.

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        • #5
          Re: La strada lavorativa

          Originariamente inviato da frederika Visualizza il messaggio
          Seba,se non ricordo male il negozio è di famiglia nevvero?Tu di quanto autonomia disponi?Perché so per esperienza che è proprio dai figli che si pretende di più,ma alla fine vengono legati al ruolo di commesso.
          Autonomia quasi zero finora, un po' per colpa mia un po' perché alla fin fine per le cose classiche da negozio io sono quasi un surplus. Certo, con me la parte informatica ne ha giovato, tant'è che mi sono inventato la pagina facebook del negozio, scrivo gli ordini, ecc... dato che il mio collega/dipendente è bravissimo ma di computer non capisce quasi nulla, e mio padre sa fare fino a un certo punto, almeno in quello servo a qualcosa. Comunque faccio il commesso ma anche un po' di contabilità.

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          • #6
            Re: La strada lavorativa

            Originariamente inviato da Seba82 Visualizza il messaggio
            solo che a volte gli stimoli sono veramente bassi, un po' per colpa mia, un po' per come mi tratta mio padre,
            Forse potrebbe essere il caso che tu ti assuma le tue responsabilità e tuo padre te le attribuisca. Molto dipende dal peso che hai all'interno dell'attività: se è molto, puoi chiedere l'attribuzione di maggiori responsabilità, se è poco, allora puoi cercarti altre strade. Normalmente, il perido finestra dei laureati è inferiore ad un anno e poiché vivi nella "locomotiva d'Italia", crisi o non crisi, non credo sia difficilissimo per te trovare un'occupazione soddisfacente :rules: che ti consenta magari una certa autonomia economica così da potertirendere autonomo e andare via di casa affrontando la vita. Secondo me, ti farebbe molto bene. :cool2:

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            • #7
              Re: La strada lavorativa

              So che nessuno ci crede,anch'io ci credo poco,ma vedo che mia figlia malgrado tutto fa domande a destra e manca per ogni genere di corsi.Il tuo comune,regione cosa ti offre?
              Ci sono corsi che pagano una piccola cifra all'ora per l'applicazione lavorativa della pratica.Pagano anche il mezzo di trasporto,oltre una certa lontananza.
              So che non sempre è tutto vero,ciò che scrivono i quotidiani,lo vedo con la loro valutazione delle figure professionali,che servirebbero in Italia.
              Ma parlavano di figure specialistici in Germania...cosa c'è di vero?
              Se non erro,la tua laurea serve alle aziende di genere alimentare?In campo internazionale,cosa c'è in giro?
              Se conosci alla perfezione l'inglese è un grande vantaggio.
              Le persone che amano troppo il denaro,devono essere cacciate fuori dalla politica.Jose Mujica, presidente dell'Uruguay.

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              • #8
                Re: La strada lavorativa

                Originariamente inviato da baffo54 Visualizza il messaggio
                Forse potrebbe essere il caso che tu ti assuma le tue responsabilità e tuo padre te le attribuisca. Molto dipende dal peso che hai all'interno dell'attività: se è molto, puoi chiedere l'attribuzione di maggiori responsabilità, se è poco, allora puoi cercarti altre strade. Normalmente, il perido finestra dei laureati è inferiore ad un anno e poiché vivi nella "locomotiva d'Italia", crisi o non crisi, non credo sia difficilissimo per te trovare un'occupazione soddisfacente :rules: che ti consenta magari una certa autonomia economica così da potertirendere autonomo e andare via di casa affrontando la vita. Secondo me, ti farebbe molto bene. :cool2:
                Ehm, mi sono laureato più di 7 anni fa ormai...

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                • #9
                  Re: La strada lavorativa

                  Originariamente inviato da frederika Visualizza il messaggio
                  So che nessuno ci crede,anch'io ci credo poco,ma vedo che mia figlia malgrado tutto fa domande a destra e manca per ogni genere di corsi.Il tuo comune,regione cosa ti offre?
                  Ci sono corsi che pagano una piccola cifra all'ora per l'applicazione lavorativa della pratica.Pagano anche il mezzo di trasporto,oltre una certa lontananza.
                  So che non sempre è tutto vero,ciò che scrivono i quotidiani,lo vedo con la loro valutazione delle figure professionali,che servirebbero in Italia.
                  Ma parlavano di figure specialistici in Germania...cosa c'è di vero?
                  Se non erro,la tua laurea serve alle aziende di genere alimentare?In campo internazionale,cosa c'è in giro?
                  Se conosci alla perfezione l'inglese è un grande vantaggio.
                  Di corsi ne ho fatti, non sono serviti a niente. Potrei anche fare qualcosa in campo alimentare, in teoria. In pratica non ne so molto... l'inglese lo so ma non alla perfezione.

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                  • #10
                    Re: La strada lavorativa

                    Originariamente inviato da Seba82 Visualizza il messaggio
                    Ehm, mi sono laureato più di 7 anni fa ormai...
                    Ecco appunto: lavoro nuovo (o impegno nuovo/rinnovato), vita nuova! Sembra un'affermazione banale, ma non hai idea di quante cose possano cambiare - in genere in meglio - quando ci si avventura nel "vivere da soli". :09:

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                    • #11
                      Re: La strada lavorativa

                      Originariamente inviato da baffo54 Visualizza il messaggio
                      Ecco appunto: lavoro nuovo (o impegno nuovo/rinnovato), vita nuova! Sembra un'affermazione banale, ma non hai idea di quante cose possano cambiare - in genere in meglio - quando ci si avventura nel "vivere da soli". :09:
                      Sì ma non saprei da dove partire, mentre se resto dove sono, sono al sicuro... anche se, con la crisi che c'è, essere al sicuro è un eufemismo.

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                      • #12
                        Re: La strada lavorativa

                        Ho notato una cosa, ho sempre più un rigetto per quello che ho studiato all'università, che si è rivelato tanto interessante all'epoca quanto completamente inutile dopo.

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                        • #13
                          Re: La strada lavorativa

                          Allora, per incrementare i miei guadagni e perchè sono stufo di guadagnare senza far nulla, ed anche perchè stavo troppo chiuso in casa, ho deciso di iniziare un nuovo lavoro.
                          Colloquio andato bene, guadagno prospettato abbastanza elevato per lo standard attuale (dai 2.100 euro mensili in su).
                          Bene (anzi male): mi sto chiedendo in sti giorni che senso ha guadagnare benino se poi devo svegliarmi sempre alle 6.30 per tornare a casa alle 20/20.30/21 senza voglia di uscire anche nel weekend?
                          Come potrei spendere i soldi che guadagno?
                          Solo per andare in vacanza, che me ne faccio?
                          Potrebbero servirmi per comprarmi una casa ma non me la godrei, dato che la userei solo per dormire.
                          Meglio prendere di meno ma essere liberi.

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                          • #14
                            Re: La strada lavorativa

                            Seba apriamoci noi un'attività nostra che facciamo prima

                            Commenta


                            • #15
                              Re: La strada lavorativa

                              Originariamente inviato da tbag Visualizza il messaggio
                              Seba apriamoci noi un'attività nostra che facciamo prima
                              Devi saper riconoscere l'attività che ancora oggi tira.
                              Il commercio è k.o,l'industria pure,l'artigianato è un campo vasto,ma se ho capito bene,tira solo l'extra lusso e devi stare nel posto giusto.Ristorazione e bar sono in uno stato comatoso...certo che riesce a resistere oggi,un indomani dopo la decimazioni di tanti locali,lavorera di brutto.
                              Ci saranno delle nicchie del mercato...il problema è,come trovarli.
                              Le persone che amano troppo il denaro,devono essere cacciate fuori dalla politica.Jose Mujica, presidente dell'Uruguay.

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