annuncio

Comprimi
Ancora nessun annuncio.

Sondaggio:riaprire le case chiuse.giusto o no?

Comprimi
X
 
  • Filtro
  • Ora
  • Visualizza
Elimina tutto
nuovi messaggi

  • Sondaggio:riaprire le case chiuse.giusto o no?

    preso atto che ci sono tante prostitute che non lo fanno perchè sono schiavizzate ma per libera scelta,per quanti di voi è giusto regolamentare la prostituzione?riapri re le case chiuse sarebbe un passo indietro o in avanti per l'italia?

  • #2
    Secondo me le case chiuse andrebbero riaperte ,ci sarebbero' piu' controlli a livello di malattie sessualmente trasmissibili,meno criminalita' nei riguardi delle donne e meno sfruttamento di extracomunitare e non , che vengono forzate a fare un lavoro che loro stesse pensano sia moralmente degradante.
    Non sono favorevole alla prostituzione x principio, ma e' uno dei lavori piu' antichi al mondo e' una realta' innegabile,quindi penso sia meglio affrontare il problema che metter la testa sotto la sabbia e pagarne le conseguenze.

    Commenta


    • #3
      Assolutamente favorevole. Diminuirebbe lo sfruttamento dei criminali e diminuirebbe quella schifosa clandestinità. Ci sarebbero vantaggi dal punto di vista medico e turistico. Magari se ne riparleranno spero che riparlino dell'aperturà di almeno 50 casino in Italia.

      Commenta


      • #4
        Un po' di storia (by Piadina)

        LE CASE CHIUSE

        Oggi si parla sempre più spesso di cacciare le prostitute dalle strade e di rivedere la legge Merlin, che dispose la chiusura, nel 1958, delle case chiuse.
        Ricordiamo allora cosa erano e come funzionavano queste 'case chiuse'.

        Il nome deriva dal fatto che queste case avevano sempre le finestre chiuse, con le tapparelle abbassate, per motivi di ordine pubblico, ma soprattutto di 'privacy', per i frequentatori.

        In Italia furono introdotte nel 1860 da Cavour, che si ispirò alla normativa francese per le maisons de tolérance.

        Le prostitute che vi lavoravano erano schedate, sia da un punto di vista amministrativo, sia medico. Due volte alla settimana le 'signorine' venivano visitate da un medico e tutte le sere ricevevano la visita di agenti in borghese che dovevano accertarsi che tutto fosse in ordine, per far sentire ai clienti e agli addetti alla casa, il controllo attento dello stato sulla loro attività.

        Del resto lo Stato aveva non solo un interesse di ordine pubblico, ma anche economico, in quanto incassava le tasse di concessione della licenza di pubblica sicurezza agli esercenti e le imposte sui ricavi derivanti dalla gestione di tali esercizi.

        Le prostitute erano costrette a lavorare 'a cottimo', nel senso che più lavoravano e più guadagnavano. Una prestazione semplice faceva guadagnare una 'marchetta' ed ogni prostituta faceva 30-40 marchette al giorno.

        Commenta


        • #5
          continua

          Per non stancare i clienti, ma anche per evitare che la frequenza degli incontri facesse nascere dei sentimenti fra cliente e prostituta, le ragazze venivano cambiate ogni quindici giorni (il che dà un'idea sulla frequenza maschile delle visite...). Il gruppo di 'signorine' di turno costituiva infatti la 'quindicina', che contraddistingueva l'alto livello della casa: solo nelle case più povere le ragazze si fermavano anche per mesi.

          Nelle case di lusso la permanenza di una prostituta oltre la quindicina era dovuta solo al grande successo che questa aveva avuto presso i clienti, che ne continuavano a chiedere le prestazioni.

          Le case, da quelle di lusso, frequentate dalla buona borghesia a quelle di categoria più infima, affollate di soldati e di contadini venuti dalla campagna, presentavano all'ingresso un salone in cui i clienti potevano ammirare e scegliere le ragazze, il banco della cassa, le scale che portavano ai piani superiori, dove erano situate le camere da letto.

          Le dimensioni erano variabili: vi erano quelle più piccole, dove si trovavano solo 3 o 4 ragazze e quelle molto affollate, come quella celebre di Via Chiaravalle a Milano, che ospitava 31 ragazze che potevano esercitare contemporaneamente.

          La tradizione voleva che al compimento dei diciotto anni i ragazzi fossero portati per la prima volta in queste case, per conoscere le gioie del sesso, ma a volte, specie se accompagnati da adulti, venivano accettati anche prima dei diciotto anni.

          Commenta


          • #6
            continua

            Nel 1948 in Italia fu vietata la concessione di nuove licenze, ma il provvedimento di chiusura, la legge Merlin, fu approvato solamente nel 1958, a dieci anni dalla sua presentazione e dopo aver superato diverse resistenze.
            La decisione di approvare la legge della parlamentare socialista fu dovuta anche ad un a richiesta dell'ONU, che chiese ai paesi membri di cancellare ogni forma di regolamentazione della prostituzione.

            In Italia si schierarono per la chiusura tutti i partiti di sinistra e la democrazia cristiana, mentre contro il provvedimento erano i monarchici, i missini (oggi AN) e qualche indipendente.

            La legge Merlin fu approvata a scrutinio segreto con 385 si e 115 no il 29 gennaio del 1958. Sette mesi dopo non c'erano più casini in Italia...

            Almeno in quel senso.

            Commenta


            • #7
              Concordo con ospite79

              Personalmente, non ho mai frequentato prostitute e non invito nessuno a farlo.
              Sono comunque favorevolissimo alla riapertura delle Case Chiuse.
              La prostituzione, come si suol dire, è il lavoro più antico del mondo. E' sempre esistita e sempre esisterà.
              Tanto vale non solo liberalizzarla, ma addirittura legalizzarla. E' ora di finirla con il solito bigottismo clericale italiano. Cosa pensa la Chiesa? Che eliminando le prostitute dalla vista di tutti (lavoro sulle strade) automaticamente si elimini anche il problema?
              I vantaggi sono molteplici:
              1) dal punto di vista igienico e sanitario, le prostitute sarebbero soggette a frequenti controlli medici e questo ridurrebbe in modo drastico il pericolo di contrarre malattie sessualmente trasmissibili, con chiari vantaggi sia per il cliente sia per la prostituta stessa;
              2) dal punto di vista dell'ordine pubblico, dello sfruttamento e della lotta alla delinquenza, la criminalità organizzata subirebbe un duro colpo perché dovrebbe rinunciare ad una fetta importante dei suoi in****ti (es.: un fumatore NON compra le sigarette da uno sconosciuto per strada quando ha una tabaccheria a 100 metri di distanza);
              3) il fisco ne trarrebbe un grandissimo vantaggio; provate ad immaginare quanto denaro entrerebbe nelle casse dello stato se si potesse tassare un giro d'affari come la prostituzione.

              Commenta


              • #8
                Esempi 1

                GERMANIA: la prostituzione è regolata dalla nuova legge entrata in vigore il primo gennaio scorso. Con la quale, in sostanza, è stata legalizza l'attività delle 400.000 prostitute del paese. La nuova normativa assegna loro tutte le garanzie assicurative in materia di malattia, disoccupazione e pensione.
                L'attività dei bordelli è consentita legalmente e il favoreggiamento non è più punibile, ma solo a condizione che non vi sia sfruttamento.

                OLANDA: la prostituzione è legale fin dai tempi di Napoleone (1815) e dall'ottobre 2000 sono diventate legali anche le case chiuse. L'Olanda dispone inoltre di undici zone 'speciali', dove le professioniste del piacere lavorano all'aperto. Possono però essere arrestare se lavorano fuori da queste zone. Le prostitute in regola sono tenute a pagare le tasse, ma non a sottoporsi regolarmente a controlli sanitari.

                BELGIO: la prostituzione è legale fin dal 1948 ma viene perseguita quando turba l'ordine pubblico, anche solo attraverso forme poco appariscenti di adescamento. Perseguito per legge lo sfruttamento. Il grosso dell'attività economica legata al sesso si svolge in bar a luci rosse e case private. Le prostitute sono tenute a dichiararsi al fisco come lavoratici autonome e possono godere di assistenza sociale.

                Commenta


                • #9
                  Esempi 2

                  AUSTRALIA: la prostituzione è legale ma sotto lo stretto controllo delle autorità. E' illegale invece per le persone straniere che si recano in Australia per lavorare come prostitute. Nel luglio scorso un "gentleman's club" di Melbourne è divenuto il primo bordello al mondo quotato in borsa.

                  GRAN BRETAGNA: fornire sesso a pagamento non è illegale, ma lo sono l'adescamento e lo sfruttamento della prostituzione. Le prostitute prevalentemente lavorano in locali e abitazioni private, ma anche in strada. La politica verso il meretricio è di fatto definita a livello locale, dai consigli comunali e dalla polizia.

                  SPAGNA: le case chiuse sono state dichiarate illegali nel 1956 ma gli antichi bordelli hanno aggirato la norma diventando "club". La prostituzione è legale, ma non l'adescamento. Nell'agosto scorso il governo della Catalogna, il primo nel Paese, ha approvato un decreto che stabilisce regole sanitarie, d'orario e di collocazione dei locali dove si esercita la prostituzione.

                  USA: L'unico stato che la permette è il Nevada (lo stato della città di Las Vegas), ma solo in alcune contee ed esclusivamente in strutture allestite con i dovuti criteri igienici e dotate di precisi requisiti di sicurezza. Trentatrè case chiuse, alcune in funzione da quasi 160 anni, sono fornite di licenza statale.

                  Commenta


                  • #10
                    informato il piccolo! cmq da donna dico no alla riapertura della case! no alla prostituzione

                    Commenta


                    • #11
                      Sul no alla prostituzione posso essere d'accordo, ma purtroppo è un utopia.

                      Regolamentare il settore è un modo per proteggere sia chi si prostituisce (non tutte sono costrette a farlo, alcune lo vogliono fare ed è giusto lasciarglielo fare, finché ci sarà chi consumerà il prodotto) sia chi ne usufruisce.

                      Posso chiederti perché non sei d'accordo?

                      Commenta


                      • #12
                        LA storia che i ragazzi ai 18 anni venivano educati ad andare nei bordelli è vera. Di fatti con la scuola separata, i maschi vedevano raramente le femmine , e ciò comportava una crescente possibilità che i ragazzi diventassero omosessuali. Per garantire l'eterosesualità e la continuità della prole, i ragazzini e ragazzi venivano mandati anche di nascosto nei bordelli. Si è avuto il boom in inghilterra durante il periodo Vittoriano, e tutti lgi altri paesi funzionavano allo stesso modo.

                        Commenta


                        • #13
                          Originariamente inviato da ricciola84
                          informato il piccolo! cmq da donna dico no alla riapertura della case! no alla prostituzione
                          ma che significa da donna dico no?!?!

                          Commenta


                          • #14
                            infatti.. la prostituzione è anche maschile. Pensate al povero Aldo Busi...

                            Commenta


                            • #15
                              info

                              Originariamente inviato da Psico
                              LA storia che i ragazzi ai 18 anni venivano educati ad andare nei bordelli è vera. Di fatti con la scuola separata, i maschi vedevano raramente le femmine , e ciò comportava una crescente possibilità che i ragazzi diventassero omosessuali. Per garantire l'eterosesualità e la continuità della prole, i ragazzini e ragazzi venivano mandati anche di nascosto nei bordelli. Si è avuto il boom in inghilterra durante il periodo Vittoriano, e tutti lgi altri paesi funzionavano allo stesso modo.
                              Salve, per caso c'e' qualcuno che vive all'estero , tipo Germania o spagna . Ho sentito dire che li le ragazze normali sono molto piu' disponibili con i ragazzi, perche' a causa dei bordelli,fanno una fatica incredibile a conoscere qualche ragazzo, perche'vanno quasi tutti nei bordelli quando ne hanno voglia, e spendono anche tanto. Un po' di tempo fa era uscita una statistica su quanto spende un ragazzo tedesco nei bordelli, mi pare di ricordare che erano 3000 euro annui.Allora secondo voi e' piu' facile abbordare nei paesi in cui ci sono i bordelli?

                              Commenta

                              Sto operando...
                              X