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  • No global

    volevo iniziare qui una riflessione a lato sui mali della globalizzazione.

    anche degli eventuali risvolti buoni ... ma io credo sia soprattutto negativa.
    La vita è quello che capita.
    Lascia che capiti!

  • #2
    Re: No global

    Riflettendo in questi giorni mi è sembrato chiaro un aspetto che non avevo focalizzato prima:

    Allo stato attuale e già da un po di tempo, l'economia americana sta andando bene ...si direbbe anzi molto bene, idem quella tedesca
    ma c'è qualcosa che non va ... l'inflazione non si normalizza ..i salari restano bassi
    e dai commenti dei maggiori economisti si capisce che ci sono grossi timori per questa situazione.

    Da aggiungere c'è che negli anni appena trascorsi di crisi tutti i grandi stati hanno stampato enormi quantità di denaro,
    denaro che però non arriva alla gente rimanendo nei circuiti dell'alta finanza ad alimentare quotazioni stratosferiche di titoli e altro
    quotazioni che però hanno perso relazione con l'economia reale.
    La vita è quello che capita.
    Lascia che capiti!

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    • #3
      Re: No global

      Ma perché ci si è incastrati in questa situazione?
      non basterebbe aumentare i salari per normalizzare le cose?

      L'aumento dei salari darebbe sicuramente lo spunto necessario .... ma potrebbe portare alla chiusura dell'azienda ...
      già perché la concorrenza con il mercato globale pone in diretta competizione i salari coreani con quelli statunitensi ecc..

      Ma questo fa male anche ai paesi emergenti che avrebbero bisogno di crescita rampante... crescita che non può esserci se i compratori occidentali
      non guadagnano abbastanza....ed ecco il cortocircuito globale.
      La vita è quello che capita.
      Lascia che capiti!

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      • #4
        Re: No global

        Io non credo che Trump sia un genio, ma credo che per arrivare alla casa bianca sia necessario avere un team di esperti di grande capacità ed esperienza,
        se questi sono arrivati a suggerire di stringere le aperture globali credo che abbiano le loro motivate e buone ragioni.
        La vita è quello che capita.
        Lascia che capiti!

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        • #5
          Re: No global

          La globalizzazione finirà soltanto quando il livellamento verso la povertà sarà tale che le più grosse perdite saranno quelle dei ricchi.

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          • #6
            Re: No global

            Originariamente inviato da iron76 Visualizza il messaggio
            La globalizzazione finirà soltanto quando il livellamento verso la povertà sarà tale che le più grosse perdite saranno quelle dei ricchi.
            non finirà mai se la gente non decide di opporvisi in modo deciso.

            Anche se si dovesse arrivare a veder perdere e andare in crisi qualche multinazionale ci sarà sempre qualcun'altro che ci guadagna
            come punto estremo della globalizzazione si potrebbe ipotizzare un mondo in cui tutta la popolazione ridotta in povertà ma a livello di sopravvivenza
            che lavora come formiche per poche briciole mantenendo e arricchendo una sola grandissima multinazionale che possiede tutto e di fatto
            anche tutti perchèénulla più è possibile fare senza .
            La vita è quello che capita.
            Lascia che capiti!

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            • #7
              Re: No global

              Originariamente inviato da dingoman Visualizza il messaggio
              volevo iniziare qui una riflessione a lato sui mali della globalizzazione.

              anche degli eventuali risvolti buoni ... ma io credo sia soprattutto negativa.
              Mi segno la discussione... e ci torno più tardi.

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              • #8
                Re: No global

                Non credo che il problema sia la globalizzazione.
                Sinceramente non credo nemmeno che la globalizzazione sia un problema, è di certo una parola che suona bene negli slogan pro o contro, quindi molto adatta alla demagogia.

                Probabilmente chi si scaglia contro la globalizzazione, in realtà si sta rivolgendo contro la modernità. A volte senza neppure saperlo.
                Anche secoli fa il mondo ormai era quasi del tutto conosciuto e connesso, gli scambi di merci persone e idee c'erano già, secondo qualcuno il mondo era addirittura più globalizzato di oggi.
                Quello che era differente era appunto la modernità. Una volta per raggiungere un determinato luogo ci si impiegava mesi, ora pochi giorni, una volta le idee si diffondevano molto lentamente, oggi basta un clic, le merci viaggiavano a dorso di animali, oggi su treni superveloci e navi grandi come un paese. Con tutti i pro e i contro.

                Quindi, tutti i danni che oggi sono attribuiti alla globalizzazione sono in realtà dovuti alla modernità; e alla gestione della globalizzazione. Evidentemente i vari modelli economici elaborati per il mondo del secolo scorso, ora mostrano inesorabilmente le loro lacune, bisogna quindi cambiarli/modificarli.
                Il problema è che molti, proprio credendo che il problema sia la globalizzazione, credono che i rimedi possano essere ricette ancora più antiche e superate di quelle attuali. Ma non è che tornando "ad una volta", anche fosse possibile, rimedierebbe qualcosa.

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                • #9
                  Re: No global

                  Originariamente inviato da dingoman Visualizza il messaggio
                  non finirà mai se la gente non decide di opporvisi in modo deciso.

                  Anche se si dovesse arrivare a veder perdere e andare in crisi qualche multinazionale ci sarà sempre qualcun'altro che ci guadagna
                  come punto estremo della globalizzazione si potrebbe ipotizzare un mondo in cui tutta la popolazione ridotta in povertà ma a livello di sopravvivenza
                  che lavora come formiche per poche briciole mantenendo e arricchendo una sola grandissima multinazionale che possiede tutto e di fatto
                  anche tutti perchèénulla più è possibile fare senza .
                  Nessuno si opporrà ai ricchi,ma chinerà ancora di più la testa,come dimostra il fenomeno migratorio quando una zona diventa povera la massa si sposterà verso una zona ricca,resta da vedere se in futuro sarà permesso e a chi.

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                  • #10
                    Re: No global

                    Originariamente inviato da iron76 Visualizza il messaggio
                    Nessuno si opporrà ai ricchi,ma chinerà ancora di più la testa,come dimostra il fenomeno migratorio quando una zona diventa povera la massa si sposterà verso una zona ricca,resta da vedere se in futuro sarà permesso e a chi.
                    Una volta era così come dici, ora la massa migratoria si sposta per interesse di qualcuno che ci mangia sopra.
                    Quando il gioco si fa duro.... I duri cominciano a giocare

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                    • #11
                      Re: No global

                      Originariamente inviato da kennet Visualizza il messaggio
                      Probabilmente chi si scaglia contro la globalizzazione, in realtà si sta rivolgendo contro la modernità. A volte senza neppure saperlo.
                      Anche secoli fa il mondo ormai era quasi del tutto conosciuto e connesso, gli scambi di merci persone e idee c'erano già, secondo qualcuno il mondo era addirittura più globalizzato di oggi..
                      Da un certo punto di vista si potrebbe forse parlare di terza globalizzazione.

                      La prima Fu nel '6/700 quando il mondo divenne tutto raggiungibile
                      In quei tempi le enormi differenze nel valore delle cose era compensato dai grandi tempi e costi che ci volevano per i trasporti.
                      Ma già allora nacquero le prime grandi multinazionali come di fatto lo era la compagnia delle indie, e probabilmente avevano un potere ancora maggiore
                      delle multinazionali di oggi perché avevano meno concorrenti.

                      L'avvento dell'industrializzaz ione e dei mezzi di trasporto a motore creo la seconda globalizzazione caratterizzata dai costi e tempi di trasporto minori.
                      In quel tempo furono i dazi a fare da elemento di riequilibrio.

                      La più recente globalizzazione è caratterizzata un fatto nuovo, che non è tanto nella velocità delle reti globali che pure fa la sua parte,
                      ma più significativo è il fatto che molti paesi che fino a ieri erano stati solo produttori a basso costo sono diventati i principali consumatori di massa.

                      Gli spazi di espansione economica nei paesi cosiddetti "occidentali" è finito, ed è esaurito anche il differenziale di ricchezza in più che i lavoratori
                      occidentali avevano..

                      La situazione è completamente nuova tanto che ha spiazzato tutti i più esperti economisti.
                      La vita è quello che capita.
                      Lascia che capiti!

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                      • #12
                        Re: No global

                        Originariamente inviato da kennet Visualizza il messaggio
                        Ma non è che tornando "ad una volta", anche fosse possibile, rimedierebbe qualcosa.
                        Come dicevo la situazione è completamente nuova , non si può tornare "a una volta"

                        Ci vogliono strategie nuove, ma bisogna anche tenere presente che vecchie azioni possono dare risultati nuovi essendo cambiato tutto il contesto.
                        La vita è quello che capita.
                        Lascia che capiti!

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                        • #13
                          Re: No global

                          Originariamente inviato da iron76 Visualizza il messaggio
                          Nessuno si opporrà ai ricchi,ma chinerà ancora di più la testa,come dimostra il fenomeno migratorio quando una zona diventa povera la massa si sposterà verso una zona ricca,resta da vedere se in futuro sarà permesso e a chi.
                          Le masse saranno controllabili solo finché avranno un minimo di benessere o finché potranno sperare di trovare il benessere spostandosi,

                          Quando gli verranno tolte queste cose diventeranno incontrollabili.
                          La vita è quello che capita.
                          Lascia che capiti!

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                          • #14
                            Re: No global

                            Originariamente inviato da dingoman Visualizza il messaggio
                            Da un certo punto di vista si potrebbe forse parlare di terza globalizzazione.
                            (...)
                            La più recente globalizzazione è caratterizzata un fatto nuovo, che non è tanto nella velocità delle reti globali che pure fa la sua parte,
                            ma più significativo è il fatto che molti paesi che fino a ieri erano stati solo produttori a basso costo sono diventati i principali consumatori di massa.

                            Gli spazi di espansione economica nei paesi cosiddetti "occidentali" è finito, ed è esaurito anche il differenziale di ricchezza in più che i lavoratori
                            occidentali avevano..

                            La situazione è completamente nuova tanto che ha spiazzato tutti i più esperti economisti.
                            Non so dire se la tua classificazione delle 3 globalizzazioni abbia un fondamento storico, ma secondo me si può risalire anche a prima del '700, in fin dei conti prima della scoperta del nuovo mondo, anche ai tempi dell'impero romano, tutto il mondo era connesso. Pur con tutti i limiti e i tempi di allora.
                            L'America semplicemente allora non faceva parte del "mondo" in quanto completamente isolata e ignorata da tutti gli altri.

                            Comunque, per il resto non stiamo dicendo cose troppo diverse: il vero "problema" più che la globalizzazione è la modernità, solo che da quello che scrivi tu sembri ridimensionarne l'importanza (dove parli della velocità delle reti globali), mentre per me è il fattore chiave; è la modernità che ha creato il nuovo sistema globale che giustamente dici che deve essere gestito diversamente. La globalizzazione da sola non avrebbe potuto fare nulla.

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                            • #15
                              Re: No global

                              Poi in effetti c'è un l'altro problema, che giustamente citate, ovvero la re-distribuzione della ricchezza.
                              Per alcuni versi questa sta già succedendo, con meccanismi assolutamente normali:
                              Originariamente inviato da dingoman Visualizza il messaggio
                              (...)La più recente globalizzazione è caratterizzata un fatto nuovo, (...) è il fatto che molti paesi che fino a ieri erano stati solo produttori a basso costo sono diventati i principali consumatori di massa.

                              Gli spazi di espansione economica nei paesi cosiddetti "occidentali" è finito, ed è esaurito anche il differenziale di ricchezza in più che i lavoratori
                              occidentali avevano..
                              Semplice e ultra-logico, anche chi è povero cerca di migliorare la sua situazione, qui allora forse sopraggiunge il fattore coperta-corta: se loro si arricchiscono, noi ci impoveriamo un po', o smettiamo di arricchirci e rimaniamo stabili, non lo so.

                              Se invece si parla di distribuzione di ricchezze individuali ovviamente i discorsi un poco cambiano, e vengono in mente le continue ricerche che sottolineano come quella piccola % di popolazione ricca possieda quella grande % di ricchezza mondiale.
                              Qui non sono abbastanza competente per parlarne, posso quindi limitarmi esclusivamente a opinioni basate sul buonsenso personale.
                              Di per sè non ho nulla contro i ricchi, neanche contro i super-ricchi, semmai il problema è quando la loro presenza coincide con l'esistenza di enormi masse di gente che vive o sopravvive con pochissimo. Tradotto: Bill Gates non stona troppo negli USA, stonerebbe parecchio ad Haiti.
                              Secondo: sicuramente la ricchezza non è una colpa, ma è innegabile che sia una responsabilità nei confronti della società, direttamente proporzionale alla quantità della ricchezza stessa.

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