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epperò Matteo non le manda a dire...

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  • epperò Matteo non le manda a dire...

    Durante l'incontro UE dopo la Brexit Renzi è stato "bacchettato" dalla Merkel così:
    Originariamente inviato da da Ansa
    Originariamente inviato da Merkel
    Non possiamo ora cambiare le regole ogni due anni" sulle banche, a livello Ue "abbiamo appena lavorato per avere regole sulla ricapitalizzazione". L'attuale quadro dell'Unione bancaria, ha sottolineato Merkel, "offre la possibilità di affrontare le richieste di ogni stato membro
    al che Matteo ha così risposto:
    Originariamente inviato da da Ansa
    Originariamente inviato da Matteo
    Nessuno vuole cambiare le regole" europee sulle banche, "Abbiamo perduto l'occasione di intervenire in modo strutturale, come ha fatto la Germania intorno al 2010-2011", quindi è "inutile piangere sul latte versato perché non possiamo farlo adesso che le regole sono diverse". . "L'Italia - ha sottolineato il premier - non chiede di non rispettare le regole. L'ultima che non le ha rispettate in Europa è stata la Germania nel 2003, e l'Italia di Berlusconi glielo consentì".
    http://www.ansa.it/sito/notizie/poli...33a39a44e.html


    se le sue parole sono effettivamente state queste ..allora mi è piaciuto.
    La vita è quello che capita.
    Lascia che capiti!

  • #2
    Re: epperò Matteo non le manda a dire...

    e forse mi è piaciuto ancora di più nel finale:
    Originariamente inviato da Matteo
    "L'Italia ha l'ambizione di guidare il percorso di cambiamento dell'Ue venendo qui a portare idee e proposte, non per chiedere deroghe, anche perché nelle regole ci sono spazi per fare tutto ciò che serve al nostro Paese".
    In pratica sta dicendo alla germania che adesso deve smettere di fare la primadonna e non accettare ipotesi diverse dalla sua linea di austerity.

    La brexit di fatto è uno schiaffo alla politica tedesca nella UE, e si capisce quanto bruci dalle reazioni infantili che vogliono il "fuori subito".

    Se queste reazioni non saranno mitigate e razionalizzate al più presto gli effetti saranno catastrofici.
    Infatti se anzichè trattare con l'inghilterra si andrà a fare il muro contro muro le conseguenze saranno gravi.

    Sul piano economico l'europa le prenderà da subito poichè gran parte dei titoli sono nelle mani della City,
    poi ci sarebbero gli effetti dell'economia reale che ne risentirebbe, e altri paesi stanchi di essere tiranneggiati avvierebbero procedure d'uscita .
    La vita è quello che capita.
    Lascia che capiti!

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    • #3
      Re: epperò Matteo non le manda a dire...

      Originariamente inviato da dingoman Visualizza il messaggio
      Durante l'incontro UE dopo la Brexit Renzi è stato "bacchettato" dalla Merkel così:

      al che Matteo ha così risposto:

      http://www.ansa.it/sito/notizie/poli...33a39a44e.html


      se le sue parole sono effettivamente state queste ..allora mi è piaciuto.
      Giustissimo che faccia sentire la sua voce e quindi quella del paese che rappresenta, se poi altri paesi in passato hanno usufruito di "strappi" alle regole (ricordo che erano sia Germania che Francia) e per giunta con la "benedizione" italiana altrettanto giusto farlo notare.

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      • #4
        Re: epperò Matteo non le manda a dire...

        Originariamente inviato da dingoman Visualizza il messaggio
        (...)
        La brexit di fatto è uno schiaffo alla politica tedesca nella UE, e si capisce quanto bruci dalle reazioni infantili che vogliono il "fuori subito".
        (...)
        L'impressione che ho avuto io leggendo al stampa è che i più frettolosi siano in realtà i francesi, la linea tedesca sembra più improntata sul "rapidamente ma facendo le cose per bene". Inoltre non vedo brexit come uno schiaffo ad un solo paese, si è trattato di un rifiuto più generale ad un'idea di unione, che da sempre gli inglesi (non i britannici) hanno da sempre osteggiato.


        Originariamente inviato da dingoman Visualizza il messaggio
        (...)Se queste reazioni non saranno mitigate e razionalizzate al più presto gli effetti saranno catastrofici.
        Infatti se anzichè trattare con l'inghilterra si andrà a fare il muro contro muro le conseguenze saranno gravi.


        Sul piano economico l'europa le prenderà da subito poichè gran parte dei titoli sono nelle mani della City,
        poi ci sarebbero gli effetti dell'economia reale che ne risentirebbe, e altri paesi stanchi di essere tiranneggiati avvierebbero procedure d'uscita .
        Non mi spingo a fare previsioni economiche, troppo complessa la situazione anche per i più esperti economisti, figurarsi per chi scrive su un forum.
        E poi, perchè prendersi la briga di farlo? Stiamo assistendo alla storia nel suo svolgersi, tanto vale accomodarsi e osservare attentamente l'evoluzione degli eventi (almeno noi comuni mortali).

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        • #5
          Re: epperò Matteo non le manda a dire...

          Ma senza dubbio si possono fare alcune considerazioni.

          Ovvio che una separazione più possibile serena e condivisa convenga ad entrambe le parti, certo sono comprensibili sia la voglia di sbrigare la faccenda il più rapidamente possibile da un lato e la tendenza invece a tirarla lunga dall'altro, si dovrà trovare un compromesso.

          Poi, questa vicenda costringe per forza di cose ad affrontare uno degli aspetti che forse agli inizi si tendeva ad evitare, ovvero l'uscita di uno dei paesi dall'unione, ricordo di aver letto che anni fa fu proprio un rappresentante britannico a chiedere un regolamento a riguardo, ma fu il rappresentante tedesco che tentò di opporsi spingendo alla fine perchè tale regolamento risultasse più complicato possibile. Non ricordo poi cosa fecero.
          Tuttavia, ora uno stato è uscito, qundi bisogna stabilire le regole, il fatto che sia un paese grande e importante obbliga anche a fare le regole perbene, un vantaggio perchè in caso di uscite future si saprà cosa fare con sicurezza quasi assoluta e uno svantaggio perchè al momento è più complicato. Se si vuole, forse un modello al quale ispirarsi già c'è: la Norvegia, con tutti i suoi distinguo penso che anche per l'Inghilterra si potrebbe arrivare ad una soluzione simile.

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          • #6
            Re: epperò Matteo non le manda a dire...

            Riguardo possibili future uscite, il mio modestissimo parere è: Calma e pensiamoci bene.
            Quelli che sono dentro da un po' di tempo (tipo la Grecia) perchè è bene valutare se davvero tutti i vantaggi di un'eventuale uscita, che adesso sbandierano gli "scissionisti" di ogni nazione, siano così scontati o se una mossa del genere sarebbe paragonabile a quella della barzelletta dei due matti che per fuggire dal manicomio devono scavalcare 100 cancelli e arrivati al 95° decidono di tornare indietro perchè stanchi.

            A quelli che ci sono appena entrati più che consigliarli di pensarci mi verrebbe da chieder loro perchè abbiano deciso di entrare se già adesso hanno dubbi, pensavano forse che fosse il Bengodi e che stare dentro significasse solo ricevere soldi a pioggia?

            Ad altri, tipo la Danimarca, eternamente con un mezzo piedino dentro, mezzo fuori e le altre due metà non si sa dove, se proprio avessero dei mal di pancia e se dipendesse da me gli direi di levarsi subito e smetterla di rompere, se proprio vogliono stare soli soletti che lo facciano. Ma per fortuna non dipende da me, sperando che chi deve dirigere il tutto sappia il fatto suo.

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            • #7
              Re: epperò Matteo non le manda a dire...

              Originariamente inviato da dingoman Visualizza il messaggio
              Durante l'incontro UE dopo la Brexit Renzi è stato "bacchettato" dalla Merkel così:

              al che Matteo ha così risposto:

              http://www.ansa.it/sito/notizie/poli...33a39a44e.html


              se le sue parole sono effettivamente state queste ..allora mi è piaciuto.
              Non solo sono state queste, ma a quanto pare l'ha spuntata: 150 Miliardi per eventuali ricapitalizzazioni e messa i sicurezza dei conti

              Quello che non mi è piaciuto è in se il battibecco, partito dalla Merkel a onor del vero.

              Questo non è il momento di mettersi a battibeccare o recriminare. E' il momento di darsi da fare per risolverli per davvero i problemi dell'Europa, tra i quali purtroppo ci sono anche le sofferenze bancarie. Sarebbe un errore vedere in questi aiuti una violazione dei principi di concorrenza o un improprio aiuto pubblico, perché ad essere aiutate non sono le banche in se, ma il sistema bancario nel suo complesso, ovvero in ultima analisi tutte le imprese e i cittadini europei, compresi quelli tedeschi. Anche se questo piano risulterà impopolare (soprattutto in Germania) e verrà criticato dalle opposizioni euroscettiche come un ennesimo aiuto alle banche, penso sia coraggioso e finalmente nello spirito comunitario. Un primo passo, spero l'unico.

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              • #8
                Re: epperò Matteo non le manda a dire...

                Originariamente inviato da dingoman Visualizza il messaggio
                e forse mi è piaciuto ancora di più nel finale:


                In pratica sta dicendo alla germania che adesso deve smettere di fare la primadonna e non accettare ipotesi diverse dalla sua linea di austerity.

                La brexit di fatto è uno schiaffo alla politica tedesca nella UE, e si capisce quanto bruci dalle reazioni infantili che vogliono il "fuori subito".

                Se queste reazioni non saranno mitigate e razionalizzate al più presto gli effetti saranno catastrofici.
                Infatti se anzichè trattare con l'inghilterra si andrà a fare il muro contro muro le conseguenze saranno gravi.

                Sul piano economico l'europa le prenderà da subito poichè gran parte dei titoli sono nelle mani della City,
                poi ci sarebbero gli effetti dell'economia reale che ne risentirebbe, e altri paesi stanchi di essere tiranneggiati avvierebbero procedure d'uscita .
                Certamente la politica rigorosa di Schauble ha dimostrato di non essere adeguata e certamente quelli a rimanerci più male sono i Tedeschi, perché sono sinceramente convinti funzioni e in effetti funziona da loro. Ma è evidente da ormai più quattro anni che non funziona in Francia e in Italia, quindi è necessario cambiare direzione.

                Il discorso del fuori subito in realtà non viene tanto dalla Germania, la Merkel in effetti è stata cauta, ma viene prima di tutto dai vertici della Commissione, dalla Francia e dall'Italia. Ed è comprensibile, perché l'incertezza genera turbolenza finanziaria e i paesi più esposti sono ovviamente i più deboli. Non è una ripicca chiedere all'Inghilterra una posizione chiara in tempi rapidi, è una necessità soprattutto per proseguire un cammino comune, riposizionare le deleghe che al momento hanno gli inglesi e che non possono rimanere in sospeso troppo a lungo.

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                • #9
                  Re: epperò Matteo non le manda a dire...

                  Originariamente inviato da kennet Visualizza il messaggio
                  Giustissimo che faccia sentire la sua voce e quindi quella del paese che rappresenta, se poi altri paesi in passato hanno usufruito di "strappi" alle regole (ricordo che erano sia Germania che Francia) e per giunta con la "benedizione" italiana altrettanto giusto farlo notare.
                  In realtà il piano non si prefigura nemmeno come un "strappo" alle regole, perché è già previsto dai trattati che in una situazione di grave crisi e forte instabilità, i governi abbiano la facoltà di intervenire per stabilizzare il sistema per il bene dell'intera Eurozona. Quello che non era chiaro nei trattati era l'eventuale entità degli interventi e il riconoscimento delle condizioni in cui applicarli. I vertici Europei hanno stabilito che siamo in queste condizioni e che si può intervenire complessivamente fino a 150 Miliardi.

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                  • #10
                    Re: epperò Matteo non le manda a dire...

                    Originariamente inviato da kennet Visualizza il messaggio
                    L'impressione che ho avuto io leggendo al stampa è che i più frettolosi siano in realtà i francesi, la linea tedesca sembra più improntata sul "rapidamente ma facendo le cose per bene". Inoltre non vedo brexit come uno schiaffo ad un solo paese, si è trattato di un rifiuto più generale ad un'idea di unione, che da sempre gli inglesi (non i britannici) hanno da sempre osteggiato.
                    Confermo. Francesi, Italia e soprattutto la Commissione stanno spingendo per un'uscita rapida. Le ragioni di Francia e Italia sono abbastanza ovvie, basta guardare gli spread. Le ragioni della Commissione invece sono più tecniche, come ho cercato di riassumere prima. A Bruxelles lavorano migliaia di funzionari inglesi, che però in vista dell'uscita della Gran Bretagna dalla comunità si trovano in una posizione di conflitto di interesse. Lo stesso vale per gli Eurodeputati a Strasburgo... e il battibecco Junker-Farage dell'altro giorno riassume benissimo la situazione: "Why you are here?!"

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                    • #11
                      Re: epperò Matteo non le manda a dire...

                      Originariamente inviato da kennet Visualizza il messaggio
                      Non mi spingo a fare previsioni economiche, troppo complessa la situazione anche per i più esperti economisti, figurarsi per chi scrive su un forum.
                      E poi, perchè prendersi la briga di farlo? Stiamo assistendo alla storia nel suo svolgersi, tanto vale accomodarsi e osservare attentamente l'evoluzione degli eventi (almeno noi comuni mortali).
                      Previsioni concrete sugli andamenti di mercato e soprattutto riguardo gli impatti sull'economia reale sono ovviamente impossibile.
                      Ma qualcosa la si può dire proprio sulla base di questa ultima affermazione. Difficoltà o impossibilità nel fare previsioni in genere si traducono in volatilità. I mercati saranno volatili, ovvero con forti oscillazioni.

                      Gli impatti sull'economia reale dipenderanno sostanzialmente da come si svolgeranno le trattative per l'uscita, ma anche in questo caso qualcosa la si può dire sulla base dell'incertezza, che nel caso dell'economia reale provoca generalmente ritardi nelle decisioni. Le aziende banalmente aspettando di vedere come andrà. Anche per questo, anzi soprattutto per questo, ha perfettamente senso la richiesta del Parlamento Europeo alla Gran Bretagna di chiarire la loro posizione subito dopo l'insediamento del nuovo Primo Ministro.

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                      • #12
                        Re: epperò Matteo non le manda a dire...

                        Originariamente inviato da kennet Visualizza il messaggio
                        Ma senza dubbio si possono fare alcune considerazioni.

                        Ovvio che una separazione più possibile serena e condivisa convenga ad entrambe le parti, certo sono comprensibili sia la voglia di sbrigare la faccenda il più rapidamente possibile da un lato e la tendenza invece a tirarla lunga dall'altro, si dovrà trovare un compromesso.
                        Questi appunto sono obiettivi divergenti... e francamente non penso convenga a tutti nello stesso modo una separazione serena e condivisa.
                        Conviene alla stabilità economica e conviene alla stabilità politica inglese. Ma non conviene alla stabilità politica dei principali Stati Europei.

                        Quindi, se devo scegliere, preferisco uno scontro duro.
                        O chiedono l'applicazione dell'art. 50 in tempi brevi, o il Consiglio voti a maggioranza per la sospensione in base agli art. 4 e 7.

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                        • #13
                          Re: epperò Matteo non le manda a dire...

                          Originariamente inviato da kennet Visualizza il messaggio
                          ... forse un modello al quale ispirarsi già c'è: la Norvegia, con tutti i suoi distinguo penso che anche per l'Inghilterra si potrebbe arrivare ad una soluzione simile.
                          Non sono d'accordo.

                          La Norvegia ha sempre avuto un atteggiamento onesto verso l'Europa e in virtù di questo ha ottenuto moltissimo dall'Europa.

                          L'Inghilterra, dopo il fallimento dell'EFTA, è entrata nell'allora CEE, che aveva fin dall'inizio obiettivi integrazione politica, con il velato (nemmeno tanto) intento di ritardare questi obiettivi e trasformare il progetto Europeo in quello che voleva fosse l'EFTA, una mera area di libero scambio e niente più.

                          Io ero per il Remain... e lo sarei ancora in virtù dei milioni Scozzesi, Irlandesi, Gallesi, Londinesi e quella parte magari minore di Inglesi che hanno votato per il Remain. Ma a questo punto come ha detto Junker: Out is out.
                          Anzi, un po' incoscientemente, spero che il regno unito si spacchi e che Scozia e Irlanda rientrino nell'Unione come Stati in dipendenti.

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                          • #14
                            Re: epperò Matteo non le manda a dire...

                            Originariamente inviato da kennet Visualizza il messaggio
                            Riguardo possibili future uscite, il mio modestissimo parere è: Calma e pensiamoci bene.
                            ...
                            ...
                            A quelli che ci sono appena entrati più che consigliarli di pensarci mi verrebbe da chieder loro perchè abbiano deciso di entrare se già adesso hanno dubbi, pensavano forse che fosse il Bengodi e che stare dentro significasse solo ricevere soldi a pioggia?

                            Ad altri, tipo la Danimarca, eternamente con un mezzo piedino dentro, mezzo fuori e le altre due metà non si sa dove, se proprio avessero dei mal di pancia e se dipendesse da me gli direi di levarsi subito e smetterla di rompere, se proprio vogliono stare soli soletti che lo facciano. Ma per fortuna non dipende da me, sperando che chi deve dirigere il tutto sappia il fatto suo.
                            Secondo me ipotesi di eventuali altre uscite è da considerare in modo molto diverso a seconda che siano paesi nell'area euro o ancora con una valuta nazionale. Questa è una differenza davvero sostanziale. Per quanto possa essere traumatica l'uscita della Danimarca o dell'Ungheria, che appunto non utilizzano l'euro, seguirebbe sostanzialmente lo stesso corso di quello Inglese, provocando ulteriore recessione e crisi, ma lasciando sostanzialmente l'Eurozona intatta. Si tratta comunque di paesi con un peso notevolmente inferiore a quello del Regno Unito e quindi aggraverebbe solo gli effetti già provocati dall'uscita dell'Inghilterra.
                            Il discorso secondo me cambierebbe se un paese dell'area euro volesse uscire. Questo, non solo sarebbe molto più complicato da organizzare, ma avrebbe implicazioni politiche ed economiche ben maggiori.
                            Se poi fosse addirittura uno 6 dei paesi fondatori... beh... non ci voglio nemmeno pensare.

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                            • #15
                              Re: epperò Matteo non le manda a dire...

                              Originariamente inviato da zar2086 Visualizza il messaggio
                              Non solo sono state queste, ma a quanto pare l'ha spuntata: 150 Miliardi per eventuali ricapitalizzazioni e messa i sicurezza dei conti.
                              pare ci sia stata una spintarella in tal senso dagli americani, che mercoledì notte (da noi) hanno avviato uno stress test sulla Deuce-bank
                              che sembra sia stata bociata da tale test.

                              Insomma hanno detto si ...perchè forse può servire anche a loro.


                              io dico in sintesi che se oltre a Renzi non si mettono anche gli altri a far capire ai tedeschi che devono smettere di voler fare i dittatori dell'europa,
                              allora l'europa è finita.
                              La vita è quello che capita.
                              Lascia che capiti!

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