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Attentato a Bruxelles

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  • Attentato a Bruxelles

    Premesso che mi spiace per l'ennesimo attacco terroristico, riporto un interessante commento del prof. Francesco Erspamer:

    Giustamente gli europei disprezzano gli americani perché si sono assuefatti alle stragi: se uno ******* va al supermercato, compra un paio di fucili a ripetizione e ammazza una decina di persone in una scuola o per strada, la notizia neppure arriva sulla prima pagina del New York Times. Càpita troppe volte ed è comunque inutile frustrarsi visto che nessuno ha davvero intenzione di risolvere la situazione: non perché sia impossibile ma perché significherebbe cambiare alcune abitudini e la gente, che ha disimparato a pensare e a vivere grazie ai nuovi media e dalle nuove tecnologie (o meglio dal modo in cui sono gestiti), sempre di più si aggrappa alle abitudini (incluse o specialmente quelle indotte) per compensare la dissoluzione delle comunità, delle famiglie, delle pratiche di condivisione e solidarietà.

  • #2
    Re: Attentato a Bruxelles

    Ma gli europei stanno diventando come gli americani. Le stragi provocate dall'estremismo islamico sono sempre più frequenti e l'attenzione pian piano diminuisce. Presto un attacco con una decina di vittime a Bruxelles o Parigi meriterà al massimo un trafiletto interno. Ci si abitua a tutto quando non si può rimediare. E nessuno vuole rimediare. Perché ciò che il terrorismo rivela è il completo fallimento della globalizzazione: sia intesa come rapina da parte delle multinazionali (sostenute dal Pentagono e dai suoi alleati) di tutti i beni comuni e naturali, a cominciare da quelli degli altri; sia come terzomondismo, usato da una sinistra timorosa e confusa per dimenticare e far dimenticare la propria completa resa a quello che dovrebbe essere il suo nemico, il neocapitalismo. Nessuno è pronto ad abbandonare e neppure regolamentare la globalizzazione: piace ovviamente alla plutocrazia che grazie a essa si è arricchita in modo osceno ma fa comodo anche alla classe media occidentale che solo sfruttando l'immigrazione e i lavoratori a bassissimo costo dei paesi poveri può recuperare una parte di ciò che ha ceduto alle corporation rinunciando alla lotta sindacale e all’impegno politico.
    Smettiamola di fare gli ipocriti. La realtà è che un iPhone vale bene qualche massacro.

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    • #3
      Re: Attentato a Bruxelles

      Originariamente inviato da Seba82 Visualizza il messaggio
      Ma gli europei stanno diventando come gli americani. Le stragi provocate dall'estremismo islamico sono sempre più frequenti e l'attenzione pian piano diminuisce.
      Smettiamola di fare gli ipocriti. La realtà è che un iPhone vale bene qualche massacro.
      A parte che le stragi terroristiche non hanno nulla a che vedere con il fatto che in America ogni tanto qualcuno sbrocca per motivi personali e ammazza gente a caso, aiutato anche dal fatto che in quel paese anche un bambino di 3 anni può entrare in un'armeria e uscirne equipaggiato meglio di Rambo...

      Ma non ho capito il senso del tuo sfogo: sembra quasi che con questo attacco alla globalizzazione, tu stia in qualche modo giustificando i terroristi.

      Quella del terrorismo è una minaccia mondiale come vorresti affrontarla se non in maniera unita?
      Se l'Europa si disgregasse e ognuno tornasse a farsi i cavoli suoi, non sarebbe ancora più facile per i terroristi colpire?

      Quanto al fatto che ritieni che ci sia scarsa attenzione mediatica, onestamente ritieni davvero che, al di là del doveroso dovere di informazione, tutte le varie campagne social, le bandiere, i vari "je suis" servano a qualcosa?
      Dai, è solo esibizionismo puro e semplice.

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      • #4
        Re: Attentato a Bruxelles

        Guarda che ho solo riportato parole di un'altra persona... comunque è indubbio che per mantenere un certo tenore di vita si siano sfruttate certe cose.

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        • #5
          Re: Attentato a Bruxelles

          Credo che il titolo della discussione sia un po' ingannevole, in realtà qui si parla solo marginalmente dell'attentato di Bruxelles, che è preso solo come spunto dal prof. Esparmer per parlare di globalizzazione & annessi.


          Non conoscendo questo professore, ho fatto una rapidissima ricerca su google e ho visto che attualmente è professore di Lingue e letterature romanze e responsabile degli Italian Studies alla Harvard University, con esperienze in numerose altre università americane.


          Riguardo al suo sfogo, ammetto che mi sembra un po' confuso e vago, probabilmente scritto in fretta e furia sullo slancio dell'adrenalina post-factum, fosse stato senza firma credo che, come contenuti, sarebbe stato difficilmente distinguibile dai milioni di altri commenti che milioni di normalissimi utenti lasciano sui social network.
          Gli argomenti trattati sono potenzialmente vastissimi, potrebbero essere oggetto di discussioni chilometriche, conditi da forti ma vaghe accuse contro altrettanto vaghi poteri forti.

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          • #6
            Re: Attentato a Bruxelles

            Però ci sono anche dei buoni spunti:
            ciò che il terrorismo rivela è il completo fallimento della globalizzazione (...)
            Ora, io non insegno ad Harvard, ma già il fatto che qualcuno parli di "fallimento della globalizzazione" a me suona stonato, perchè non penso è che a fallire o riuscire sia la globalizzazione in sè (processo irreversibile e comunque in atto già da secoli), ma semmai chi la dovrebbe guidare. Quindi se proprio il terrorismo certificherebbe al massimo il fallimento di chi ha fatto determinate scelte politiche e/o militari, cosa che in moltissimi hanno più volte sottolineato negli ultimi anni o addirittura decenni.

            Riguardo invece ai due aspetti della gl. che lui cita, è almeno lodevole che dia una definizione di quello che intende:
            (...)sia intesa come rapina da parte delle multinazionali (sostenute dal Pentagono e dai suoi alleati) di tutti i beni comuni e naturali, a cominciare da quelli degli altri; sia come terzomondismo, usato da una sinistra timorosa e confusa per dimenticare e far dimenticare la propria completa resa a quello che dovrebbe essere il suo nemico, il neocapitalismo.
            così si circoscrive un po' il campo delle argomentazioni sulle quali discutere.

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            • #7
              Re: Attentato a Bruxelles

              Sulla prima accusa, non mi sbilancio a dire se sia fondata o no, mi limito a osservare che lui e quelli che la pensano come lui, invece che lanciare accuse un poco vaghe, potrebbero anche cominciare a fare una vera e propria lista dettagliata di quali siano questi potenti da (eventualmente) boicottare.
              Ok, in parte è intuitivo, è chiaro che parlano del pentagono si riferisce all'esercito (americano in questo caso) e per "suoi alleati" a me verrebbe da pensare che siano le industrie degli armamenti e le loro lobby. Ma quelle fantomatiche "multinazionali", quali sarebbero di preciso?
              Scrivendo "rapina da parte delle multinazionali" farebbe pensare che siano le multinazionali in generale, tutte nessuna esclusa, è quindi così? O qualche multinazionale-Lot nel mezzo di Sodoma & Gomorra la si può trovare e salvare?

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              • #8
                Re: Attentato a Bruxelles

                Riguardo la seconda accusa invece ammetto di non aver capito cosa sia sotto accusa: il terzomondismo in sè, oppure l'uso strumentale che la sinistra ne farebbe per mascherare le sue mancanze?
                Propendo più per la prima ipotesi.

                Per la cronaca, il terzomondismo è, copio-incollo da wikipedia, una dottrina politica secondo la quale il sottosviluppo dei paesi del terzo mondo è un prodotto del colonialismo occidentale e delle sue seguenti derivazioni.
                Quindi, messa così il fallimento della globalizzazione, intesa come terzomondismo, significherebbe che a fallire è stato proprio il terzomondismo? Sarei in parte d'accordo, ma ho il forte dubbio che non era questo che Esparmer voleva dire, semmai l'opposto.

                Ricordo un'intervista di Enzo Biagi a Wilbur Smith (che non sono riuscito a trovare da nessuna parte), durante la quale Biagi gli chiedeva quali secondo lui fossero le responsabilità degli europei nella situazione attuale dell'Africa, Smith rispose "Nessuna", argomentando poi la sua opinione (onestamente non ricordo bene come, sono passati anni).

                Ora, forse anche lui stava un po' esagerando, io credo che di responsabilità il colonialismo ne abbia di sicuro, ma credo che altrettanto di sicuro anche Esparmer sbagli, dare sempre e comunque tutte le colpe all'Occidente serve solo a negare anche le proprie responsabilità all'infinito.

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                • #9
                  Re: Attentato a Bruxelles

                  quello che il professore ha detto in merito al "fallimento della globalizzazione" credo che sia solo stata una estremizzazione del concetto
                  che io condivido e cioè che l'attuale terrorismo islamico dall'isis a Bin Laden, è un frutto della globalizzazione.

                  Il mio dubbio semmai è quanto di questo frutto sia maturato in modo spontaneo e quanto invece non sia stato ben concimato.

                  Il concetto infatti è che pur essendosi sviluppato a causa della globalizzazione occidentale, il terrorismo che colpisce ovunque
                  e fa sentire tutti attaccabili ...allo stesso tempo ottiene di mantenere compatte le file dei paesi occidentali forzando sulla via della globalizzazione.

                  Caso?....o strategia?
                  magari entrambi
                  La vita è quello che capita.
                  Lascia che capiti!

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                  • #10
                    Re: Attentato a Bruxelles

                    Originariamente inviato da dingoman Visualizza il messaggio
                    Il concetto infatti è che pur essendosi sviluppato a causa della globalizzazione occidentale, il terrorismo che colpisce ovunque
                    e fa sentire tutti attaccabili ...allo stesso tempo ottiene di mantenere compatte le file dei paesi occidentali forzando sulla via della globalizzazione.
                    Caso?....o strategia?
                    Se è una strategia direi che è pensata veramente male, perché dal lato del "popolo" il terrorismo sta avendo l'effetto contrario, cioè quello di disunire i popoli anzi che coalizzarli.
                    Se foraggiare segretamente il terrorismo è pensato per convincere la gente della necessità della globalizzazione, mi spiace per loro ma non sta proprio funzionando.

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                    • #11
                      Re: Attentato a Bruxelles

                      Originariamente inviato da stefano28 Visualizza il messaggio
                      Se è una strategia direi che è pensata veramente male, perché dal lato del "popolo" il terrorismo sta avendo l'effetto contrario, cioè quello di disunire i popoli anzi che coalizzarli.
                      Se foraggiare segretamente il terrorismo è pensato per convincere la gente della necessità della globalizzazione, mi spiace per loro ma non sta proprio funzionando.
                      Paradossalmente adesso siamo tutti più uniti... dalla paura

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                      • #12
                        Re: Attentato a Bruxelles

                        Originariamente inviato da Seba82 Visualizza il messaggio
                        Paradossalmente adesso siamo tutti più uniti... dalla paura
                        esatto
                        questo è il concetto
                        la paura contro un nemico ...che non è neanche identificabile con una nazione ed è solo parzialmente associato all'Islam.

                        è un disegno paradossalmente perfetto per unire...nel momenti in cui ci sono fortissime spinte a disgregare.
                        La vita è quello che capita.
                        Lascia che capiti!

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                        • #13
                          Re: Attentato a Bruxelles

                          Originariamente inviato da Seba82 Visualizza il messaggio
                          Paradossalmente adesso siamo tutti più uniti... dalla paura
                          A me non sembra proprio,

                          in ogni paese stanno spuntando movimenti e partiti estremisti, xenofobi e nazionalisti dappertutto, tutti che chiedono che il proprio stato si stacchi dal resto.

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                          • #14
                            Re: Attentato a Bruxelles

                            Originariamente inviato da stefano28 Visualizza il messaggio
                            A me non sembra proprio,

                            in ogni paese stanno spuntando movimenti e partiti estremisti, xenofobi e nazionalisti dappertutto, tutti che chiedono che il proprio stato si stacchi dal resto.
                            E questo proliferare di partiti xenofobi da cosa è causato, secondo te?

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                            • #15
                              Re: Attentato a Bruxelles

                              Originariamente inviato da Seba82 Visualizza il messaggio
                              E questo proliferare di partiti xenofobi da cosa è causato, secondo te?
                              Per quanto riguarda l'Italia il problema non è tanto l'immigrazione, quanto la legge e la giustizia che non funzionano né con noi né soprattutto con loro.

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