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Produttività in Italia

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  • Produttività in Italia

    Spesso si sente parlare di produttività in Italia, di come nelle ditte italiane, i fannulloni e gli incapaci rendono il paese poco competitivo.

    Come sempre è una mezza verità, se infatti prendiamo un aborigeno con una pala primitiva, tale uomo sarà molto meno produttivo di un addetto alla conduzione di un escavatore, in un'ora quanta terra si sposta con un escavatore? Quanta se ne sposta a mano???

    Ma il bello viene qui, se anche si regalasse un escavatore all'aborigeno non sarebbe certamente capace di utilizzarlo con la maestria di un addetto nato e formato in una società industriale. La sua bassa produttività non dipende dal fatto che lui è un fannullone, non dipende dal fatto che non ha voglia di lavorare, semplicemente FA PARTE DELLA SUA CULTURA, in Italia noi siamo abituati a considerarci al pari di altri paesi industriali, questo dipende dal fatto che nel dopoguerra, la tecnologia e le competenze richieste per competere a livello internazionale non erano elevate quanto quelle necessarie oggi, quindi un piccolo numero di persone con conoscenze elevate era sufficiente a mantenere il paese competitivo. Oggi non è più così. Inoltre esiste un secondo fatto insito nella nostra cultura, mentre in Germania, Stati Uniti, Gran Bretagna, Francia etc... una persona istruita è valorizzata (maggior stipendio e considerazione da parte della società) in Italia spesso si considerano persone che non capiscono nulla, incapaci di lavorare duramente come gli uomini forgiati dalla tradizione, una persona che dunque potenzialmente potrebbe essere resa più produttiva, non è incoraggiata a incrementare le sue conoscienze sia perché non ottiene prestigio sociale sia perché non ottiene remunerazione. Ci sono quindi solamente gli "amatori di un settore" che si specializzano, ma restano comunque una minoranza spesso costretta a mansioni che in una società più incline alla professionalità sarebbero affidate a dei mediocri (per quanto ben preparati).

    segue
    Non è mai la vita a fare schifo, sono le persone con cui si interagisce nella vita che facilmente possono essere schifose.

  • #2
    Re: Produttività in Italia

    Un caso interessante è l'agricoltura, qualche anno fa avevo visto uno studio che mostrava come in Italia i laureati che si occupano dell'agricoltura siano uno su dieci lavoratori di aziende agricole, contro l'uno su quattro della Germania, Francia etc... Spesso si sentono contadini che affermano che la gente che studia non ha nulla da insegnargli e che si è sempre fatto così (spesso insistendo che l'uso sfrenato di pesticidi e monocolture sia la vera agricoltura redditizia non i metodi paraecologisti moderni che a detta loro non rendono... Ovviamente si tratta di persone ignoranti ed incapaci di vedere gli effetti delle loro azioni sull'lungo termine.).

    Fatte queste premesse, come possiamo pensare che un'Italiano competa con un tedesco? In passato era possibile ma con l'attuale livello di tecnologia e di competenze richieste per competere dovremmo CAMBIARE la nostra cultura, i valori con cui valutiamo le persone, il rispetto che si ha per un modo di lavorare rispetto ad un altro. E tutto questo oltre a non essere istantaneo, potrebbe verificarsi solo in una società desiderosa di questo tipo di cambiamento. Secondo me l'Italia NON lo è!

    A questo punto, perché insistere? Perché forzarci a competere con l'Europa ed i tedesci in particolare? Avrebbe senso se io andassi a competere contro Mike Tyson? È la stessa cosa!
    Non è mai la vita a fare schifo, sono le persone con cui si interagisce nella vita che facilmente possono essere schifose.

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    • #3
      Re: Produttività in Italia

      Originariamente inviato da luca468 Visualizza il messaggio
      A questo punto, perché insistere? Perché forzarci a competere con l'Europa ed i tedesci in particolare? Avrebbe senso se io andassi a competere contro Mike Tyson? È la stessa cosa!
      E' quello che penso da anni... dillo a chi ci governa

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      • #4
        Re: Produttività in Italia

        Originariamente inviato da luca468 Visualizza il messaggio
        Un caso interessante è l'agricoltura, qualche anno fa avevo visto uno studio che mostrava come in Italia i laureati che si occupano dell'agricoltura siano uno su dieci lavoratori di aziende agricole, contro l'uno su quattro della Germania,
        In Italia sono così pochi i laureati che si occupano di agricoltura, perché ci sarebbe comunque da avere a che fare con la terra e lo studente medio italiano che va all'università non ha nessuna intenzione di toccare la terra.
        E i "vecchi" lavoratori si lamentano dei giovani perché in effetti (sempre quelli italici) escono dall'università e pensano di sapere già tutto, più di gente che ha anni e anni di esperienza alle spalle.

        Secondo me i problemi principali di oggi sono due

        1) i giovani vanno all'università convinti che dopo aver ottenuto la laurea saranno all'istante dei super esperti nel loro campo e guadagneranno palate di soldi già al primo impiego;

        2) se da un lato è l'università stessa (insieme alla società civile) ad inculcare nei giovani questa illusione, dall'altro questi istituti di istruzione non ti preparano per nulla al mondo del lavoro, in quanto non c'è sufficientemente contatto tra quest'ultimo, gli atenei e gli studenti.

        Risultato: tu esci dall'università con la tua bella laurea in mano credendo di essere già il nuovo Hawking, quando la realtà è che per il mondo di fuori sei un signor nessuno con un pezzo di carta.

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        • #5
          Re: Produttività in Italia

          Originariamente inviato da stefano28 Visualizza il messaggio
          In Italia sono così pochi i laureati che si occupano di agricoltura, perché ci sarebbe comunque da avere a che fare con la terra e lo studente medio italiano che va all'università non ha nessuna intenzione di toccare la terra.
          E i "vecchi" lavoratori si lamentano dei giovani perché in effetti (sempre quelli italici) escono dall'università e pensano di sapere già tutto, più di gente che ha anni e anni di esperienza alle spalle.

          Secondo me i problemi principali di oggi sono due

          1) i giovani vanno all'università convinti che dopo aver ottenuto la laurea saranno all'istante dei super esperti nel loro campo e guadagneranno palate di soldi già al primo impiego;

          2) se da un lato è l'università stessa (insieme alla società civile) ad inculcare nei giovani questa illusione, dall'altro questi istituti di istruzione non ti preparano per nulla al mondo del lavoro, in quanto non c'è sufficientemente contatto tra quest'ultimo, gli atenei e gli studenti.

          Risultato: tu esci dall'università con la tua bella laurea in mano credendo di essere già il nuovo Hawking, quando la realtà è che per il mondo di fuori sei un signor nessuno con un pezzo di carta.
          Io non sono più un "giovane" ma non ho tanti anni di lavoro alle spalle. All'estero ci sono aziende disposte a darmi 2 volte e mezzo quello che prendo qui! Ora prima di chiedermi perché non lo faccio mettendo il naso negli affari degli altri in modo maleducato pur di avere ragione (e dunque cambiando discorso) con il tuo solito atteggiamento che ti contraddistingue, puoi spiegarmi perché mi pagherebbero di più per lavorare meno???

          Io penso che tu non abbia mai avuto modo di mettere il naso in un'azienda agricola straniera, forse nemmeno in una italiana, io si, hai impostato la tua risposta sul dire l'opposto di quello che ho detto io, almeno sai di cosa stai parlando?
          Non è mai la vita a fare schifo, sono le persone con cui si interagisce nella vita che facilmente possono essere schifose.

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          • #6
            Re: Produttività in Italia

            Originariamente inviato da luca468 Visualizza il messaggio
            Io non sono più ...
            luca il post che hai citato non era diretto contro di te,
            era un discorso generico
            La vita è quello che capita.
            Lascia che capiti!

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            • #7
              Re: Produttività in Italia

              Originariamente inviato da luca468 Visualizza il messaggio
              Io non sono più un "giovane" ma non ho tanti anni di lavoro alle spalle. All'estero ci sono aziende disposte a darmi 2 volte e mezzo quello che prendo qui!
              E' vero, ma tieni presente che il costo della vita degli altri paesi è decisamente più alto del nostro.
              Un esempio? In Inghilterra prenderesti di più, ma prova a paragonare il loro costo della vita con il nostro.
              Certo in quei paesi gli stipendi sono adeguati al costo della vita, ciò non toglie che in tali posti prenderesti di più, ma spenderesti anche di più.

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              • #8
                Re: Produttività in Italia

                Originariamente inviato da stefano28 Visualizza il messaggio
                In Italia sono così pochi i laureati che si occupano di agricoltura, perché ci sarebbe comunque da avere a che fare con la terra e lo studente medio italiano che va all'università non ha nessuna intenzione di toccare la terra.
                E i "vecchi" lavoratori si lamentano dei giovani perché in effetti (sempre quelli italici) escono dall'università e pensano di sapere già tutto, più di gente che ha anni e anni di esperienza alle spalle.

                Secondo me i problemi principali di oggi sono due

                1) i giovani vanno all'università convinti che dopo aver ottenuto la laurea saranno all'istante dei super esperti nel loro campo e guadagneranno palate di soldi già al primo impiego;

                2) se da un lato è l'università stessa (insieme alla società civile) ad inculcare nei giovani questa illusione, dall'altro questi istituti di istruzione non ti preparano per nulla al mondo del lavoro, in quanto non c'è sufficientemente contatto tra quest'ultimo, gli atenei e gli studenti.

                Risultato: tu esci dall'università con la tua bella laurea in mano credendo di essere già il nuovo Hawking, quando la realtà è che per il mondo di fuori sei un signor nessuno con un pezzo di carta.
                Evidentemente non conosci gente laureata in agraria...

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                • #9
                  Re: Produttività in Italia

                  Originariamente inviato da stefano28 Visualizza il messaggio
                  E' vero, ma tieni presente che il costo della vita degli altri paesi è decisamente più alto del nostro.
                  Un esempio? In Inghilterra prenderesti di più, ma prova a paragonare il loro costo della vita con il nostro.
                  Certo in quei paesi gli stipendi sono adeguati al costo della vita, ciò non toglie che in tali posti prenderesti di più, ma spenderesti anche di più.
                  Non è proprio vero che il costo della vita sia più alto, prova ad andare in Germania, i prezzi al supermercato sono la metà dei nostri

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                  • #10
                    Re: Produttività in Italia

                    Originariamente inviato da dingoman Visualizza il messaggio
                    luca il post che hai citato non era diretto contro di te,
                    era un discorso generico
                    Infatti non ho minimamente supposto che fosse diretto contro di me! Ho usato solamente il mio esempio perché lo conosco... Non per risposta. Ma ci sono esempi ancora più rilevanti e significativi del mio.

                    In ogni caso il discorso è molto semplice. O la politica ricomincia a tutelare i suoi cittadini PRIMA di tutelare altro, oppure non migliorerà mai niente in questo paese morente!

                    Vorrei far notare che se si esclude l'immigrazione, l'Italia è l'unico paese al mondo con una natalità procapite negativa. Potrà anche essere un bene per il globo e i diritti umani di qualche popolo straniero, magari dell'Europa del est, ma sicuramente è il segno di un malessere della popolazione italiana. Vediamo un po' che cosa vorranno fare gli italiani, per il momento sembra che preferiscano l'estinzione al cambiamento!
                    Non è mai la vita a fare schifo, sono le persone con cui si interagisce nella vita che facilmente possono essere schifose.

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                    • #11
                      Re: Produttività in Italia

                      Originariamente inviato da luca468 Visualizza il messaggio
                      Vorrei far notare che se si esclude l'immigrazione, l'Italia è l'unico paese al mondo con una natalità procapite negativa. Potrà anche essere un bene per il globo e i diritti umani di qualche popolo straniero, magari dell'Europa del est, ma sicuramente è il segno di un malessere della popolazione italiana. Vediamo un po' che cosa vorranno fare gli italiani, per il momento sembra che preferiscano l'estinzione al cambiamento!
                      osservazione interessante

                      in sintesi ..... gli italiani non credono nel futuro e così non fanno figli
                      scelgono l'estinzione invece che combattere per cambiare prospettive
                      La vita è quello che capita.
                      Lascia che capiti!

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                      • #12
                        Re: Produttività in Italia

                        Originariamente inviato da dingoman Visualizza il messaggio
                        osservazione interessante in sintesi ..... gli italiani non credono nel futuro e così non fanno figli scelgono l'estinzione invece che combattere per cambiare prospettive
                        Gli italiani non fanno figli perché costano.E allo stato attuale delle cose non tutti se lo possono permettere.Si ai tempi dei miei genitori era appena finita la guerra e i figli si facevano uguale.Però il lavoro c'era e i figli per la stragrande maggioranza a 14 anni già lavoravano.Oggi il lavoro ce l'hai e magari domani no.E un figlio non ti diventa indipendente fino a 25-30 anni (se gli va di lusso).

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                        • #13
                          Re: Produttività in Italia

                          Originariamente inviato da luca468 Visualizza il messaggio
                          Spesso si sente parlare di produttività in Italia, di come nelle ditte italiane, i fannulloni e gli incapaci rendono il paese poco competitivo.

                          ...Un caso interessante è l'agricoltura, qualche anno fa avevo visto uno studio che mostrava come in Italia i laureati che si occupano dell'agricoltura siano uno su dieci lavoratori di aziende agricole, contro l'uno su quattro della Germania, Francia etc... Spesso si sentono contadini che affermano che la gente che studia non ha nulla da insegnargli e che si è sempre fatto così (spesso insistendo che l'uso sfrenato di pesticidi e monocolture sia la vera agricoltura redditizia non i metodi paraecologisti moderni che a detta loro non rendono... Ovviamente si tratta di persone ignoranti ed incapaci di vedere gli effetti delle loro azioni sull'lungo termine.).
                          Sono in gran parte d'accordo con le tue riflessioni che per certi versi mi ricordano quelle che ho letto poco tempo fa su un blog del Corriere della Sera:

                          http://italians.corriere.it/2015/01/24/31268/

                          L'esempio dell'agricoltura mi sembra in entrambi i casi particolarmente calzante e metaforico della situazione generale del paese.
                          Se poi si restringe la prospettiva parlando di realtà agricola in senso letterale, secondo la mia esperienza diretta che riguarda le aree agricole del veronese e in particolare quelle viti-vinicole della Valpolicella, la ragione che mi sento di attribuirti cresce a dismisura; penso che Fort Knox sia più aperto della mente della maggioranza degli agricoltori di quelle zone.
                          Il problema è che i terreni sono loro, loro se li gestiscono e probabilmente ci si faranno seppellire.

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                          • #14
                            Re: Produttività in Italia

                            Originariamente inviato da luca468 Visualizza il messaggio
                            Fatte queste premesse, come possiamo pensare che un'Italiano competa con un tedesco? In passato era possibile ma con l'attuale livello di tecnologia e di competenze richieste per competere dovremmo CAMBIARE la nostra cultura, i valori con cui valutiamo le persone, il rispetto che si ha per un modo di lavorare rispetto ad un altro. E tutto questo oltre a non essere istantaneo, potrebbe verificarsi solo in una società desiderosa di questo tipo di cambiamento. Secondo me l'Italia NON lo è!
                            Qui secondo me paghiamo decenni di quasi immobilismo e di tirare a campà. Non troppi decenni fa in non pochi settori anche importanti (informatica, chimica) eravamo all'avanguardia, nonchè prima meta turistica mondiale; solo che non abbiamo calcolato che per restarci bisogna continuare a correre, perchè se ti rilassi sugli allori, ciao.


                            Originariamente inviato da luca468 Visualizza il messaggio
                            A questo punto, perché insistere? Perché forzarci a competere con l'Europa ed i tedesci in particolare? Avrebbe senso se io andassi a competere contro Mike Tyson? È la stessa cosa!
                            Credo che la scelta sia tra il provare a competere con Klitschko (per essere più attuali ) o con una ventina di lottatori, più piccoli e deboli, ma che combattono tutti insieme e slealmente (i paesi in via di sviluppo con costi di manodopera bassissimi).
                            Temo che la scelta sia obbligata.

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                            • #15
                              Re: Produttività in Italia

                              Originariamente inviato da stefano28 Visualizza il messaggio
                              1) i giovani vanno all'università convinti che dopo aver ottenuto la laurea saranno all'istante dei super esperti nel loro campo e guadagneranno palate di soldi già al primo impiego;
                              Mah, forse una volta, quando l'unico posto di lavoro conosciuto era quello fisso e prima dello sconquasso fatto dalle leggi Treu-Biagi sul mercato del lavoro; attualmente solo un babbeo può davvero iscriversi all'università con una certezza simile, si sente ovunque che la laurea non è affatto così conveniente (dal punto di vista retributivo).

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