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Grandi opere. Servono davvero?

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  • Grandi opere. Servono davvero?

    Tutti sappiamo che le grandi opere del passato, dalle ferrovie, ai ponti, alle autostrade, hanno rappresentato il punto di svolta della crescita economica di qualunque Paese.
    Una volta queste opere non c'erano e quindi se ne sentiva il bisogno. Oggi invece ci sono già. E' davvero così utile quindi farne di nuove? O forse sarebbe più utile e meno rischioso dedicarsi alle opere già esistenti?
    Ogni anno, con scadenza regolare, si verificano tragedie causate proprio dall'aver trascurato le opere già esistenti: scuole, ospedali, inondazioni (per fare degli esempi).
    Prima di approfondire il discorso, suggerisco l'ascolto di un'intervista a Jonh Perkins, un economista pentito che dopo il crollo delle Torri Gemelle del settembre 2001 decide di raccontare cose fino ad allora inedite.
    In questo video, Jonh Perkins spiega come e per quali scopi i maggiori istituti di credito riescono a finanziare le grandi opere pubbliche attraverso governi che usano il solito alibi del "progresso" e la promessa di una "crescita del lavoro".

    https://www.youtube.com/watch?v=k5ZCdoFuAkQ
    La persona che gode di una buona salute mentale riesce sempre a trovare delle risposte positive

  • #2
    Re: Grandi opere. Servono davvero?

    Le grandi opere, se intese come opere da lasciare alla popolazione italiana per migliorare la vita allora sì servono. Se intese come mera speculazione economica di politici, imprendiori e mafiosi, a spese di operai malpagati, cittadini tatassati di imposte allora sono del tutto inutili!
    Nel periodo di crisi, nuove opere e ristrutturazioni di opere esistenti, intese come nella prima ipotesi sono Necessarie!
    Quando un uomo varca la porta di una casa, si può trovare di fronte a un milione di nemici.

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    • #3
      Re: Grandi opere. Servono davvero?

      le grandi opere servono se non averle significa rimane indietro
      ad ese nel mio piccolo penso che la TAV sia utile (se la nazione a noi confinante ce l'ha)
      ma non il ponte sullo stretto
      poi, abito nel mezzo e non so dire se sbaglio.

      di sicuro ad oggi proporrei come grandi opere il rifacimento del letto del fiume.
      abito nelle marche, e abbiamo tutto tranne che fiumi...ma così vengono definiti.
      beh, un torrente straripa e allaga mezza città........c'è qualcosa che non torna, a prescindere dalla bomba d'acqua o meno che c'è stata.
      Armageddon was yesterday Today we have a serious problem-21 vittoria..grande baldoria..
      No, non sono per la pace nel mondo....ma per la buona convivenza tra i popoli.... ;)

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      • #4
        Re: Grandi opere. Servono davvero?

        Originariamente inviato da Nudols Visualizza il messaggio
        Le grandi opere, se intese come opere da lasciare alla popolazione italiana per migliorare la vita allora sì servono. Se intese come mera speculazione economica di politici, imprendiori e mafiosi, a spese di operai malpagati, cittadini tatassati di imposte allora sono del tutto inutili!
        Nel periodo di crisi, nuove opere e ristrutturazioni di opere esistenti, intese come nella prima ipotesi sono Necessarie!
        Il problema è che in Italia esiste sempre e solo la seconda ipotesi. È dunque necessario prima ripulire l'Italia e solo dopo pensare alle grandi opere.
        Tra l'altro, a me sta bene che si facciano grandi opere però vorrei che fossero fatte in un'ottica nazionale autarchica, non come normalmente capita.
        Ti faccio un esempio che rende l'idea, il nucleare in Italia, volevano farlo comprando tutta la tecnologia dalla Francia, con l'aggravante di mettere in mano il tutto a mafiosi per quanto sarebbe riguardato la parte edile e la gestione... Capisci che in queste condizioni una cosa potenzialmente positiva diventa negativa ma non per la cosa in se, ma per la mancanza di precondizioni nel paese per poterlo fare, precondizioni sulle quali nessuno investe o si interessa...

        Quindi ci si ritrova poi con cementificazione selvaggia, discariche più o meno tossiche abusive etc... Quanti edifici fatiscenti e non utilizzati ci sono in Italia? Edifici che ne buttano giù, ne riqualificano? Strade dissestate con l'asfalto che fa pena, etc...

        Se non si creano delle precondizioni prima, sarà sempre tutto NON funzionante...
        Non è mai la vita a fare schifo, sono le persone con cui si interagisce nella vita che facilmente possono essere schifose.

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        • #5
          Re: Grandi opere. Servono davvero?

          Originariamente inviato da giovy9 Visualizza il messaggio
          le grandi opere servono se non averle significa rimane indietro
          ad ese nel mio piccolo penso che la TAV sia utile (se la nazione a noi confinante ce l'ha)
          ma non il ponte sullo stretto
          poi, abito nel mezzo e non so dire se sbaglio.

          di sicuro ad oggi proporrei come grandi opere il rifacimento del letto del fiume.
          abito nelle marche, e abbiamo tutto tranne che fiumi...ma così vengono definiti.
          beh, un torrente straripa e allaga mezza città........c'è qualcosa che non torna, a prescindere dalla bomba d'acqua o meno che c'è stata.
          Ecco un buon esempio, è dimostrato che moltissimi fiumi straripano proprio perché è stato cementificato il letto. Ci andrebbe un'istituzione di esperti che deliberano cosa cementificare e cosa no, dove si può costruire e dove no... Non come capita normalmente, che tra condoni e permessi assurdi (come sotto i vulcani o in zone non adatte alla costruzione) si creano le condizioni per i disastri. Altro esempio è il disboscamento di pendii, parchi naturali etc... La gente non ha proprio la testa e finisce che certe scelte restano in mano a chi ha un interesse personale.
          Qualcuno ha sentito dei pecorai che mettono il veleno ad orsi e lupi in Abruzzo? E lo stato al posto di vietare questa pratica e tutelare animali in estinzione, magari ripagando i pastori per le poche pecore perse, non interviene...
          Se prima non si cambia logica, le grandi opere saranno sempre e solo controproducenti...
          Non è mai la vita a fare schifo, sono le persone con cui si interagisce nella vita che facilmente possono essere schifose.

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          • #6
            Re: Grandi opere. Servono davvero?

            Originariamente inviato da luca468 Visualizza il messaggio
            Ecco un buon esempio, è dimostrato che moltissimi fiumi straripano proprio perché è stato cementificato il letto.
            I fiumi esondano in quanto è è stata vietata ai privati la raccolta delle ramaglie e dei tronchi che fanno tappo alla corrente creando a monte delle ostruzioni grandi volumi d'acqua che ad un certo punto col suo peso distrugge la diga creando le valanghe che spazzano via ciò che incontrano sul loro cammino verso il mare.
            La cementificazione del letto, piuttosto, facilita lo scorrimento della corrente.
            Altrettanto idiota per lo stesso motivo è il divieto di raccolta dei sassi e della ghiaia che il fiume strappa continuamente dalla montagna.

            Qualcuno ha sentito dei pecorai che mettono il veleno ad orsi e lupi in Abruzzo? E lo stato al posto di vietare questa pratica e tutelare animali in estinzione, magari ripagando i pastori per le poche pecore perse, non interviene...
            Se prima non si cambia logica, le grandi opere saranno sempre e solo controproducenti...
            Lo Stato da anni vieta e punisce l'uccisione degli animali selvatici e a spese del contribuente rimborsa (sia pure tardi e male) gli allevatori per le perdite del bestiame. Poi scopre che lupi, cinghiali, orsi, ungulati varii diventano, in mancanza di nemici naturali, un flagello e indice battute di caccia per eliminarli. IMHO l'estinzione dei lupi e degli orsi non mi spremerebbe una sola lagrima.

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            • #7
              Re: Grandi opere. Servono davvero?

              Originariamente inviato da luca468 Visualizza il messaggio
              ITi faccio un esempio che rende l'idea, il nucleare in Italia, volevano farlo comprando tutta la tecnologia dalla Francia,
              All'epoca dell'esiziale referendum varato sull'onda delle notizie da Chernobyl e che ha dato un colpo mortale alla nostra economia, il nucleare italiano era all'avanguardia ed i nostri tecnici, chiuse le nostre centrali, sono stati assunti a peso d'oro dagli stati che non hanno fatto la nostra stessa fesseria.

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              • #8
                Re: Grandi opere. Servono davvero?

                Originariamente inviato da collenuccio Visualizza il messaggio
                IMHO l'estinzione dei lupi e degli orsi non mi spremerebbe una sola lagrima.
                Sei semplicemente, puramente indegno.

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                • #9
                  Re: Grandi opere. Servono davvero?

                  Originariamente inviato da collenuccio Visualizza il messaggio



                  Lo Stato da anni vieta e punisce l'uccisione degli animali selvatici e a spese del contribuente rimborsa (sia pure tardi e male) gli allevatori per le perdite del bestiame. Poi scopre che lupi, cinghiali, orsi, ungulati varii diventano, in mancanza di nemici naturali, un flagello e indice battute di caccia per eliminarli. IMHO l'estinzione dei lupi e degli orsi non mi spremerebbe una sola lagrima.
                  Sul fatto che non riesci a comprendere il valore della biodiversità e soprattutto sul fatto che ritieni ambiente naturale, flora e fauna elementi adattabili e modificabili con prepotenza alle mere esigenze umane, in perfetto stile biblico, non mi esprimo nemmeno, ritengo infatti che se una persona in una lunga vita non riesce a comprendere il valore di questo genere di cose difficilmente potrà, chi viene considerato misero ragazzetto come me, cambiare in qualche modo la situazione, dico bene?
                  Non è mai la vita a fare schifo, sono le persone con cui si interagisce nella vita che facilmente possono essere schifose.

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                  • #10
                    Re: Grandi opere. Servono davvero?

                    Originariamente inviato da collenuccio Visualizza il messaggio
                    I fiumi esondano in quanto è è stata vietata ai privati la raccolta delle ramaglie e dei tronchi che fanno tappo alla corrente creando a monte delle ostruzioni grandi volumi d'acqua che ad un certo punto col suo peso distrugge la diga creando le valanghe che spazzano via ciò che incontrano sul loro cammino verso il mare.
                    La cementificazione del letto, piuttosto, facilita lo scorrimento della corrente.
                    Altrettanto idiota per lo stesso motivo è il divieto di raccolta dei sassi e della ghiaia che il fiume strappa continuamente dalla montagna.
                    Quanto agli argini dei fiumi, numerosi geologi e studiosi hanno dimostrato scientificamente che, assieme alle pratiche di costruzione troppo vicino agli argini dei fiumi e al taglio degli alberi ad alto fusto, la cementificazione del letto dei fiumi (e dunque la sua impermeabilizzazione ) è una delle principali cause di inondazioni perché aumentare la velocità dell'acqua e togliere la possibilità di sfogo nel terreno fa accumulare eccessiva energia alla massa d'acqua lungo il fiume.

                    Poi è ovvio che se i discorsi partono dalla tradizione e dal "si è sempre fatto così" senza chiedersi se è giusto e non da un giudizio di esperti privi di interessi nel far fare opere inutili le opinioni possono cambiare.
                    Conosco purtroppo diversi contadini di paese che appena ti incontrano fremono dalla voglia di dirti che loro sono più furbi degli esperti, dunque arano i campi più in profondità possibile perché così rendono di più (di nuovo cosa dimostrata falsa utile solo a liberare CO2 nell'aria inutilmente) e per far questo non solo usano l'aratro alla massima profondità possibile, ma comprano escavatori da cantiere ed arrivano ad un metro e mezzo di profondità (dove la terra è sterile) mettendo il doppio delle dosi consigliate di concimi, diserbanti e fertilizzanti in modo da avere più resa (cosa di nuovo inutile e dannosa).

                    segue
                    Non è mai la vita a fare schifo, sono le persone con cui si interagisce nella vita che facilmente possono essere schifose.

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                    • #11
                      Re: Grandi opere. Servono davvero?

                      E questi geni (o forse geGni), crema del popolo italiano (qui li chiamiamo i barotti, parlano un dialetto così stretto che difficilmente sono comprensibili per qualcuno estraneo alla regione, a volte alla provincia), hanno molta fretta di dirti che non devi dare retta a chi studia, perché è gente che sta dietro alla scrivania mentre loro hanno la vanga in mano da quando avevano 15 anni e hanno imparato a forza di fatica la verità e come si lavora.

                      Quindi vedi, il problema secondo me, non sta nelle grandi opere, ma nel popolo italiano, di cui mi VERGOGNO di far parte, popolo ignorante e borioso, pieno di se, che crede di essere il meglio al mondo, quando invece sta semplicemente devastando con le sue stesse mani quel poco di buono che c'era nella sua cultura. Io direi, meno corruzione, meno ignoranza e programmi obbligatori di formazione anche per gli adulti (obbligassero me non farei storie) e poi si pensa alle opere pubbliche DOPO che si sono tolti furbetti, corrotti e ignoranti nella posizione di poter decidere.
                      Non è mai la vita a fare schifo, sono le persone con cui si interagisce nella vita che facilmente possono essere schifose.

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                      • #12
                        Re: Grandi opere. Servono davvero?

                        Originariamente inviato da collenuccio Visualizza il messaggio
                        All'epoca dell'esiziale referendum varato sull'onda delle notizie da Chernobyl e che ha dato un colpo mortale alla nostra economia, il nucleare italiano era all'avanguardia ed i nostri tecnici, chiuse le nostre centrali, sono stati assunti a peso d'oro dagli stati che non hanno fatto la nostra stessa fesseria.
                        Guarda per una volta sono d'accordo con te, i nostri esperti nucleari italiani erano (e sono tutt'ora) tra i migliori al mondo.
                        Ho più volte espresso il mio supporto alla tecnologia nucleare (una delle tecnologie che produce meno morti per TWh di energia prodotta) e anche all'istituzione di un arsenale atomico.
                        Nonostante questo io sono contrario al nucleare in ITALIA!

                        Perché? Perché costruire una centrale nucleare in Italia equivale ad un disastro assicurato, capiterebbe senz'altro qualcosa come la mafia che prende l'appalto e usa cemento scadente che crolla durante il funzionamento della centrale, oppure la mancanza di carburante per le pompe di emergenza che per qualche strano motivo, finirebbe nelle macchine o negli yacht di qualche eco-mer.da-mafioso al posto di stare nei serbatoi delle centrali...

                        In Giappone, dove un dirigente che non compie in modo corretto il suo dovere sente il bisogno di compiere il suicidio per porre rimedio, hanno avuto problemi di questo tipo. Certo non è successa una disgrazia e se in Italia funzionasse così ci metterei la firma, vorrei ricordare un politico nipponico che per dimostrare la bontà dell'acqua ha assaggiato pubblicamente un bicchiere d'acqua per poi morire pochi mesi dopo... Ecco un politico in buona fede!

                        In Italia invece non è così, non esistono le precondizioni culturali (attenzione culturali, non la perizia tecnica o scientifica) per poter gestire quel tipo di impianti.

                        La pagheremo? Senz'altro si, ma molto prima che per l'assenza del nucleare, per la nostra incivilità!
                        Non è mai la vita a fare schifo, sono le persone con cui si interagisce nella vita che facilmente possono essere schifose.

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                        • #13
                          Re: Grandi opere. Servono davvero?

                          Originariamente inviato da luca468 Visualizza il messaggio
                          Guarda per una volta sono d'accordo con te, i nostri esperti nucleari italiani erano (e sono tutt'ora) tra i migliori al mondo.
                          Ho più volte espresso il mio supporto alla tecnologia nucleare (una delle tecnologie che produce meno morti per TWh di energia prodotta) e anche all'istituzione di un arsenale atomico.
                          Nonostante questo io sono contrario al nucleare in ITALIA!

                          In Italia invece non è così, non esistono le precondizioni culturali (attenzione culturali, non la perizia tecnica o scientifica) per poter gestire quel tipo di impianti.
                          Le centrali nucleari (Trino, Caorso) in funzione al momento del referendum erano state costruite in Italia da ingegneri e progettisti e maestranze italiani e non avevano mai dato problemi di sorta.
                          QUASI OT
                          Quella della potenza di mafia, camorra & Co sta diventando un'ossessione alimentata dalla creazione di organismi antimafia i cui membri, crudamente definiti da Leonardo Sciascia come "professionisti dell'antimafia" non hanno alcun interesse a combatterla veramente fino a sconfiggerla e così perdere le loro poltrone lautamente retribuite.
                          Negli anni trenta del '900 la mafia fu ridotta ai minimi termini dall'azione del prefetto Mori che realizzò l'impresa senza l'aiuto di commissioni, direzioni ed altri organismi politici, obbligando i "capi bastone" a fuggire dall'Italia.
                          Faccio notare che da decine d'anni non passa una settimana senza che venga annunciato un colpo contro le organizzazioni criminali con sequestri (dichiarati) di milioni e milioni di Euro e carcere per migliaia di affiliati. A questo punto qualunque organizzazione criminale dovrebbe essere alla canna del gas mentre, a seguire le cronache, non sembra che ci sia il minimo cedimento né al di qua né al di là dello Stretto.
                          Per me i conti non quadrano

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                          • #14
                            Re: Grandi opere. Servono davvero?

                            Originariamente inviato da Seba82 Visualizza il messaggio
                            Sei semplicemente, puramente indegno.
                            Mi sai dare una sola, concreta, ragione che giustifichi la non estinzione in Italia, di quelle bestie ?
                            Se proprio debbano continuare a far danni, siano gli animalisti a sostenere l'onere della loro tutela che non vedo perché debba ricadere sulla fiscalità generale. Vorrei proprio vedere quanti sarebbero disposti a tirar fuori i contributi necessari.
                            Poi INDEGNO di che cosa ? l'aggettivo "indegno" richiede un complemento di specificazione (i.della medaglia. - i. dell'uniforme - i della laurea - ecc.)

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                            • #15
                              Re: Grandi opere. Servono davvero?

                              riprendo il tema proposto.....

                              le grandi opere non solo servono, sono indispensabili per non rimanere all'età della pietra e smuovere risorse, lavoro, occupazione e benessere

                              io sono favorevole anche al ponte sullo stretto, che al confronto dei ponti cinesi (se non erro) equivale ad un ponticello...

                              bisogna però estirpare il male da chi gestisce il denaro pubblico che si chiami politico o mafia
                              ** relax, take it easy**

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