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verso quale religione?

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  • verso quale religione?

    IO sono cattolico e, a fasi alterne anche praticante; quello che per me è una certezza assoluta è che esista Dio , un essere superiore che ha creato l'universo; ma quando entro in chiesa, certe volte mi prende un sottile disagio...io credo in un Dio che ha creato tutti i popoli e tutte le genti e mi ritrovo a pregare in una chiesa, simbolo del cristianesimo e quindi di una parte dell'umanità, ...allora mi domando il perchè di tutte queste religioni monoteistiche e non, il senso di pregare in moltissime forme diverse, in certi casi ancora divinità diverse...
    mi domando se con l'avvento della globalizzazione il futuro dell'umanità sarà il riunirsi in una religione universale nella quale si riconoscano tutti i popoli, e questa è anche la mia speranza...oppure si andrà verso un totale ateismo, spinto da una scienza che potrebbe a lungo andare smontare tante credenze religiose?
    Mark Therehaveyoubroken

    Concentrati, chiudi gli occhi e sii solo te stesso,
    apri la tua anima e dona un sorriso disinteressato....il tuo cuore ne giovera'

  • #2
    ....mangiato pesante?

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    • #3
      Originariamente inviato da farenheit69
      ....mangiato pesante?
      perchè , ti sembra una domanda sciocca? non te lo sei mai chiesto?
      Mark Therehaveyoubroken

      Concentrati, chiudi gli occhi e sii solo te stesso,
      apri la tua anima e dona un sorriso disinteressato....il tuo cuore ne giovera'

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      • #4
        premessa la assoluta libertà di coscienza per ognuno di noi, io di essere ateo tu di avere fede in un Dio, provo a darti questo motivo di riflessione marko.

        La religiosità è un fenomeno sociale storicamente determinato e quindi essendo numerosissime le forme sociali che nel tempo gli uomini e le donne si sono date e nelle quali hanno vissuto, numerosissime sono le forme di religiosità che gli uomini e le donne si sono date.

        Quanto al quesito, fede o scienza; io non la metterei su questo piano; anch eperchè la scienza nel tempo è divenuta scienza, ossia conoscenza obiettiva, anche attraverso uomini che credevano in un Dio.

        L'importante, credo, è che gli uomini e le donne imparino ad essere veramente UMANI; che, poi, credano in un Dio o nel ragionamento deduttivo finisce per essere secondario.
        Un uomo senza amore è un uomo che vive morendo.

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        • #5
          [QUOTE=dado]premessa la assoluta libertà di coscienza per ognuno di noi, io di essere ateo tu di avere fede in un Dio, provo a darti questo motivo di riflessione marko.

          La religiosità è un fenomeno sociale storicamente determinato e quindi essendo numerosissime le forme sociali che nel tempo gli uomini e le donne si sono date e nelle quali hanno vissuto, numerosissime sono le forme di religiosità che gli uomini e le donne si sono date.

          Quanto al quesito, fede o scienza; io non la metterei su questo piano; anch eperchè la scienza nel tempo è divenuta scienza, ossia conoscenza obiettiva, anche attraverso uomini che credevano in un Dio.


          certo, sono d'accrodo con te, ma parli da ateo, un credente penso che questa domanda è meglio che se la ponga; in discussione secondo me c'è l'intero credo religioso mondiale ad essere messo in discussione dalla globalizazzione...co me si fanno a mettere d'accordo tante religioni diverse e considerarsi tutti discendenti da una stessa entità superiore?
          Mark Therehaveyoubroken

          Concentrati, chiudi gli occhi e sii solo te stesso,
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          • #6
            Originariamente inviato da markolaf
            riunirsi in una religione universale nella quale si riconoscano tutti i popoli
            da ateo, la cosa mi spaventa. a meno che non si tratti di una 'religione' molto particolare come il buddismo (quello delle origini, non la versione 'montanara' tibetana che oggi va di moda grazie alla popolarità mediatica del dalai lama o la versione 'usa e getta' giapponese della soka gakkai).

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            • #7
              Originariamente inviato da dado
              premessa la assoluta libertà di coscienza per ognuno di noi, io di essere ateo tu di avere fede in un Dio, provo a darti questo motivo di riflessione marko.

              La religiosità è un fenomeno sociale storicamente determinato e quindi essendo numerosissime le forme sociali che nel tempo gli uomini e le donne si sono date e nelle quali hanno vissuto, numerosissime sono le forme di religiosità che gli uomini e le donne si sono date.

              Quanto al quesito, fede o scienza; io non la metterei su questo piano; anch eperchè la scienza nel tempo è divenuta scienza, ossia conoscenza obiettiva, anche attraverso uomini che credevano in un Dio.

              L'importante, credo, è che gli uomini e le donne imparino ad essere veramente UMANI; che, poi, credano in un Dio o nel ragionamento deduttivo finisce per essere secondario.
              quoto in pieno...anch'io sono laico (non uso la parola ateo perche l'a privativo mi sembra poco rispettoso per i credenti...)...ma c'è una frase di S.Agostino che mi è sempre piaciuta tantissimo: la vita di ogni uomo, la sua spiritualità può essere vista come l'attraversamento di un fiume: non importa quale ponte si decida di prendere, o di tentare a nuoto, l'importante è raggiungere l'altra sponda."

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              • #8
                Originariamente inviato da pablo78
                la vita di ogni uomo, la sua spiritualità può essere vista come l'attraversamento di un fiume
                non sono d'accordo: per me non è importante raggiungere l'altra sponda ma godermi la nuotata.

                è qui la profonda differenza tra un ateo ed un credente ...

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                • #9
                  Originariamente inviato da epicuromi
                  non sono d'accordo: per me non è importante raggiungere l'altra sponda ma godermi la nuotata.

                  è qui la profonda differenza tra un ateo ed un credente ...
                  epi, vorrei capire una cosa...ora tu stai pensando, ridendo, facendo qualunque cosa...nel momento in cui tu muori come fai a concepire il nulla? che non esista più il tuo pensiero, la tua mente?
                  Mark Therehaveyoubroken

                  Concentrati, chiudi gli occhi e sii solo te stesso,
                  apri la tua anima e dona un sorriso disinteressato....il tuo cuore ne giovera'

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                  • #10
                    Originariamente inviato da markolaf
                    epi, vorrei capire una cosa...ora tu stai pensando, ridendo, facendo qualunque cosa...nel momento in cui tu muori come fai a concepire il nulla? che non esista più il tuo pensiero, la tua mente?
                    marco, ti confesso che nell'adolescenza questi pensieri mi hanno turbato non poco. mi sono svegliato spesso nel cuore della notte pensando: 'c*zzo, un giorno non esisterò più!'.

                    poi ho capito che questo modo di vedere le cose mi dava l'opportunità di arricchire la mia vita, di godermi il viaggio più che l'arrivo (o quello che potrebbe succedere dopo l'arrivo). per quello non rinuncio a nessuna emozione, anche a quelle che so mi causeranno dolori, sensi di colpa, frustrazioni.

                    epicuro (quello vero ) diceva che gli dei vivono tra gli atomi (in quello che chiameremmo oggi un universo parallelo) e che la morte non deve farci paura, perché fintanto che ci siamo noi non c'è lei, e quando ci sarà lei non ci saremo più noi.

                    e questo spiega anche perché ho scelto questo nick ...

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                    • #11
                      Originariamente inviato da epicuromi
                      non sono d'accordo: per me non è importante raggiungere l'altra sponda ma godermi la nuotata.

                      è qui la profonda differenza tra un ateo ed un credente ...
                      sono d'accordo anch'io nel godermi la nuotata...ma nella frase citata si parla di vita spirituale, che è il raggiungimento di un'umanità, da me intesa come una sorta di etica Kantiana, "col cielo e le stelle sopra sotto e dentro di me", la pace della coscienza.

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                      • #12
                        [QUOTE=epicuromi]marco, ti confesso che nell'adolescenza questi pensieri mi hanno turbato non poco. mi sono svegliato spesso nel cuore della notte pensando: 'c*zzo, un giorno non esisterò più!'.

                        poi ho capito che questo modo di vedere le cose mi dava l'opportunità di arricchire la mia vita, di godermi il viaggio più che l'arrivo (o quello che potrebbe succedere dopo l'arrivo). per quello non rinuncio a nessuna emozione, anche a quelle che so mi causeranno dolori, sensi di colpa, frustrazioni.

                        si, ma non parlavo della morte in se, parlavo del dopo, ci si può arricchire benissimo la vita lo stesso pur pensando a quello che sarà dopo, non parlo del paradiso o dell'inferno, mi domando solo dove finirà la mia mente, essendo sicuro che ci sarà ancora...
                        Mark Therehaveyoubroken

                        Concentrati, chiudi gli occhi e sii solo te stesso,
                        apri la tua anima e dona un sorriso disinteressato....il tuo cuore ne giovera'

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                        • #13
                          per paolo:
                          con 'godermi la nuotata' non intendevo solo gli aspetti materiali della vita. per me la spiritualità è importante, ma non si declina in religiosità.

                          per marco:
                          non sento la necessità che la mia mente sopravviva al mio corpo. non so come spiegarlo ma mi sembra superfluo.

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                          • #14
                            per epicuroni: ma chi ha parlato di declino in religiosità? la morale non è esclusiva della religione...mi sa che stiamo dicendo la stessa cosa ma c'è un fraintendimento...

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                            • #15
                              Originariamente inviato da pablo78
                              per epicuroni: ma chi ha parlato di declino in religiosità? la morale non è esclusiva della religione...mi sa che stiamo dicendo la stessa cosa ma c'è un fraintendimento...
                              è molto probabile. volevo solo chiarire il concetto di 'godersi la nuotata'

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