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Sull'immotivata sopravvalutazione dell'amicizia.

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  • Sull'immotivata sopravvalutazione dell'amicizia.

    Ultimamente, per una serie di circostanze, sto riscoprendo il piacere di uscire con i miei amici e passare del tempo con loro. E, proprio per questo, mi domando cosa sia tutta questa frenetica sopravvalutazione dell'amicizia che sento fare in giro. Gli amici di qua, gli amici di là. Gli amici veri che ci sono nel momento del bisogno. Io non posso imputare nulla di negativo, alcuna mancanza, ai miei amici veri, ma tutte queste cose che si sentono dire riguardo all'amicizia sono puttanate. Gli amici veri ci sono nel momento del bisogno... se non hanno altro da fare. Perché, giustamente, come tutte le altre persone volgari, anche i migliori amici hanno le loro priorità. Che si chiamano famiglia, amore, gli affari propri &cc. Quindi sì, gli amici veri si vedono nel momento del bisogno, se non hanno altro da fare. E giustamente, direi. E io sono uno che cerca di esserci sempre. L'unica persona che c'è sempre nel momento del bisogno, se c'è, è chi ci ama. Per ovvi motivi. Chi sostiene di mettere al primo posto l'amicizia rispetto all'amore perché sugli amici può fare sempre affidamento, secondo me non ha capito niente della vita. Ma proprio niente. Le persone tendono a dare all'amicizia un'importanza del tutto fuori luogo, al punto che la parola stessa "amicizia" ormai ha assunto un significato esasperato, e suona quasi un po' sinistra. Io voglio vivere con serenità le mie amicizie, non col sovraccarico emotivo che dovrebbe riguardare ben altre relazioni. Io credo che tanta gente finisca per sposarsi coi propri amici piuttosto che con qualcuno che potrebbe amare per due semplici motivi: il primo è che si caga sotto all'idea di impegnarsi seriamente con qualcuno; il secondo è che gli amici, a fine serata, tornano ognuno a casa propria.
    "Più tosto di un chiodo da bara!" (Turco - parlando di Mickey)

  • #2
    Re: Sull'immotivata sopravvalutazione dell'amicizia.

    Originariamente inviato da MickeyONeil Visualizza il messaggio
    Ultimamente, per una serie di circostanze, sto riscoprendo il piacere di uscire con i miei amici e passare del tempo con loro. E, proprio per questo, mi domando cosa sia tutta questa frenetica sopravvalutazione dell'amicizia che sento fare in giro. Gli amici di qua, gli amici di là. Gli amici veri che ci sono nel momento del bisogno. Io non posso imputare nulla di negativo, alcuna mancanza, ai miei amici veri, ma tutte queste cose che si sentono dire riguardo all'amicizia sono puttanate. Gli amici veri ci sono nel momento del bisogno... se non hanno altro da fare.
    Se è così, non sono amici veri.
    Dopodiché però bisogna intendersi su cosa si intenda per bisogno.
    C'è una bella frase in inglese per definire gli amici: "A Friend is someone who helps you to move. A Real Friend is someone who helps you to move a body."
    Stando a questa definizione, non credo di avere Veri Amici... e anche sugli Amici ho qualche dubbio.

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    • #3
      Re: Sull'immotivata sopravvalutazione dell'amicizia.

      Originariamente inviato da MickeyONeil Visualizza il messaggio
      ...Perché, giustamente, come tutte le altre persone volgari, anche i migliori amici hanno le loro priorità. Che si chiamano famiglia, amore, gli affari propri &cc. Quindi sì, gli amici veri si vedono nel momento del bisogno, se non hanno altro da fare. E giustamente, direi. E io sono uno che cerca di esserci sempre. L'unica persona che c'è sempre nel momento del bisogno, se c'è, è chi ci ama. Per ovvi motivi. Chi sostiene di mettere al primo posto l'amicizia rispetto all'amore perché sugli amici può fare sempre affidamento, secondo me non ha capito niente della vita. Ma proprio niente.
      Mah, secondo me, ti sbagli. O meglio non sai cosa sia l'amicizia, non hai mai avuto un amico per davvero. Le persone di cui parli tu sono "amici", gente che conosci e con cui ti trovi bene... amici di facebook o simili.
      L'amicizia vera è amore fraterno, qualcosa di simile a ciò che si prova per un famigliare stretto. Poi è chiaro che le nostre vite sono un gran casino. Ognuno è alla prese con le proprie difficoltà pratiche di tutti i giorni. Ne siamo spesso così travolti, da travolgere anche le poche relazioni di amicizia che ci erano rimaste. Perché come in ogni relazione di amore serve impegno costante per mantenerla viva. Ma è falsa l'idea che le perdiamo perché non ci interessano per davvero. Questa è una semplificazione sciocca.

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      • #4
        Re: Sull'immotivata sopravvalutazione dell'amicizia.

        Originariamente inviato da MickeyONeil Visualizza il messaggio
        Le persone tendono a dare all'amicizia un'importanza del tutto fuori luogo, al punto che la parola stessa "amicizia" ormai ha assunto un significato esasperato, e suona quasi un po' sinistra. Io voglio vivere con serenità le mie amicizie, non col sovraccarico emotivo che dovrebbe riguardare ben altre relazioni. Io credo che tanta gente finisca per sposarsi coi propri amici piuttosto che con qualcuno che potrebbe amare per due semplici motivi: il primo è che si caga sotto all'idea di impegnarsi seriamente con qualcuno; il secondo è che gli amici, a fine serata, tornano ognuno a casa propria.
        Questo ultimo discorso è un po' diverso, nel senso che a questo punto tu attribuisci al termini amicizia il significato comune, che più o meno ho riassunto anche sopra: ci si vede, si sta bene insieme, si ride si scherza, magari c'è anche una certa sintonia, ma poi ognuno a casa sua e i cazzi tuoi sono comunque sempre cazzi tuoi.
        Nell'ambito di questa definizione (che non è la mia) ma che è comunque, come ho detto, quella più comune, il discorso sulla scelta di una relazione piuttosto che un'altra perché nella cerchia delle amicizie assume appunto il significato che hai detto. E' cioè una scelta per pigrizia o abitudine. Ne conosco in effetti tante di coppie così. Qualcuna è anche durata.

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        • #5
          Re: Sull'immotivata sopravvalutazione dell'amicizia.

          mah ....
          io ho pochissimi amici che considero veramente "amici" ... tempo fa trascorrevamo molto tempo assieme
          ora le vicende della vita ci hanno allontanati e ci sentiamo pochissimo.

          Uno a dire il vero non ci vado per nulla d'accordo, anche hai tempi abbiamo molto litigato ...forse è l'unica persona
          con cui ho veramente litigato (che se di una persona non mi importa nulla o poco non mi metto a litigarci)
          ma lui è uno dei pochi che ha fatto qualcosa per me nel momento in cui avevo bisogno,

          Un'altro non lo sento ormai da più di un anno.... le vicende ci hanno portato a vivere a molte centinaia di Km di distanza
          ma ci sono state occasioni particolari, per cui sia lui che io abbiamo percorso quei Km solo per dare il proprio supporto all'altro.
          La vita è quello che capita.
          Lascia che capiti!

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          • #6
            Re: Sull'immotivata sopravvalutazione dell'amicizia.

            Gli amici sono molto importanti, purtroppo per come sono di carattere io, ne ho sempre avuto pochi, molto pochi.

            Bisogna per me però fare un distinguo tra Amici Veri ( quelli cui puoi dire tutto e metteresti la mano sul fuoco, che ci sono stati anche nel momento del bisogno ) che nel mio caso si contan sulle dita di una mano, un paio, gli Amici, quelli cui puoi dire quasi tutto e che spesso son presenti, due o tre pure quelli, e poi gli amici ossia una pletora di conoscenti reali e qualcuno virtuali buoni per due risate in compagnia o due chiacchiere ogni tanto ma in realtà non li conosci mai abbastanza. O sei tu, per come sono io, che non ti apri abbastanza.

            Purtroppo l'andamento della vita ha fatto sì che i pochi Amici Veri li veda solo ogni tanto, anche se ci sentiamo spessissimo, per fortuna negli ultimi anni son riuscito a farmi qualche Amico e diversi amici, almeno in questo sono migliorato, perchè fino a qualche anno fa ero pure abbastanza solo, se si escludono il paio di Amici Veri che vedevo però ogni tanto, il che non è poco.

            Purtroppo però via via anche questi pochi Amici stanno riducendosi, diversi ( almeno loro ) si son trovati una fidanzata e quindi li vedo molto meno, ormai i single ( di lungo corso ) siamo rimasti in pochi, e per come la vedo io in futuro resterò solo io del gruppo.... ne resterà soltanto uno, come highlander !!

            Pigliamola sul ridere, vorrà dire che in futuro si cercherà di fare amicizia con i single di ritorno, divorziati, separati, e quant'altro.
            Possiamo soltanto decidere cosa fare con il tempo che ci viene concesso

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            • #7
              Re: Sull'immotivata sopravvalutazione dell'amicizia.

              Originariamente inviato da zar2086 Visualizza il messaggio
              Mah, secondo me, ti sbagli. O meglio non sai cosa sia l'amicizia, non hai mai avuto un amico per davvero. Le persone di cui parli tu sono "amici", gente che conosci e con cui ti trovi bene... amici di facebook o simili.
              L'amicizia vera è amore fraterno, qualcosa di simile a ciò che si prova per un famigliare stretto...


              Io non ho un profilo facebook. I miei amici veri sono come fratelli. È un fatto che tra di noi diamo per assodato. Ma, a fine serata, ognuno di noi torna a casa propria. E ci sono sempre stati, quando hanno potuto, com'è giusto che sia. L'importante è la disponibilità emotiva all'atto eroico - l'esserci sempre e comunque - poi lo sappiamo bene tutti che la vita è fatta di altre priorità. Certo, poi ho molti altri amici con i quali ho un rapporto molto più superficiale, e quella è un'altra storia. Io posso volere tutto il bene del mondo a un mio amico, ma ci sono altre priorità nella vita dalle quali non si può prescindere. Per esempio, io vengo prima dei miei amici. E mi auguro che per loro sia lo stesso, altrimenti ci sarebbe qualcosa di profondamente sbagliato nel nostro rapporto. Lo stesso dicasi per la mia metà. Sono già due persone che vengono prima di ogni mio amico, per cui sì, io ci sono nel momento del bisogno, a meno che non abbia altro da fare. E mi aspetto che sia lo stesso da parte loro nei miei confronti, altrimenti inizierei a dubitare della loro amicizia (oltre che della loro sanità mentale) se così non fosse.
              "Più tosto di un chiodo da bara!" (Turco - parlando di Mickey)

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              • #8
                Re: Sull'immotivata sopravvalutazione dell'amicizia.

                Originariamente inviato da dingoman Visualizza il messaggio
                mah ....
                io ho pochissimi amici che considero veramente "amici" ... tempo fa trascorrevamo molto tempo assieme
                ora le vicende della vita ci hanno allontanati e ci sentiamo pochissimo.

                Uno a dire il vero non ci vado per nulla d'accordo, anche hai tempi abbiamo molto litigato ...forse è l'unica persona
                con cui ho veramente litigato (che se di una persona non mi importa nulla o poco non mi metto a litigarci)
                ma lui è uno dei pochi che ha fatto qualcosa per me nel momento in cui avevo bisogno,

                Un'altro non lo sento ormai da più di un anno.... le vicende ci hanno portato a vivere a molte centinaia di Km di distanza
                ma ci sono state occasioni particolari, per cui sia lui che io abbiamo percorso quei Km solo per dare il proprio supporto all'altro.
                La distanza chilometrica o temporale non è di ostacolo alla vera amicizia. Ciò non toglie che, se anche tu fossi stato nel bisogno, non saresti andato dal tuo amico o viceversa. O se nel bisogno fosse stata tua moglie. L'amico vero c'è sempre. Quando può.
                "Più tosto di un chiodo da bara!" (Turco - parlando di Mickey)

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                • #9
                  Re: Sull'immotivata sopravvalutazione dell'amicizia.

                  Originariamente inviato da zar2086 Visualizza il messaggio
                  Questo ultimo discorso è un po' diverso, nel senso che a questo punto tu attribuisci al termini amicizia il significato comune, che più o meno ho riassunto anche sopra: ci si vede, si sta bene insieme, si ride si scherza, magari c'è anche una certa sintonia, ma poi ognuno a casa sua e i cazzi tuoi sono comunque sempre cazzi tuoi.
                  Nell'ambito di questa definizione (che non è la mia) ma che è comunque, come ho detto, quella più comune, il discorso sulla scelta di una relazione piuttosto che un'altra perché nella cerchia delle amicizie assume appunto il significato che hai detto. E' cioè una scelta per pigrizia o abitudine. Ne conosco in effetti tante di coppie così. Qualcuna è anche durata.
                  No, non attribuisco alcun significato particolare. Sia che sia amicizia vera o meno, darle la priorità rispetto a tutte le altre relazioni è sbagliato. Non intendevo sposati con amici nel senso che si sono letteralmente sposati un amico, è una cosa aberrante. La persona con cui stai, non è tua amica, è una cosa fuori dal mondo, che si sente solo in qualche trasmissione televisiva strappalacrime*. Intendevo figuratamente, sposati con i propri amici nel senso che questi hanno la priorità sull'eventuale partner.

                  * Com'è aberrante dirsi "restiamo amici" quando la coppia finisce. Innanzitutto perché non si può restare qualcosa che non si è mai stati. Casomai è "diventiamo amici". Ma poi è, secondo me, davvero difficile. Si può restare in rapporti amichevoli, che è tutta un'altra cosa, diventare amici mi sembra onestamente più difficile.
                  "Più tosto di un chiodo da bara!" (Turco - parlando di Mickey)

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                  • #10
                    Re: Sull'immotivata sopravvalutazione dell'amicizia.

                    Originariamente inviato da MickeyONeil Visualizza il messaggio
                    L'amico vero c'è sempre. Quando può.
                    si è vero .... sono le cose umane ...come l'Amore ...che è eterno ..ma solo finché dura.
                    La vita è quello che capita.
                    Lascia che capiti!

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                    • #11
                      Re: Sull'immotivata sopravvalutazione dell'amicizia.

                      Originariamente inviato da dingoman Visualizza il messaggio
                      si è vero .... sono le cose umane ...come l'Amore ...che è eterno ..ma solo finché dura.
                      Dipende dal tipo di amore. Amare qualcuno e farci coppia sono due cose diverse. Ci sono coppie che non funzionano nonostante l'amore e coppie che funzionano senza amore. Spesso è lo stare insieme che non dura, non l'amore. O anche viceversa.
                      "Più tosto di un chiodo da bara!" (Turco - parlando di Mickey)

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                      • #12
                        Re: Sull'immotivata sopravvalutazione dell'amicizia.

                        Vorrei soffermarmi un secondo di più sul fatto che gli amici ritornano tutti a casa propria a fine serata.

                        Una ragazza incontrata di recente. Per lei gli amici sono tutto. Tempo libero, sesso, supporto morale. Costituiscono un surrogato della coppia che non ha, e anche della sua famiglia. La famiglia vera è una tetta a cui attaccarsi in quei momenti in cui non è autosufficiente. Essendo una ragazza moderna, ritiene che conformarsi allo stereotipo della donna che sa cucinare sia noioso. Molto meglio essere inetta ai fornelli e dover dipendere dagli altri per non morire di fame. In frigo solo il necessario per un'eventuale sbronza con gli amici. Poi, ognuno a casa propria.

                        Qualche tempo fa, invece, un amico si lamentava dell'inconcludenza della ricerca di un lavoro dopo la laurea. Qualcuno gli consigliò di approfittare dei lati positivi del momento: poteva godersi i propri amici, cosa che poi avrebbe potuto fare più difficilmente. Il consiglio cadde nel vuoto, e la risposta a esso fu "ma quali cazzo di amici!" Al momento ci fece ridere tutti, più per come venne detta che per altro. Spesso la comicità è un fatto di tempismo. Ma la verità è sempre quella: gli amici, poi, se ne tornano ognuno a casa propria.
                        "Più tosto di un chiodo da bara!" (Turco - parlando di Mickey)

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                        • #13
                          Re: Sull'immotivata sopravvalutazione dell'amicizia.

                          Originariamente inviato da MickeyONeil Visualizza il messaggio
                          Dipende dal tipo di amore. .
                          l'Amore umano ....è sempre comunque un amore umano,
                          un po' come le foglie d'autunno sugli alberi (cit. )
                          ciò non toglie che abbia in giardino una quercia che ha ancora le foglie della scorsa estate.
                          La vita è quello che capita.
                          Lascia che capiti!

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                          • #14
                            Re: Sull'immotivata sopravvalutazione dell'amicizia.

                            Originariamente inviato da MickeyONeil Visualizza il messaggio


                            Io non ho un profilo facebook. I miei amici veri sono come fratelli. È un fatto che tra di noi diamo per assodato. Ma, a fine serata, ognuno di noi torna a casa propria. E ci sono sempre stati, quando hanno potuto, com'è giusto che sia. L'importante è la disponibilità emotiva all'atto eroico - l'esserci sempre e comunque - poi lo sappiamo bene tutti che la vita è fatta di altre priorità. ... ....
                            Mah sai, il discorso che fai ora sembra davvero molto diverso da quello che hai fatto nel tuo post iniziale.

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                            • #15
                              Re: Sull'immotivata sopravvalutazione dell'amicizia.

                              Originariamente inviato da MickeyONeil Visualizza il messaggio
                              No, non attribuisco alcun significato particolare. Sia che sia amicizia vera o meno, darle la priorità rispetto a tutte le altre relazioni è sbagliato.
                              Dipende. Può esserlo. Non è né sbagliato né giusto. A volte è così. Non è una questione di priorità, ma di sentimenti.

                              Originariamente inviato da MickeyONeil Visualizza il messaggio
                              Non intendevo sposati con amici nel senso che si sono letteralmente sposati un amico, è una cosa aberrante. La persona con cui stai, non è tua amica, è una cosa fuori dal mondo, che si sente solo in qualche trasmissione televisiva strappalacrime*. Intendevo figuratamente, sposati con i propri amici nel senso che questi hanno la priorità sull'eventuale partner.

                              * Com'è aberrante dirsi "restiamo amici" quando la coppia finisce. Innanzitutto perché non si può restare qualcosa che non si è mai stati. Casomai è "diventiamo amici". Ma poi è, secondo me, davvero difficile. Si può restare in rapporti amichevoli, che è tutta un'altra cosa, diventare amici mi sembra onestamente più difficile.
                              Aberrante... addirittura. :33: Non so.
                              Il mio punto di vista è diverso. Amore, Eros, Agape, Caritas... sono solo sezioni quadridimensionali di qualcosa di molto più universale.
                              Può capitare di essere amici e che poi emerga un desiderio sessuale che fa evolvere il sentimento in quello che noi chiamiamo amore (tipicamente tra un uomo e una donna). Può passare e diventare qualche cos'altro.
                              Ci scervelliamo a dare delle definizioni di quello che sentiamo, ma la verità è che ogni volta è qualcosa di diverso, perché dipende da me e da te. E' una relazione che cambia cambiando gli elementi della relazione e in tutto ciò ci stanno tutte le infinite sfumature di amicizia, fratellanza, paternità, desiderio...

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