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Voto: diritto e dovere civico.

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  • Voto: diritto e dovere civico.

    Apro questa discussione qui perché non ritengo che sia strettamente legata alla politica. La politica ha bisogno di voti per esistere, ma quello di cui vorrei parlare è il voto in sé, inteso come diritto e dovere civico, indipendentemente da quello a cui può portare votare qualcuno piuttosto di qualcun altro.

    Il diritto di voto è sancito dall'articolo 48 della costituzione, ed è un diritto imprescindibile che ciascun individuo può esercitare una volta divenuto maggiorenne. Nello stesso articolo, però, si specifica che questo diritto è anche un dovere civico, e che può venire negato solo in casi specificati dalla legge.

    Ora io non so quali siano questi casi, ma secondo me tra questi dovrebbe rientrare il fatto che, se qualcuno non fa il proprio dovere, perde anche il diritto. Perché della parte che riguarda il dovere, si scordano in molti, molti che invece i propri diritti li ricordano sempre. Ma così è un po' troppo comodo. Specialmente quando il non voto di qualcuno inficia il voto di chi il proprio dovere lo fa.

    Fosse per me, abolirei il quorum come concetto. Non vai a votare? Accetti quel che viene, fosse anche un'unica persona che va a votare a decidere per tutti.

    Analogamente, toglierei il diritto di voto a chi non va a votare per più di due volte consecutive, a meno di poter motivare in maniera valida un'oggettiva impossibilità di recarsi alle urne.
    Ci avevate mai pensato?! E a che cosa????

  • #2
    Re: Voto: diritto e dovere civico.

    Originariamente inviato da Vulvia31 Visualizza il messaggio
    Ora io non so quali siano questi casi, ma secondo me tra questi dovrebbe rientrare il fatto che, se qualcuno non fa il proprio dovere, perde anche il diritto. Perché della parte che riguarda il dovere, si scordano in molti, molti che invece i propri diritti li ricordano sempre. Ma così è un po' troppo comodo. Specialmente quando il non voto di qualcuno inficia il voto di chi il proprio dovere lo fa.
    Mi sembra un po' eccessivo. Non sono d'accordo.
    In America bisogna iscriversi, questo dà modo di sapere più o meno quanti hanno intenzione di votare. Ma non sono d'accordo nemmeno con questa idea, perché scoraggia il voto.

    Originariamente inviato da Vulvia31 Visualizza il messaggio
    Fosse per me, abolirei il quorum come concetto. Non vai a votare? Accetti quel che viene, fosse anche un'unica persona che va a votare a decidere per tutti.
    Il quorum c'è solo per i referendum, che in Italia sono solo abrogativi o di ratifica alle modifiche costituzionali che non hanno avuto la maggioranza qualificata in Parlamento. Sapendo che il referendum non passa se non si raggiunge il quorum, di fatto chi non va a votare esprime una scelta politica per il No. Questo però non tiene conto di chi non va mai a votare a prescindere. Per questo la riforma costituzionale bocciata lo scorso anno prevedeva un abbassamento del quorum alla metà della media dell'affluenza delle ultime elezioni. Questo secondo me aveva senso.

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    • #3
      Re: Voto: diritto e dovere civico.

      Originariamente inviato da zar2086 Visualizza il messaggio
      Mi sembra un po' eccessivo. Non sono d'accordo.
      In America bisogna iscriversi, questo dà modo di sapere più o meno quanti hanno intenzione di votare. Ma non sono d'accordo nemmeno con questa idea, perché scoraggia il voto.
      Ma allora il fatto che il voto è un dovere non significa nulla. È solo un diritto se poi non votare sistematicamente non ha alcuna conseguenza. Secondo me dovrebbe averla.

      Originariamente inviato da zar2086 Visualizza il messaggio
      Il quorum c'è solo per i referendum, che in Italia sono solo abrogativi o di ratifica alle modifiche costituzionali che non hanno avuto la maggioranza qualificata in Parlamento. Sapendo che il referendum non passa se non si raggiunge il quorum, di fatto chi non va a votare esprime una scelta politica per il No. Questo però non tiene conto di chi non va mai a votare a prescindere. Per questo la riforma costituzionale bocciata lo scorso anno prevedeva un abbassamento del quorum alla metà della media dell'affluenza delle ultime elezioni. Questo secondo me aveva senso.
      Anche qui, il fatto che il non voto equivalga al no, da al no un indebito vantaggio, forte appunto del fatto che una massa di persone (che secondo me dovrebbe perdere il diritto al voto per la mancata osservanza dei propri doveri civili) è per inerzia a favore del no. Abolendo il quorum si spingerebbe a votare una grossa fetta di aventi diritto che solitamente approfitta di questo indebito vantaggio, e si smetterebbe di buttare nel cesso un sacco di soldi ogni volta che il quorum non viene raggiunto.
      Ci avevate mai pensato?! E a che cosa????

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      • #4
        Re: Voto: diritto e dovere civico.

        Originariamente inviato da Vulvia31 Visualizza il messaggio
        Ma allora il fatto che il voto è un dovere non significa nulla. È solo un diritto se poi non votare sistematicamente non ha alcuna conseguenza. Secondo me dovrebbe averla.
        Dovere, non obbligo.
        E' un concetto un po' diverso.

        Penso che questo problema si debba risolvere in altro modo, ovvero facendo capire alle persone che se non votano, di fatto, qualcuno lo fa al posto loro.
        Infatti il non voto aumenta il peso politico di chi vota. Per assurdo se in Italia votassero solo una decina di persone per collegio, potrebbero eleggersi da sole.

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        • #5
          Re: Voto: diritto e dovere civico.

          Originariamente inviato da Vulvia31 Visualizza il messaggio
          Anche qui, il fatto che il non voto equivalga al no, da al no un indebito vantaggio, forte appunto del fatto che una massa di persone (che secondo me dovrebbe perdere il diritto al voto per la mancata osservanza dei propri doveri civili) è per inerzia a favore del no. Abolendo il quorum si spingerebbe a votare una grossa fetta di aventi diritto che solitamente approfitta di questo indebito vantaggio, e si smetterebbe di buttare nel cesso un sacco di soldi ogni volta che il quorum non viene raggiunto.
          Avresti dovuto votare Sì al referendum costituzionale.
          Se hai votato No, come ho detto nell'altro thread, non puoi adesso lamentarti. :rules:

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          • #6
            Re: Voto: diritto e dovere civico.

            Originariamente inviato da zar2086 Visualizza il messaggio
            Avresti dovuto votare Sì al referendum costituzionale.
            Se hai votato No, come ho detto nell'altro thread, non puoi adesso lamentarti. :rules:
            Questo tentativo di ridurmi al silenzio, come direbbe qualcuna , è scorretto, perché c'era ben altro di indegno in quel referendum per cui valeva la pena di votare no. Era una badilata di cacca nel mezzo della quale c'era qualcosa di buono. Ma si prendeva tutto in blocco, ed essendo prevalentemente cacca non ne valeva la pena.
            Ci avevate mai pensato?! E a che cosa????

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            • #7
              Re: Voto: diritto e dovere civico.

              Originariamente inviato da Vulvia31 Visualizza il messaggio
              Questo tentativo di ridurmi al silenzio, come direbbe qualcuna , è scorretto, perché c'era ben altro di indegno in quel referendum per cui valeva la pena di votare no. Era una badilata di cacca nel mezzo della quale c'era qualcosa di buono. Ma si prendeva tutto in blocco, ed essendo prevalentemente cacca non ne valeva la pena.
              Fammi un esempio.
              Per me era una riforma tutto sommato buona. Non c'era evidenti storture. In tutti di dibattiti che ho seguito e le cose che ho letto, francamente non ho trovato che il fronte del NO, nel merito avesse tutte ste ragioni, anzi. Certo la ragione vera era una. Ma vabbé o vabbuò.

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              • #8
                Re: Voto: diritto e dovere civico.

                Originariamente inviato da zar2086 Visualizza il messaggio
                Dovere, non obbligo.
                E' un concetto un po' diverso.

                Penso che questo problema si debba risolvere in altro modo, ovvero facendo capire alle persone che se non votano, di fatto, qualcuno lo fa al posto loro.
                Infatti il non voto aumenta il peso politico di chi vota. Per assurdo se in Italia votassero solo una decina di persone per collegio, potrebbero eleggersi da sole.
                Posso anche concordare. È un po' quello che io sostengo nell'altra discussione quando dico che le quote rosa sono, secondo me, un espediente paradossale e che bisognerebbe educare le persone all'equità (e non all'uguaglianza, che è un'altra cosa sbagliata) puntando sul lungo periodo. Certo, se a incitare al non voto sono gli stessi politici, in maniera a parer mio deprecabile...
                Ci avevate mai pensato?! E a che cosa????

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                • #9
                  Re: Voto: diritto e dovere civico.

                  Originariamente inviato da zar2086 Visualizza il messaggio
                  Fammi un esempio.
                  Per me era una riforma tutto sommato buona. Non c'era evidenti storture. In tutti di dibattiti che ho seguito e le cose che ho letto, francamente non ho trovato che il fronte del NO, nel merito avesse tutte ste ragioni, anzi. Certo la ragione vera era una. Ma vabbé o vabbuò.
                  In particolare, a parer mio, la riforma dell'iter legislativo che si presupponeva avrebbe dovuto semplificare le cose, e in realtà le incasinava di brutto. La riforma del senato, che l'avrebbe reso poco utile invece di abolirlo. L'abolizione dell'elezione diretta dei senatori - sono favorevole a un'elezione il più diretta possibile di qualsiasi rappresentante.
                  Ci avevate mai pensato?! E a che cosa????

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                  • #10
                    Re: Voto: diritto e dovere civico.

                    Originariamente inviato da Vulvia31 Visualizza il messaggio
                    Posso anche concordare. È un po' quello che io sostengo nell'altra discussione quando dico che le quote rosa sono, secondo me, un espediente paradossale e che bisognerebbe educare le persone all'equità (e non all'uguaglianza, che è un'altra cosa sbagliata) puntando sul lungo periodo. Certo, se a incitare al non voto sono gli stessi politici, in maniera a parer mio deprecabile...
                    Non voglio rispondere qui sulle quote rosa, ho già risposto dall'altra parte. Per me non sono solo un espediente, ma un modo di dar voce a più donne... e quindi alla lunga fare quello che dici anche tu, educare.

                    Sul resto, mi sembra che concordiamo... alcune espressioni da parte dei politici non si dovrebbero mai sentire, ma purtroppo tutto è stato sdoganato e ormai sono addirittura frequenti gli errori di "grammatica politica" (ovvero ignoranza costituzionale e procedurale)... anche quelli di grammatica, ma vabbé.

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                    • #11
                      Re: Voto: diritto e dovere civico.

                      Originariamente inviato da zar2086 Visualizza il messaggio
                      Non voglio rispondere qui sulle quote rosa, ho già risposto dall'altra parte. Per me non sono solo un espediente, ma un modo di dar voce a più donne... e quindi alla lunga fare quello che dici anche tu, educare.
                      Il fatto è, come ti ho scritto di là, che io le trovo intrinsecamente diseducative, proprio per principio. Quindi forse per questo fatico molto a vederle come uno strumento che possa portare a una reale educazione. Vedo molto più facile che vengano strumentalizzate come arma di rivalsa, proprio perché intendono riparare a un (pure più grave, certamente) torto storico-sociale introducendo un torto della medesima natura, però istituzionalizzato.
                      Ci avevate mai pensato?! E a che cosa????

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                      • #12
                        Re: Voto: diritto e dovere civico.

                        Originariamente inviato da Vulvia31 Visualizza il messaggio
                        In particolare, a parer mio, la riforma dell'iter legislativo che si presupponeva avrebbe dovuto semplificare le cose, e in realtà le incasinava di brutto.
                        Non sono d'accordo.
                        L'iter era semplice, per la maggior parte delle leggi il Senato non avrebbe avuto sostanzialmente più alcun ruolo. Aveva la facoltà entro un certo limite di tempo (60 giorni o 30 non ricordo) di esprimere un parere non vincolante, cosa che ovviamente sarebbe successa pochissimo per mancanza di tempo.
                        Su altre leggi più specifiche l'iter sarebbe stato lo stesso di oggi. Fine.

                        Originariamente inviato da Vulvia31 Visualizza il messaggio
                        La riforma del senato, che l'avrebbe reso poco utile invece di abolirlo. L'abolizione dell'elezione diretta dei senatori - sono favorevole a un'elezione il più diretta possibile di qualsiasi rappresentante.
                        Qui secondo è stato comunicato male il senso della non elezione diretta.
                        Il Senato avrebbe proprio cambiato ruolo istituzionale. Non sarebbe più stata una Camera legislativa a pieno titolo, non avrebbe più dato la fiducia al governo e non sarebbe più stata competente in molte materie.
                        Dal mio punto di vista si sarebbe anche potuto discutere sull'elezione diretta dei Senatori, ma non mi sembra cambiasse molto. Anzi l'idea di eleggerli nelle Regioni e nei Capoluoghi, secondo me, non era sbagliata. Anche perché il ruolo del Senatore non avrebbe avuto più senso a tempo pieno. Sarebbe stato uno spreco.

                        In generale, quello che voglio dire è che le eventuali pecche della riforma non erano così disastrose come si è voluto far credere. Qualcosa magari era migliorabile, ma tutto sommato andava nella giusta direzione.

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                        • #13
                          Re: Voto: diritto e dovere civico.

                          Originariamente inviato da zar2086 Visualizza il messaggio
                          Non sono d'accordo.
                          L'iter era semplice, per la maggior parte delle leggi il Senato non avrebbe avuto sostanzialmente più alcun ruolo. Aveva la facoltà entro un certo limite di tempo (60 giorni o 30 non ricordo) di esprimere un parere non vincolante, cosa che ovviamente sarebbe successa pochissimo per mancanza di tempo.
                          Su altre leggi più specifiche l'iter sarebbe stato lo stesso di oggi. Fine.
                          Io ricordo diversamente. Ricordo che l'iter, già complicato di per sé, con la nuova norma veniva a frammentarsi in una dozzina di nuove possibili iter differenti, con una farragine spaventosa di possibilità di intoppo.

                          Originariamente inviato da zar2086 Visualizza il messaggio
                          Il Senato avrebbe proprio cambiato ruolo istituzionale. Non sarebbe più stata una Camera legislativa a pieno titolo, non avrebbe più dato la fiducia al governo e non sarebbe più stata competente in molte materie.
                          Dal mio punto di vista si sarebbe anche potuto discutere sull'elezione diretta dei Senatori, ma non mi sembra cambiasse molto. Anzi l'idea di eleggerli nelle Regioni e nei Capoluoghi, secondo me, non era sbagliata, anche perché il ruolo del Senatore non avrebbe avuto più senso a tempo pieno. Sarebbe stato uno spreco.
                          Partiamo proprio da punti di vista diversi. Io sarei stato favorevole a un'abolizione del senato, per tagliare i costi. Renderlo di fatto inutile oltre a mantenerlo avrebbe fatto esattamente il contrario di ridurre i costi. Andando oltretutto a pescare i senatori nelle amministrazioni locali, che si sono rivelate una fornace di corruzione e illegalità senza pari, non lasciava presagire nulla di buono in un paese che letteralmente muore giorno dopo giorno di corruzione.

                          Originariamente inviato da zar2086 Visualizza il messaggio
                          Qualcosa magari era migliorabile, ma tutto sommato andava nella giusta direzione.
                          A parer mio si andava nella direzione sbagliata, ma penso essenzialmente perché partiamo da presupposti diversi.
                          Ci avevate mai pensato?! E a che cosa????

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                          • #14
                            Re: Voto: diritto e dovere civico.

                            Originariamente inviato da Vulvia31 Visualizza il messaggio
                            Io ricordo diversamente. Ricordo che l'iter, già complicato di per sé, con la nuova norma veniva a frammentarsi in una dozzina di nuove possibili iter differenti, con una farragine spaventosa di possibilità di intoppo.
                            Ma no, cosa hai letto?
                            Le modalità sono le due che ti ho detto. Basta leggere il testo della modifica. Anche le tipologie di leggi su cui il Senato avrebbe avuto ancora diritto di voto erano ben definite. Qualcuno ha cominciato a dire che ci sarebbero stati problemi di interpretazione e quindi ricorsi (da parte di chi non si sa) per capire se una legge sarebbe stata di competenza del Senato o meno. Ma per quello che ho letto era solo fumo negli occhi per confondere. La legge era sufficientemente chiara.

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                            • #15
                              Re: Voto: diritto e dovere civico.

                              Originariamente inviato da Vulvia31 Visualizza il messaggio
                              Partiamo proprio da punti di vista diversi. Io sarei stato favorevole a un'abolizione del senato, per tagliare i costi. Renderlo di fatto inutile oltre a mantenerlo avrebbe fatto esattamente il contrario di ridurre i costi. Andando oltretutto a pescare i senatori nelle amministrazioni locali, che si sono rivelate una fornace di corruzione e illegalità senza pari, non lasciava presagire nulla di buono in un paese che letteralmente muore giorno dopo giorno di corruzione.
                              Ci stava abolire del tutto il Senato. Ma per ri-correggere poi il Titolo Quinto andava comunque istituita un'Assemblea delle Regioni = Senato delle Autonomie.

                              Quanto alla corruzione, non mi sembra che Senatori e Deputati si siano dimostrati meno corruttibili.

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