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Donatori di sangue più tardi in pensione,grazie alla Fornera!

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  • Donatori di sangue più tardi in pensione,grazie alla Fornera!

    "La riforma Fornero torna a far parlare di sé, questa volta non per gli esodati ma per i donatori di sangue. Gli iscritti all'Avis in procinto di andare in pensione, infatti, sono costretti ad aspettare perché dovranno recuperare i giorni in cui, con regolare permesso, sono rimasti a casa per il prelievo. Un allarme lanciato dalla sede dell'associazione a Cremona, comune che registra in Italia il maggior numero di iscritti (6.000 che diventano 17.000 con la provincia). Se si fa un rapido calcolo, per un iscritto che dona il sangue da quando ha 18 anni e lo fa a pieno regime (cioè quattro volte l'anno), in quarant'anni di vita lavorativa dovrà recuperare 160 giornate di astensione dal lavoro, che si traducono il 7-9 mesi in più di servizio. L'alternativa è smettere di lavorare nella data prevista, ma con una decurtazione del 2% della pensione. Lo spiega bene Ferruccio Giovetti, presidente di Avis Cremona: "Con una aspettativa di vita di 25 anni, considerando un assegno mensile di 1300-1400 euro, si parla di alcune migliaia, se non decine di migliaia, di pensione in meno". Il rischio, ora, è una diminuzione dei donatori e una conseguente ricaduta sugli ospedali."
    Fonte:Il sole 24 ore.
    Le persone che amano troppo il denaro,devono essere cacciate fuori dalla politica.Jose Mujica, presidente dell'Uruguay.

  • #2
    Re: Donatori di sangue più tardi in pensione,grazie alla Fornera!

    Mio marito e stato donatore per 35 anni, ma fidas non avis...io so che era l' azienda che le dava il giorno non lo stato.....non so se l'avviso e diverso.......

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    • #3
      Re: Donatori di sangue più tardi in pensione,grazie alla Fornera!

      Magari vale per i dipendenti statali.
      Le persone che amano troppo il denaro,devono essere cacciate fuori dalla politica.Jose Mujica, presidente dell'Uruguay.

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      • #4
        Re: Donatori di sangue più tardi in pensione,grazie alla Fornera!

        Provvedimento tipico di una nazione miserabile nella quale le persone che offrono la propria buona volontà vengono ringraziate con una bella inchiappettata, in questo caso pure retroattiva.
        Sarebbe stato meglio se non fossi mai nato.

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        • #5
          Re: Donatori di sangue più tardi in pensione,grazie alla Fornera!

          Originariamente inviato da frederika Visualizza il messaggio
          "La riforma Fornero torna a far parlare di sé, questa volta non per gli esodati ma per i donatori di sangue. Gli iscritti all'Avis in procinto di andare in pensione, infatti, sono costretti ad aspettare perché dovranno recuperare i giorni in cui, con regolare permesso, sono rimasti a casa per il prelievo. Un allarme lanciato dalla sede dell'associazione a Cremona, comune che registra in Italia il maggior numero di iscritti (6.000 che diventano 17.000 con la provincia). Se si fa un rapido calcolo, per un iscritto che dona il sangue da quando ha 18 anni e lo fa a pieno regime (cioè quattro volte l'anno), in quarant'anni di vita lavorativa dovrà recuperare 160 giornate di astensione dal lavoro, che si traducono il 7-9 mesi in più di servizio. L'alternativa è smettere di lavorare nella data prevista, ma con una decurtazione del 2% della pensione. Lo spiega bene Ferruccio Giovetti, presidente di Avis Cremona: "Con una aspettativa di vita di 25 anni, considerando un assegno mensile di 1300-1400 euro, si parla di alcune migliaia, se non decine di migliaia, di pensione in meno". Il rischio, ora, è una diminuzione dei donatori e una conseguente ricaduta sugli ospedali."
          Fonte:Il sole 24 ore.
          Che dire... Vergogna Fornero !
          Non è mai la vita a fare schifo, sono le persone con cui si interagisce nella vita che facilmente possono essere schifose.

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          • #6
            Re: Donatori di sangue più tardi in pensione,grazie alla Fornera!

            Originariamente inviato da frederika Visualizza il messaggio
            "La riforma Fornero torna a far parlare di sé, questa volta non per gli esodati ma per i donatori di sangue. Gli iscritti all'Avis in procinto di andare in pensione, infatti, sono costretti ad aspettare perché dovranno recuperare i giorni in cui, con regolare permesso, sono rimasti a casa per il prelievo. Un allarme lanciato dalla sede dell'associazione a Cremona, comune che registra in Italia il maggior numero di iscritti (6.000 che diventano 17.000 con la provincia). Se si fa un rapido calcolo, per un iscritto che dona il sangue da quando ha 18 anni e lo fa a pieno regime (cioè quattro volte l'anno), in quarant'anni di vita lavorativa dovrà recuperare 160 giornate di astensione dal lavoro, che si traducono il 7-9 mesi in più di servizio. L'alternativa è smettere di lavorare nella data prevista, ma con una decurtazione del 2% della pensione. Lo spiega bene Ferruccio Giovetti, presidente di Avis Cremona: "Con una aspettativa di vita di 25 anni, considerando un assegno mensile di 1300-1400 euro, si parla di alcune migliaia, se non decine di migliaia, di pensione in meno". Il rischio, ora, è una diminuzione dei donatori e una conseguente ricaduta sugli ospedali."
            Fonte:Il sole 24 ore.
            mi era sfuggito questo 3D

            un plauso a frede che l'ha aperto....

            questa è un'altra porcata della ministra lacrime di coccodrillo con il beneplacito del governo italiano con la beffa della retroattività..... retroattività peraltro proibita dalla costituzione!
            veramente complimenti: che aspettiamo a mandarli tutti a casa?
            ** relax, take it easy**

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            • #7
              Re: Donatori di sangue più tardi in pensione,grazie alla Fornera!

              Originariamente inviato da frederika Visualizza il messaggio
              "La riforma Fornero torna a far parlare di sé, questa volta non per gli esodati ma per i donatori di sangue. Gli iscritti all'Avis in procinto di andare in pensione, infatti, sono costretti ad aspettare perché dovranno recuperare i giorni in cui, con regolare permesso, sono rimasti a casa per il prelievo. Un allarme lanciato dalla sede dell'associazione a Cremona, comune che registra in Italia il maggior numero di iscritti (6.000 che diventano 17.000 con la provincia). Se si fa un rapido calcolo, per un iscritto che dona il sangue da quando ha 18 anni e lo fa a pieno regime (cioè quattro volte l'anno), in quarant'anni di vita lavorativa dovrà recuperare 160 giornate di astensione dal lavoro, che si traducono il 7-9 mesi in più di servizio. L'alternativa è smettere di lavorare nella data prevista, ma con una decurtazione del 2% della pensione. Lo spiega bene Ferruccio Giovetti, presidente di Avis Cremona: "Con una aspettativa di vita di 25 anni, considerando un assegno mensile di 1300-1400 euro, si parla di alcune migliaia, se non decine di migliaia, di pensione in meno". Il rischio, ora, è una diminuzione dei donatori e una conseguente ricaduta sugli ospedali."
              Fonte:Il sole 24 ore.

              La mia collega andrà in pensione tra un'annetto.... a cui dovrà aggiungere pure i giorni di malattia fatti durante i suoi anni di servizio (a quello che le hanno detto quando è andata ad informarsi).
              Mi ha parlato anche della maternità ma li era un pò dubbiosa ed io non sono informata...
              Se al principio non mi trovi insisti,
              se non sono in un posto, cerca in un altro,
              io mi fermo da qualche parte ad aspettarti.

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