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come si guarisce dalla dipendenza affetiva?

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  • come si guarisce dalla dipendenza affetiva?

    allora, io ammetto di soffrire di quella che si chiama dipendenza affettiva siccome mi ritrovo in queste descrizioni

    • ebbrezza : il soggetto prova una sensazione di piacere quando sta con il partner, che non riesce ad ottenere in altri modi e che gli è indispensabile per stare bene.
    • tolleranza: il soggetto cerca dosi di tempo sempre maggiori da dedicare al partner, riducendo sempre di più il proprio tempo autonomo e i contatti con l’esterno
    • astinenza: il soggetto sente di esistere solo quando c'è l'altro, la sua mancanza lo getta in uno stato di allarme. Pensare la propria vita senza l'altro è inimmaginabile. L'altro è visto come l'unica fonte di gratificazione, le attività quotidiane sono trascurate, l'unica cosa importante è il tempo trascorso con l'altro.
    • incapacità di controllare il proprio comportamento: una riduzione di lucidità e capacità critica che crea vergogna e rimorso e che in taluni momenti viene sostituita da una temporanea lucidità, cui segue un senso di prostrante sconfitta e una ricaduta nella dipendenza ,che fa sentire più imminenti di prima i propri bisogni legati all’altro. Questi processi si colorano di rabbia e senso di colpa


    e questa cosa che sto vivendo mi logora e mi consuma ho anche perso interesse per le mie passioni sto anche riducendo il contatto con gli altri, non riesco a dormire mi passa l'appetito ho lo stomaco chiuso, ho una fortissima ansia e sconforto.

    (SEGUE...)

  • #2
    Re: come si guarisce dalla dipendenza affetiva?

    cercando di guardare le cose esternamente mi rendo perfettamente conto che è uno stato ingiustificato, anche se come ho detto in un post precedente frequento una persona problematica. mi rendo conto che anche se così non fosse è normale che l'altra persona non puo sempre esserci, che ha la sua quotidinita', che puo aver da fare. ma quando l'altra persona non c'e' io provo senso di vuoto, di sconforto, mi dico che mi ha abbandonato e che non tornera' piu' anche se mi dice che comunque c'e'. quando non la sento inizio a farmi mille paranoie del tipo ha conosciuto un altro, non mi vuole piu sentire, si è stancata di me. sono ormai del tutto ossessionato: controllo sempre il cellulare in attesa di un segno, di una chiamata, sto sempre al computer per vedere se si collega, la mattina mi sveglio prestissimo per accendere subito il telefono nella speranza che mi abbia cercato .

    (SEGUE)

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    • #3
      Re: come si guarisce dalla dipendenza affetiva?

      stamani sono stato a fare un colloquio con uno psicologo al centro di salute mentale e in questo primo colloquio, raccontandogli della mia infanzia gli ho detto che è stata difficile: i miei genitori non andavano d'accordo scaricavano i loro problemi di coppia su noi figli, quando io ero piccolo mio padre lavorava tutto il giorno e mia madre o usciva o non stava con me lasciandomi solo e nei momenti in cui erano presenti si comportavano male con me sgridandomi anche se non facevo niente di male. lo psicologo mi ha solo dato conferma di cio che io sapevo e mi ha anche detto che e' un bene che io riesca a focalizzare la radice del mio problema e che riesca anche obiettivamente a riconoscere il fatto che la mia sia una paura ingiustificata..... ci penso, mi calmo e poi ci ricasco. ad esempio ora che ne sto parlando riesco a vedere obiettivamente le cose, a dirmi che non vale assolutamente la pena stare cosi' male e addirittura a dirmi che posso riuscire a stare da bene anche solo ma mi conosco: tra poche ore tornerò a pensare a lei, a ricordare con nostalgia l'ultima volta che ci siamo visti, a desiderare di nuovo di stare con le e mi verrà da piangere, mi sentiro' di nuovo abbandonato come se non ci fosse via di uscita. voi mi direte giustamente di continuare a frequentare lo psicologo, ma intanto cambia poco, perche' ci ricasco.

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      • #4
        Re: come si guarisce dalla dipendenza affetiva?

        Antonio, devi "solo" elaborare il distacco e non è facile.
        Ho trovato questo articolo, leggilo, magari ti può essere utile.

        La fine di una relazione sentimentale rappresenta sempre un evento traumatico e si pone nel corso della vita come punto di svolta.
        Indipendentemente dalle motivazioni e dalle circostanze che producono la rottura del legame d’amore, il momento in cui realizziamo che la storia è finita stabilisce nella nostra memoria affettiva un “prima” e un “dopo”: un prima dove l’altro c’era e un dopo in cui si è da soli; un prima dove si era in coppia con una progettualità o una qualche visione di un futuro congiunto, e un dopo tutto da costruire, incerto e indecidibile. Questa frattura temporale stabilisce una discontinuità sia nel modo di percepire noi stessi e il partner che nel rapportarci ad amici, familiari, conoscenti e al mondo intero. E più è drastica la scissura tra il prima e il dopo il rapporto d’amore, più sono profondi la sofferenza, il senso di fallimento personale e il dolore, sentimenti che possono farsi talmente acuti da ostacolare a lungo l’elaborazione del distacco e la tensione verso un futuro senza l’ex-partner.
        Alcuni di noi reagiscono allo stress e al trauma dell’amore finito risollevandosi e, seppure a fatica, ricercando un nuovo equilibrio grazie, prima di tutto, all’accettazione del distacco come la conseguenza fisiologica di una relazione che non funzionava e che, se fosse proseguita, avrebbe generato per anni più problemi, tristezza e disagio di quelli patiti nel corso della sua attuale conclusione.
        Quando il gioco si fa duro.... I duri cominciano a giocare

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        • #5
          Re: come si guarisce dalla dipendenza affetiva?

          Per altre persone, invece, la fine di un amore raggiunge o supera le proporzioni dilanianti della tragedia e del lutto più nero. In questi casi, lo shock emozionale dato dalla perdita dell’altro è come una frattura interna che si esprime nell’ossessione, nella depressione, nell’insonnia e nel rifiuto fermo e disperato di accettare il distacco come parte stessa della propria vita. Il distacco è avvertito da alcuni come una patologia inaccettabile, è un fallimento insopportabile, è percepito come la disfatta estrema che sottrae ogni senso al vivere.
          Paradossalmente, quanto più la relazione d’amore è stata conflittuale, frammentaria, insoddisfacente e infelice, tanto più l’elaborazione del distacco diventa complessa. E, viceversa, quelle storie d’amore vissute con pienezza ed armonia che, seppur dolorosamente, si concludono, sono anche quelle che lasciano meno traumi dietro di sé. La differenza tra chi supera il trauma del distacco e chi indugia nel lutto, a volte sino all’annullamento di se stesso, consiste nella capacità di individuare una continuità tra il “prima” e il “dopo” la rottura, ovvero nel saper dare un senso alla storia conclusa e trarne un insegnamento utile nel futuro sentimentale.
          Quando il gioco si fa duro.... I duri cominciano a giocare

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          • #6
            Re: come si guarisce dalla dipendenza affetiva?

            Ogni relazione, anche la più problematica, infelice o feroce contiene un significato importantissimo e un insegnamento che spesso si palesa nella sua conclusione e nella dinamica del distacco. Per esempio, ci sono persone votate all’autosacrificio, che stallano in relazioni in cui fanno ogni cosa pressoché da sole nell’attesa irrealistica di cambiare l’altro; oppure, lunghe vicende amorose che somigliano a baratti sessuali, dove il solo valore che “tiene” è la garanzia del controllo e della fedeltà reciproca. La casistica delle relazioni finite è comunque immensa e può riguardare anche i rapporti che hanno funzionato per anni ma che, da un certo punto in poi, non hanno retto al cambiamento di uno o di entrambi i partner, dovuto alla loro soggettiva crescita personale. Non è un caso che alcune coppie “scoppino” dopo eventi emotivamente critici: la laurea, il nuovo lavoro, il matrimonio o la nascita di un figlio. Circostanze positive, certo, che comunque richiedono ai membri della coppia un “salto evolutivo” congiunto, a volte impossibile.

            L’elaborazione del distacco segue percorsi inevitabilmente diversi da caso a caso, ma risulta più laboriosa quando almeno uno dei partner non ha maturato un Sé autonomo e una rappresentazione abbastanza precisa dei bisogni affettivi per appagare i quali ha intrapreso il rapporto. L’attaccamento ostinato a una persona che ci rende infelici e insoddisfatti è un chiaro riflesso di un conflitto interiore, il segnale della confusione interna davanti alla quale ci si trova nel momento in cui una relazione degrada, si sfalda, ci tormenta e ci frammenta in mille pezzi.
            Quando il gioco si fa duro.... I duri cominciano a giocare

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            • #7
              Re: come si guarisce dalla dipendenza affetiva?

              Originariamente inviato da bip69 Visualizza il messaggio
              Ogni relazione, anche la più problematica, infelice o feroce contiene un significato importantissimo e un insegnamento che spesso si palesa nella sua conclusione e nella dinamica del distacco. Per esempio, ci sono persone votate all’autosacrificio, che stallano in relazioni in cui fanno ogni cosa pressoché da sole nell’attesa irrealistica di cambiare l’altro; oppure, lunghe vicende amorose che somigliano a baratti sessuali, dove il solo valore che “tiene” è la garanzia del controllo e della fedeltà reciproca. La casistica delle relazioni finite è comunque immensa e può riguardare anche i rapporti che hanno funzionato per anni ma che, da un certo punto in poi, non hanno retto al cambiamento di uno o di entrambi i partner, dovuto alla loro soggettiva crescita personale. Non è un caso che alcune coppie “scoppino” dopo eventi emotivamente critici: la laurea, il nuovo lavoro, il matrimonio o la nascita di un figlio. Circostanze positive, certo, che comunque richiedono ai membri della coppia un “salto evolutivo” congiunto, a volte impossibile.

              L’elaborazione del distacco segue percorsi inevitabilmente diversi da caso a caso, ma risulta più laboriosa quando almeno uno dei partner non ha maturato un Sé autonomo e una rappresentazione abbastanza precisa dei bisogni affettivi per appagare i quali ha intrapreso il rapporto. L’attaccamento ostinato a una persona che ci rende infelici e insoddisfatti è un chiaro riflesso di un conflitto interiore, il segnale della confusione interna davanti alla quale ci si trova nel momento in cui una relazione degrada, si sfalda, ci tormenta e ci frammenta in mille pezzi.
              Saggia ragazza !
              Quando un uomo varca la porta di una casa, si può trovare di fronte a un milione di nemici.

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              • #8
                Re: come si guarisce dalla dipendenza affetiva?

                Originariamente inviato da Nudols Visualizza il messaggio
                Saggia ragazza !
                Più che saggia, stupida direi. Predico bene ma razzolo male, molto male.
                Quando il gioco si fa duro.... I duri cominciano a giocare

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                • #9
                  Re: come si guarisce dalla dipendenza affetiva?

                  Originariamente inviato da bip69 Visualizza il messaggio
                  Più che saggia, stupida direi. Predico bene ma razzolo male, molto male.
                  Razzoli o Ruzzlei
                  Quando un uomo varca la porta di una casa, si può trovare di fronte a un milione di nemici.

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                  • #10
                    Re: come si guarisce dalla dipendenza affetiva?

                    Originariamente inviato da Nudols Visualizza il messaggio
                    Razzoli o Ruzzlei
                    Razzolo.... Di Razzleiare ho smesso :disappoin
                    Quando il gioco si fa duro.... I duri cominciano a giocare

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